LA SUBACQUEA DEI POLIZIOTTI

Corso Gruppi di Intervento Sommozzatori della Polizia ISP  (Institut Suisse de Police)

Con piacere pubblichiamo il resoconto che ci ha inviato Parick Tempobono, Istruttore PADI nonché appuntato della Polizia di Lugano, Sezione circolazione stradale e Istruttore di difesa, sulla sua particolare esperienza subacquea, che solo chi svolge un lavoro come il suo puo’ vivere.

Nel mese di settembre 2012 sono stato a Yverdon Les Bains presso la Brigade Du Lac (Svizzera) per effettuare il corso sommozzatore dei gruppi di intervento della Polizia, della durata di 6 giorni.

Le qualità di informazioni ricevute erano molto professionali, gli istruttori si sono dimostrati qualificati e molto istruiti nelle tecniche di ingaggio quali sub della Polizia.

Durante il corso abbiamo trattato diversi argomenti , eccone alcuni:

–  Metodi di ricerca nei laghi e nei fiumi per il recupero di persone.
– Come effettuare dei campi di ricerca.

– Utilizzo degli elicotteri.
– Prevenzioni da incidenti subacquei
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– Speleosub
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– Ricerche mediante sonar KLEIN 3900 e R.O.V HYTECH H-300 (robot sottomarino)
– Sistemi di respirazione Rebreather
– Ed  altro ancora….

L’atto d’iniziazione al corso speleosub, mi ha particolarmente colpito, infatti la sensazione che si può avere ad essere da soli dentro una grotta  stretta completamente sommersa d’acqua  è unica.

Trovarmi nell’oscurità più assoluta in questo tunnel poi all’improvviso incontrare uno spazio più aperto che ti fa perdere quasi il senso dell’orientamento è un emozione che solo ad essere li a provarlo può farti capire ed amare quello che stai facendo. Poi ad un certo punto emergo in un laghetto sotterraneo dove con la mia  torcia illumino le pareti della grotta dando un tocco ancora più magico a quello che stò facendo.

Al termine dell’immersione mentre risalgo la grotta il  gioco di luci proveniente dalla luce esterna mi dava la sensazione di libertà.

Tutto ha  il suo fascino, come anche buttarsi da un elicottero in volo da circa 5- 7 metri, non è cosa da tutti i giorni!!

Vorrei raccontare ancora molto sulla mia esperienza trascorsa ad YverdonLes Bains, ma  in poche righe non si possono descrivere le emozioni vissute sul posto. Spero comunque di avere lasciato una piccola idea su come può essere utile interessante ed emozionante lo svolgere questo corso.

Ringrazio il Lodevole Municipio e il Comando di Polizia della Città di Lugano per avermi dato l’opportunità di svolgere questo interessante ed entusiasmante corso, il quale mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze professionali, quelle subacquee e non da ultimo quelle personali. Un caloroso grazie anche a tutto lo staff di istruttori e compagni di corso per aver passato un piacevole momento insieme.

 

Patrick Tempobono

IDC STAFF Instructor

IL GOMMONE ROSA 6 A RIVA DEL GARDA

Il Gommone Rosa a Riva del Garda: storia di un ClanDestino finito in TiVù

Mi chiamo Claudio Tovani, e sono un istruttore PADI.

Sei mesi fa ho coinvolto alcune amiche in un’immersione per sostenere Amnesty International contro la violenza sulle donne. Eravamo in sette, e ci hanno chiamato il Gommone Rosa. Una bella giornata, che pensavo sarebbe finita lì.

Ma da allora ci sono stati altri cinque Gommoni Rosa, uno al mese. A Portofino, a Ustica, tre sul lago di Garda. Ogni volta si aggiungeva qualcuno, ogni volta conoscevo nuovi amici, sinché sono arrivato ad avere con me decine e decine di sub.

Quello che segue è il racconto dell’ultimo Gommone Rosa, un evento che va oltre le immersioni. E’ una storia di amicizia e solidarietà. E’ il Gommone Rosa di ClanDestino Sub.

Partendo da Milano ci si impiega un po’ ad arrivare a Riva del Garda, ti fai cento chilometri di autostrada e poi una statale bresciana che sembra non finire mai. Quando poi sei arrivato a destinazione, hai ancora qualche difficoltà ad arrivare a Porto San Nicolò, un po’ perché non è segnalato dai cartelli stradali, un po’ perché il navigatore insiste per mandarti a San Nicola di Bari. Fortunatamente sono in auto con due donne che con la solita concretezza abbassano il finestrino, sfoderano un bel sorriso e ottengono l’indicazione a tempo di record: torna indietro, vai a destra, supera due ponti e prima della galleria c’è il posteggio.

Quando arriviamo, Francesca Accorsi e Davide Franceschetti di ClanDestino Sub sono già sul posto (arrivano da Mantova e sono a Riva dalle sette del mattino), e capisco che affidare a loro l’organizzazione di questo Gommone Rosa è stata una scelta azzeccata. Hanno ottenuto dal gruppo subacqueo locale un grande gazebo dove hanno già appeso il loro striscione e quello di PADI,  e protetti delle sciarpe e da due enormi paraorecchie rosa stanno facendo la spunta dei partecipanti e raccogliendo le ordinazioni per il pranzo che si terrà molte ore dopo.

Quando mi avevano detto “Claudio, siamo in cento. La pizzeria dice che non ci stiamo tutti”, pensavo scherzassero. E invece sono davvero riusciti a mettere insieme quasi una decina di gruppi subacquei, alcuni del trentino ma altri da molto più lontano. Cinzia e Giuseppe arrivano da Bassano del Grappa, Paola e Gabriele da Viareggio. Io ho portato Silvia e Loredana, al loro quarto Gommone Rosa, da Milano. E c’è Blue Dolphins che ha appena chiuso il diving a Lampedusa, è passato da casa a prendere la giacca a vento ed è venuto direttamente a Riva.

Mentre passo a Francesca i settantotto attestati da firmare, vedo la terza ClanDestina Monica Tarnold già attrezzata con stagna e bombola che conduce in acqua il primo gruppo di  sub. Dietro di leì una sfilata di pinne, sciarpe, fiocchi e guanti rosa, accessori recuperati dall’armadio e che nulla hanno a che fare con la subacquea ma che costellano la spiaggia di riflessi rossicci che scintillano sotto il sole. Il verde del prato, l’azzurro del cielo terso, il blu del lago e il rosa dei subacquei che entrano ordinatamente in acqua riempiono di colori una giornata che altrimenti sarebbe stata solo fredda e pungente. A rincarare la pigmentazione arrivano i ragazzi di Scubalitrox e Top Dive, omoni con la barba incolta, maschere nere, pinne nere, bibo e bombole di stage un po’ ovunque, e sopra alle mute delle sfavillanti t-shirt fucsia con scritto il loro nome. Si mettono in posa, si fanno fotografare, sono amici di tutti e sembrano non notare due spettatori estemporanei in divisa mimetica che li guardano perplessi.

Va avanti così tutta la mattinata, con i sub che vanno e vengono sulla passerella seguendo i cartelli che abbiamo appeso sopra e sotto la superficie del lago, è rosa pure la segnaletica, rosa come le maschere, i gav, le orecchie di neoprene e i cappelli scoloriti da babbo natale. Quelli che entrano sorridono, quelli che escono pure. Sono infreddoliti, rabbrividiscono, ma arrivano al pentolone di vin brulé che ha preparato Davide, e sorridono di più. Dopo il primo bicchiere,  il sorriso diventa indelebile.

Intanto Francesca, Davide ed io ci rincorriamo per aggiornarci sulle ultime novità. Abbiamo appena parlato con una giornalista televisiva di RTTR, un’emittente locale, che ci ha intervistato davanti alla telecamera, la prima volta per tutti e tre. Francesca è bellissima, Davide davanti all’obbiettivo sembra un attore di Hollywood, io mi sento il solito pirla. La giornalista non fa in tempo ad andarsene che arriva un altra notizia, sta arrivando Rai 3, no è già qui, è il tipo con la barba e la videocamera in mano.

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Ma con chi deve parlare? Il Giornale Radio mi fa un’intervista telefonica e ringrazio la maestra delle elementari che ha insistito sul congiuntivo, che almeno con le parole me la cavo bene e non c’è una telecamera a immortalare il riflesso del mio cranio.

Alla fine ci immergiamo anche noi, Francesca e Davide di ClanDestino, io e Silvia, mentre Loredana è ancora in giro con la mia macchina fotografica a scattare i ritratti più rosa dell’anno. La bomba, il rubinetto, Il Cristo, tutto il persorso è cimato, ben tenuto e immerso in in un acqua insolitamente limpida, e mi godo i miei trenta minuti di azoto e relax, perché so che in pizzeria sarò nervoso e lo stomaco si chiuderà.

E’ lì che si conclude la giornata, quando spiego perché ci siamo trovati. E’ il momento in cui devo parlare davanti a decine di persone e dire che la violenza domestica in Italia uccide più di cento donne ogni anno, che è un problema di cultura e la cultura siamo noi, è quello che pensiamo, quello che facciamo, è la nostra scelta di alzarci dal divano e vedere perché la vicina di casa piange piuttosto che starcene seduti davanti alla tv e far finta di non sentire, mentre da qualche parte un altro vicino di casa fa finta di non sentire il pianto di nostra sorella o di una nostra amica.

Quello è il momento in cui devo combattere la timidezza e la rabbia ed essere chiaro, coerente, per convincere chi mi ascolta che la violenza sulle donne non è solo un problema degli altri, e che ognuno di noi può fare qualcosa. Mentre parlo, incespico e riprendo, ho dei momento di lucidità in cui vedo Francesca e Davide che mi guardano e annuiscono. Scoprirò solo dopo qualche giorno che hanno, come me, dei motivi personali per essere così coinvolti in questa battaglia.

Finisco il discorso e l’applauso rompe il silenzio in cui mi sentivo avvolto, liberandomi dalla paura e dando il via alla consegna degli attestati. Prima i gruppi, poi gli individui uno ad uno. Li rivedrò qualche ora dopo, nelle foto su facebook con il loro diploma di partecipazione guadagnato in barba al freddo.

Un caffé, un saluto agli amici e ai volti che ormai mi sono familiari, e sono in auto sulla strada del ritorno.

Faccio qualche ora in coda, ma con un sorriso indelebile sul volto. E non è per il vin brulé.

Mi chiamo Claudio Tovani, sono un istruttore PADI ed ho la fortuna di avere per amica una donna che si chiama Anna Maria, una donna che mi ha fatto conoscere altre donne e uomini che si chiamano Elena, Marcello, Alessandro, Fabio, Francesca, Davide  e Monica , uomini e donne che insieme a decine di altri ancora sono al mio fianco a dire che la violenza sulle donne è una vergogna della quale dobbiamo liberarci.

Siamo i subacquei del Gommone Rosa, siamo più di cento e non siamo ancora abbastanza. Stiamo aspettando voi.

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ICE DAY 2013 16/17 marzo 2013

Lago di Anterselva (BZ)

TOP DIVE MERANO

PADI 5 STAR RESORT S-799383

 Quasi chiusa la stagione delle immersioni, a Merano c’è fermento per i preparativi della nuova edizione dell’ICE DAY.

Siamo alla 8° edizione ed il successo degli scorsi anni ci ha convinto che la formula è vincente.

Dal 16 al 17 marzo 2013 presso il lago di Anterselva (Bz) organizziamo un Week-End di immersioni sotto il ghiaccio.

Il panorama che si affaccia sul lago ghiacciato è da far restare senza fiato. Alte montagne innevate che circondano boschi incantati. Le fate e gli elfi popolano questi boschi svolazzando tra le fronde degli abeti. I subacquei si fanno aiutare dalle fate per osservare le meraviglie dell’immersione sotto il ghiaccio. Sempre più numerosi sono coloro che vengono affascinati da questa esperienza.

Noi possiamo offrirvi questa esperienza!!

Proponiamo sia le immersioni singole sia il corso PADI ICE Specialty Diver.

Partecipare è semplicissimo: serve la maggiore età ed il brevetto PADI AOWD o equivalente.

Per gli accompagnatori dei subacquei ed i più piccoli ci sono ampie possibilità di divertimento: slitte, un minizoo e anche gli sci da fondo.

Uno spettacolo riservato a pochi, l’unica immersione che si fa guardando all’insù!!!!!

Per maggiori informazioni contattateci:

www.topdivemeran.com

[email protected]

Davide DE LORENZI, PADI Ice Specialty Instructor +39 331 3714488