VULCANO DIVE FESTIVAL 2015

Nella splendida location del Mari del Sud Resort & Village a Vulcano, in Sicilia, un intero week end di immersioni, fotografia  e archeologia subacquea, seminari, spettacoli e feste in spiaggia, attende tutti gli appassionati di mare dal 25 al 28 Giugno.

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Durante le quattro giornate, tutta la logistica verrà curata dallo staff del centro PADI Diving Center Saracen di Vulcano. I subacquei con più esperienza potranno provare l’emozione d’immergersi con scooter subacqueo fornito da Suex, si potrà partecipare al seminario PADI e per i bambini e i principianti, è prevista la partecipazione gratuita al corso “Discover Scuba Diving”. Inoltre, la Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana  ci presenterà le immagini delle recenti scoperte fatte di relitti sommersi alle Isole Eolie e infine il gruppo di Rebreather Sicilia allestirà una mostra fotografica su alcuni relitti inediti siciliani e ci mostrerà anche alcune immagini. Il tutto sarà condito dall’enogastronomia locale che ci farà assaporare i profumi e il gusto della tradizione culinaria dell’Isola.

Inoltre, con l’ausilio della struttura Commerciale Mares Italia, sarà possibile per tutti i partecipanti, testare e verificare in immersione, l’eccezionali prestazioni dei nuovi ritrovati tecnici adottati sui nuovi prodotti Mares e Alberto Balbi, fotografo freelance internazionale, giornalista e grande appassionato di mare, che svolgerà un workshop di fotografia subacquea supportato dal team Easydive, azienda leader nella produzione di attrezzature per la videoripresa e la fotografia subacquea che metterà a disposizione le recenti innovazioni con scafandri unici al mondo come la nuova Leo III e Leo III Wii.

Ospite anche quest’anno alla manifestazione Gianluca Genoni, il pluripremiato apneista recordman che non ha certo bisgno di presentazioni

Infine, come ciliegina sulla torta, durante i quattro giorni di festa, verrà anche eletta Miss Vulcano Dive Festival 2015! Copertina Miss x FB

Gli sponsor ringrazieranno tutti i partecipanti con una festa in spiaggia con musica e tanto divertimento.

 Per partecipare, prenotare e info:

Tony Scontrino

Mob: +39.347.7283341

Tel. 091.7795274
Mail: [email protected]
Web: www.divingcentersaracen.com
Facebook: Diving Center Saracen Isola di Vulcano-Diving Center Saracen Palermo

Ti aspettiamo, per vivere insieme la passione per le immersioni!

Un’inno alla gioia subacquea secondo Michela…..

Un piccolo tassello, nel puzzle di emozioni che è la vita!

Il lavoro è finalmente finito, le ferie sono cominciate, i bagagli sono preparati, tutta l’attrezzatura subacquea è stivata in macchina ed io sono pronta e carica per questa nuova avventura ad Anterselva. Le emozioni che provo sono numerose e contrastanti: la paura che troppo spesso ha bloccato alcune mie scelte, la timidezza e l’insicurezza che troppe volte hanno sopraffatto e dominato su di me e non mi hanno permesso di godere di alcune esperienze; la speranza e l’attesa di dimostrare, soprattutto a me stessa, di riuscire ad immergere sotto il ghiaccio nonostante le basse temperature e la curiosità di vedere direttamente con i miei occhi quello di cui molti subacquei ormai raccontano da anni.
Ed eccomi qui, arrivata ad Anterselva, a piú di 1600 mt sopra il livello del mare ad osservare tutti i componenti degli istruttori del Top Dive Merano che si sincronizzano per rendere questo weekend perfetto: c’è chi monta il tendone, chi attacca bandiere, chi prepara il sito d’immersione creando con la motosega i fori nel ghiaccio,

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chi si occupa di compilare la burocrazia e sistemare il magazzino con tutte le attrezzature e chi fa lezione ai corsisti ice diver ed ice instructor PADI.
Tutto è ormai pronto! Mi infilo l’attrezzatura, esco dal garage in compagnia del mio istruttore PADI ICE Dive e del mio buddy e mi avvio verso il foro per l’inizio di questa nuova avventura. I battiti del mio cuore sono accelerati, l’adrenalina e la paura mi circondano, ma lo staff del Top Dive Merano è li pronto ad aiutarmi ed incoraggiarmi in ogni momento.

Dopo il briefing pre-immersione mi siedo sul ghiaccio, assaggiando la temperature dell’acqua che mi attende, guardo gli sguardi incuriositi delle persone che mi circondano e in cuor mio capisco che questa sarà una sfida degna di essere vissuta, un’immersione particolare che mi farà crescere. Bagno il mio viso con l’acqua gelata del lago, gonfio a bocca il mio gav, scendo in acqua, aspetto che gli assistenti di superficie ci aprano le bombole, ci fissino le cime e dopo aver guardato i miei compagni faccio il segno di ok con la mano, sgonfio il gav e inizio la discesa verso una nuovo panorama sommerso, abbracciata completamente dall’acqua e dal silenzio che ne consegue. Mi trovo con la testa sotto la superficie ad osservare lo strato di ghiaccio che mi circonda e la luce del sole che penetra dal foro del lago;

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sono in una dimensione nuova dove, circondata dal silenzio assoluto riesco ancora a percepire e vedere le sagome delle persone in superfice sopra il ghiaccio che fanno assistenza.10858534_648159021996564_2340578333978742730_n

Il battito del mio cuore rallenta, la mia frequenza respiratoria si normalizza, non percepisco più il freddo e rimango ammirata nell’osservare il meraviglioso spettacolo che mi ritrovo davanti agli occhi; il mondo sembra rovesciato, alzo la testa verso l’alto e osservo le bolle d’aria che, uscendo dal mio erogatore, salgono verso la superficie di ghiaccio che ci sovrasta e scappano, più o meno veloci, in direzioni diverse creano giochi di colori, luci ed ombre di forme indefinite; sotto questa immense lastra di “vetro” si creano pozze d’aria di dimensioni variabili che permettono all’immaginario di ognuno di noi di vedere sagome diverse, di modellare con il solo tocco delle nostre dita queste creazioni meravigliose e di provare emozioni indescrivibili ed indimenticabili.

 

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Sott’acqua il tempo si ferma, ci sei solo tu in compagnia dei tuoi amici, pronto a farti stupire dai paesaggi e dai fenomeni meravigliosi che Madre Natura ti offre, cercando di immortalare qualche bella immagine da condividere con amici, altri subacquei che condividono la tua passione e con le persone a te care.

Questo sport è in grado di regalare emozioni straordinarie e speciali; praticata in compagnia di un’ottimo team di professionisti per renderla più sicura e di un gruppo di amici impareggiabili, la subacquea permette di ricordare queste avventure così eccezionali come indimenticabili esperienze di vita. Sott’acqua non esistono diversità: si è sempre un grande gruppo di persone, vecchie, nuove, amici e conoscenti… Un gruppo unico, uno sport speciale dove non esiste la competizione, ma solo una meravigliosa collaborazione e dove ci si diverte e scherza in compagnia creando ricordi meravigliosi!
Sapete suggerirmi un modo migliore di questo per festeggiare la mia 100esima immersione? Io direi di no!
Arrivederci alla prossima immersione…

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Michela Di Paola

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Dai cannoli allo strudel, il ReActivate va a sciare!!

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Cambiamo sport? Ma noooo…!!  Questo fine settimana PADI si trasferisce tra le magnifiche Dolomiti perché è il Trentino Alto Adige la seconda regione ad ospitare i seminari ReActivate .

Dal 28 Febbraio al 2 Marzo una tre giorni di aggiornamento NON RIPETIBILE! dedicata ai membri della regione e a tutti coloro che vi abitano vicino o che comunque sono in zona magari proprio per godere delle piste innevate.

l seminari, validi come credito alla carriera spiegano in dettaglio:

  •  gli standard del programma e come insegnarlo
  • i materiali per lo studente e per l’istruttore con particolare attenzione a come scaricarli e inviarli allo studente (vi ricordo che sono solo in formato digitale) 
  • preziosi consigli di marketing e gli strumenti che PADI vi offre per promuovere il programma.

Siete tutti invitati! Ecco le date e i centri che ci ospitano:

  • TOP DIVE MERAN/OSabato 28 Febbraio, ore 20.30
  • Via Winkel 46/b MERAN/O (BZ)  www.topdivemeran.com
  • Mail: [email protected] Tel. 333.1140787 – 347.2759887
  • AMBIENTE ACQUA,  Domenica 1 Marzo, ore 20.00 
  • Via Foro Boario, 21 ARCO (TN) www.ambienteacqua.com
  • Mail: [email protected] Tel. 0464.510366 – 342.8090243
  • SPORT DIVER , Lunedì 2 Marzo ore 20.00
  • Via Monte Cervina 37(Garden Residence) LANA (BZ)  www.sportdiver.it
  • Mail: [email protected] Tel. 347.2713440

Relatori:

Roberto Raffaeli, PADI EMEA Director Field Service and Key Accounts

Anna Maria Mencatelli, PADI EMEA Regional Manager

Prenotazione obbligatoria: i posti sono limitati, per partecipare è necessario registrarsi scrivendo all’indirizzo e-mail del centro prescelto.

Altre date e altre regioni arrivano a breve, le trovate anche sulla pagina Mamma PADI di FB, oppure chiamate il vostro Regional Manager se volete ospitare un seminario anche voi!

Vi aspettiamo in Trentino Alto Adige!

 

Seminari PADI ReActivate: in Sicilia la prima invasione di seminari !

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La Sicilia, terra magnifica con un mare forse ancor più bello, si visita di solito nei mesi caldi, quando il sole la scalda e riaccende i suoi profumi  mediterranei.

Ma se il turismo subacqueo si muove verso questa meta invidiata, principalmente d’estate, noi lavoriamo d’anticipo e i Siciliani anche!

La Sicilia sarà infatti la prima regione ad ospitare quest’anno  i Seminari PADI ReActivate  per consentire ai nostri Membri che abitano la più grande isola italiana, di essere aggiornati e in forma prima dell’arrivo dell’estate.

Dal 23 al 26 Febbraio sbarcheremo sull’isola con un’invasione pacifica per raccontare il nuovissimo sistema ReActivate.

Il programma, che sostituisce il vecchio Scuba Review, è completamente cambiato nei materiali, negli standard e nelle modalità di certificazione e di promozione.

La principale novità riguarda soprattutto il materiale didattico, che non era previsto nello Scuba Review e che ora si presenta nella sua versione piu’ tecnologica. Il prodotto  sarà infatti disponibile solo in versione touch per tablet e/o smartphone, oppure  on line per pc. Lo vedrete… un ausilio didattico attraete, completo, estremamente professionale e di facile utilizzo.

Inoltre, altra grande novità, il programma prevede ora il rilascio del brevetto, che lo studente porterà con se a certificare il proprio lavoro e aggiornamento.

Poiché riportare in acqua un subacqueo PADI non piu’ attivo equivale ad avere un nuovo subacqueo, siamo pronti con i vari seminari e webinar che si svolgeranno durante tutto il 2015, a spiegarvi non solo gli standard e le modalità d’uso e acquisizione del materiale, ma anche come promuovere il programma e come aumentare quindi il vostro giro di subacquei.

ATTENZIONE DIVEMASTER!! Il programma puo’ essere insegnato anche da voi!! Quindi siete i benvenuti, sfruttate questa bella opportunità che PADI vo offre!

Al grido di Riattiviamo il divertimento ecco il programma di questa settimana in Sicilia:

Palermo:  Lunedì 23 Febbraio, ore 20.00, presso Diving Center Saracen Palermo  www.divingcentersaracen.com Corso Calatafimi, 317

Mail: [email protected] Tel. 347.7283341 / 335.7826436

  • Messina: Martedi 24 Febbraio, ore 20.00, organizzato da Ambiente Liquido, www.ambienteliquido.it C/O Istituto Nautico Duilio Caio, Via La Farina, 70

Mail: [email protected]  Tel. 328.1413127

  • Catania: Mercoledì 25 Febbraio, ore 20.00, organizzato da ASD Trigone www.trigone.it C/O Linea Mare Via Messina 493

Mail: [email protected]it Tel. 340.2780144

Relatrice: Anna Maria Mencatelli, PADI EMEA Regional Manager

Prenotazione obbligatoria: i posti sono limitati, per partecipare è necessario registrarsi scrivendo all’indirizzo e-mail del centro prescelto.

Restate sintonizzati qui sopra, vi comunicheremo a breve il nome della prossima regione pronta ad ospitare i seminari ReActivate e se volete anche voi ospitarne uno, chiamate il vostro Regional Manager per sentire come si fa.

Ci vediamo al seminario!!

 

MessinAmare, un progetto che unisce PADI e la Sicilia

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Le condizioni meteo che caratterizzano questa stagione non sempre segnano la fine delle attività sportive legate al mare.

Appassionati e neofiti, spinti, nel nostro caso, dalla passione per la subacquea, non demordono né perdono l’occasione per fare un tuffo. Proprio questo è l’intento di “MessinAmare: le giornate della subacquea”, progetto promosso da Giuseppe Pinci Vice Presidente C.R.N. di Messina e referente ARCIPESCA FISA per la Sicilia dei Settori Nautica e Subacquea, in collaborazione con  Ambiente Liquido Diving Center 5 Star IDC center PADI.

Il giorno 25 febbraio 2015 presso la prestigiosa sede della Camera di Commercio di Messina, alle ore 10.30 (Sala della Borsa) si svolgerà l’evento “Subacquea: una passione che diventa lavoro. Improve your knowledge” che vedrà protagonisti i circa cento ragazzi e insegnati dell’Istituto Tecnico Nautico “Caio Duilio” di Messina che sono entrati a fare parte da poco della famiglia PADI.

Questa bellissima iniziativa coinvolge i ragazzi dell’istituto nei corsi PADI, aprendo loro la strada ad un potenziale lavoro nel nostro mondo, partendo dal DSD fino al Corso Istruttori. La Dirigente Scolastica, Prof.ssa Maria Schirò ed i suoi collaboratori hanno prontamente colto lo spirito e le finalità di “MessinAmare” e del sistema PADI, dando così l’opportunità ai giovani del prestigioso istituto di aprirsi un varco in un’attività appassionante e altamente socializzante come la subacquea, ma anche una possibilità in piu’ nel mondo del lavoro. Un grazie va quindi alla dirigenza scolastica, ma anche ai ragazzi ed alle loro famiglie, che in un momento difficile, hanno capito l’importanza di investire sulla formazione in prospettiva futura.

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La giornata vedrà la presenza della Regional Manager PADI EMEA Anna Maria Mencatelli, che insieme a Giuseppe Pinci e Mario Aiello, responsabile del Centro Formazione Istruttori Ambiente Liquido, alla presenza delle Autorità cittadine, dei rappresentanti dei Nuclei Subacquei delle Forze Armate e della stampa, faranno il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive che la subacquea offre. La giornata non sarà solo un momento per premiare quanti si sono sino ad ora avvicinati al “mondo sommerso” ma sarà soprattutto l’occasione per rendere pubbliche importanti iniziative che potranno dare nuove opportunità di sviluppo sul territorio Siciliano.

 

Siete tutti invitati a seguire la pagina Facebook MessinAmare Eventi https://www.facebook.com/MessinamareEventi?fref=ts per rimanere aggiornati, in tempo reale, sulle attività promosse, mentre noi, continuiamo a divertirci facendo le “bolle” sott’acqua.

Giuseppe Pinci

Per info: Mario Aiello

Ambiente Liquido IDC center PADI  http://www.divingsicilia.it/it/index.php

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PADI DIVE DAY ad Y-40 un altro grande successo nella piscina più profonda del mondo!

 

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527 volte grazie vi dobbiamo dire, ma in verità ne dobbiamo dire molti di più!

527 infatti è “solo” il numero dei subacquei che si sono tuffati il 30 Novembre ad Y-40 per il secondo PADI DIVE DAY. Ma in realtà siete stati di più!

Molti di più considerando il numero degli accompagnatori, che hanno assistito invidiosi e meravigliati alle acrobazie di amici , parenti e persino genitori in quel fantastico acquario.037Y-40

Molti di più considerando il numero di coloro che non hanno trovato posto disponibile nelle 13 ore giornaliere di tuffi (primo tuffo ore 8.00, ultimo tuffo ore 21.00!!)

Molti di più considerando il personale di Y-40 (circa 25 persone!!) che ha lavorato tutto il giorno dentro e fuori dall’acqua per assistere i nostri ospiti.

Molti di più considerando i Km che sono stati percorsi da chi ha attraversato l’Italia per essere presente a questo speciale avvenimento (da Napoli e dalla Sicilia i centri piu’ lontani!!)

Molti di più considerando l’entusiasmo che tutti ci avete messo per essere dei nostri, con gli eventi su FB che avete creato, con le magliette e le felpe che avete stampato per la giornata,2014-11-30 11.10.52 2014-11-30 11.10.29

con il numero incredibile di amici che avete portato e con le foto che avete scattato e che avete condiviso con noi!

A proposito di foto, grazie anche per i selfie, e non solo, che avete caricato sulla pagina di Mamma PADI!!!

Se non le avete ancora viste ecco le foto e i nomi dei vincitori:Martina Stoffella la giovane Divemaster di Rovereto vince il primo premio con questa foto che è semplicemente magnifica.

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Francesca Accorsi e Davide Franceschetti con i loro “Clandestini” di Mantova si aggiudicano il secondo premio con una foto ardita e bagnata.

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E Infine Lupin, l’amico a 4 zampe di Luca Giovannini che incuriosito dai manuali PADI ha strappato il sorriso di tutti, aggiudicandosi il terzo premio.

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Ai tre vincitori rispettivamente un erogatore, un paio di pinne e una maschera offerti da Aqualung, sponsor ufficiale di Y-40.

Mentre lo storico negozio di Milano, I 40 Ruggenti, si porta a casa un carnet di 5 ingressi gratuiti in piscina gentilmente offerti da Y-40 The Deep Joy, per il numero più alto di iscritti, ben 58 persone da Milano e dintorni, complimenti!

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Ma non ci siamo solo divertiti, abbiamo anche lavorato! Con ben 4 ore di training in acqua con Roberto Raffaeli (Senior Executive Business Development & Strategies) che ha spiegato i nuovi esercizi del corso OWD, 2 seminari sull’e-Learning e 2 sulla carriera professionale tenuti dai Regional Manager Anna Maria Mencatelli e Massimo Zarafa. E infine abbiamo anche bevuto come si puo’ ben intuire dalle foto sotto…. con il vino gentilmente offerto da una casa vinicola locale che ancora adesso ringraziamo!

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Quindi ancora grazie a voi tutti, ma l’ultimo ringraziamento lo dedichiamo volentieri ai responsabili dell’organizzazione in loco,  Antonio Gomiero e Giovanni Boaretto che insieme allo staff di Y-40 sono stati capaci di rendere anche facile una giornata fantastica.

Insomma il PADI DIVE DAY a Y-40 è stata una bella festa, degna sorella della prima edizione di Santa Margherita L., e se il buongiorno si vede dal mattino, sicuramente la ripeteremo, anzi a dir la verità siamo già pronti.. prossima destinazione? Rimanete sintonizzati e lo saprete presto!

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La prima volta

La prima volta …. C’è sempre una prima volta in ogni attività umana, nel lavoro, nelle amicizie,nell’amore.
E la prima volta ha un che di mistico e di magico che l’imprime a fuoco nella memoria. Chi non ricorda l’ansia e le attese, la paura del successo o dell’insuccesso, le aspettative e il timore insite nella prima volta, come, ad esempio la prima volta che avete fatto all’amore. E tutta la nostra vita è solo amore o non amore, non solo per una persona, ma anche per un lavoro od un’attività.
Beh, anch’io ho  avuto la mia prima volta, il mio primo corso open water, appena una settimana fa!

Ma come, dirà qualcuno, dopo tutti questi anni e tutti questi brevetti, ancora non avevi   fatto un corso owd ?

Si , la prima volta che ho fatto un corso OWD con l’elearning, dato che i miei clienti, ora cari amici, erano olandesi; la prima volta che l’ho fatto in lingua inglese, e vi lascio immaginare la fatica per me che so poco anche l’italiano- ma evidentemente mi son fatto capire se hanno fatto tutto ciò che gli ho chiesto e siamo finiti a chiacchierare durante la premiazione a tarallucci e prosecco !; la prima volta che ho usato  il nuovo corso OWD, anche se non era richiesto perché non ancora tradotto nella loro lingua.
È stato bellissimo studiare la notte come sistemare gli esercizi flessibili sia delle acque confinate che di quelle libere per costruire il corso passo per passo: prima soddisfare le richieste per lo Scuba e poi per completare l’OWD, a causa del poco tempo disponibile delle loro ferie, in modo che, se per un qualche problema, non si fosse potuto  completare l’intero OWD, almeno una certificazione l’avrebbero conquistata!
E  tutto questo dando un senso logico all’ordine degli esercizi – ad esempio, cosa mettere dopo la CESA in A.L. rimozione piombi o gonfiaggio gav a bocca ?
Ed è stato bellissimo chiudere il corso in appena tre giorni, vedendo la trasformazione via via dei due allievi. Come è stato bellissimo stare a sentire il briefing di Matteo (Mattijs)  durante la mini immersione, quando, parlando a Rachele(Rachida) dei potenziali pericoli descriveva l’ingresso e la visibilità come due fattori ambientali di cui tener conto (beh, va detto che è stato agevolato dal fatto che eravamo in un vivo ambiente di acque confinate e non in piscina dove ci vuole molta piu’ fantasia a immaginare un ambiente locale !)
È stato molto divertente per tutti gli attori quando ho assegnato i problemi che l’altro doveva poi risolvere immediatamente, un po’ come si fa ai candidati istruttori.
Ed è stata la prima volta, questo si in assoluto, per Alessio (Alessio Fastelli, il mio braccio destro). Dovevate vedere la sua faccia quando si è reso conto che tutta la sua fatica, il suo impegno,  i suoi sforzi,   la sua calma  e l’empatia (che non è una forma particolare di simpatia come lasciano intendere alcuni giornalisti) sono stati determinanti per trasformare un terragnolo appena nuotatore in un subacqueo quasi pesce (Mattijs). Finalmente si è reso conto di quanto sia delicato, difficile e pesante ma anche tanto premiante quando ti rendi conto che trasformi materia inerte in qualcosa di bello e vivo! È il premio più grande per chi fa questo lavoro  con amore.
E allora grazie, mamma PADI, grazie di aver fatto diventare internazionale OBIBLU, la mia scuola, con l’e-learning!  Adesso OBIBLU può fare corsi a tutti gli stranieri che vengono anche solo per pochi giorni in Italia e speriamo che ne vengano tanti, noi siamo qui ad attenderli  gioiosamente!
Ed ancora grazie di far programmi per stare un passo avanti a tutti gli altri nel migliorare lo sviluppo e la crescita degli allievi, rendendoli e rendendoci più sicuri per andar sott’acqua, come il nuovo corso OWD, novità questa che, come sempre, ho abbracciato immediatamente, anche se con i  timori dovuti alla presa di beneficio dell’esperienza acquisita.
Grazie PADI !
Nello Bianchi MI 29527
ObiBlu
C/O Camping Giannella, SP Giannella, Porto S. Stefano, Livorno
Email: [email protected].it
http://www.obiblu.it/

Arriva l’inverno? Let’s go dive in Alto Adige!!!

Certo che essere appassionati di subacquea e abitare all’estremo nord dell’Italia, parrebbe un controsenso.

Di solito qui si usano sci e scarponi, ma noi abbiamo anche mute ed erogatori che usiamo estate ed inverno nel Grande Lago, il Garda.

Però questo non ci basta ed allora andiamo alla ricerca di qualcosa di più estremo.

Vedendo nelle riviste quella sorta di “esploratori” tuffarsi in acque coperte di ghiaccio, abbiamo deciso di provare anche noi l’immersione sotto il ghiaccio!

Non bisogna andare nel grande Nord, qui in Alto Adige i posti non mancano. Innumerevoli sono i laghi che durante l’inverno ghiacciano, abbiamo solo l’imbarazzo della scelta!

Perciò ogni inverno, da ormai nove edizioni, noi di Top Dive Meran/o organizziamo una grande manifestazione per dare modo a tutti di vivere questa meravigliosa esperienza.

La nostra è una vera passione, infatti continuiamo a farlo anche per noi stessi, perché in fondo siamo i primi a voler segnare questa immersione nel nostro logbook ogni anno.

La meta scelta nelle ultime edizioni è la Valle di Anterselva a 1642 m s.l.d.m., dove si trova l’omonimo lago. Qui l’inverno è lungo, tanto da formare una lastra ghiacciata dello spessore di oltre un metro ancora nel mese di Marzo.

Lo specchio alpino si formò molti anni fa a causa di una frana, che sbarrò la strada ai ruscelli che scendono dalle alte montagne, e sul suo fondo del lago si possono ancora trovare gli enormi tronchi di quegli alberi che una volta crescevano sul fondovalle.

Dopo mesi di attesa e di intensa organizzazione ci siamo, è ora di partire. Le bombole sono cariche e l’attrezzatura per la logistica pronta. Sembra strano che invece di avere bisogno di una barca, la cosa più importante sia avere una motosega con una lama da 100 cm e un potente motore, di quelle che si usano per abbattere alberi centenari.

Il nostro gruppo sale già il venerdì sera, in modo da essere pronti la mattina presto.

Ormai ad Anterselva siamo un po’ di casa. Arriviamo che è quasi buio, ma la neve riflette gli ultimi raggi solari regalandoci un grande spettacolo.

Il lago è piccolo, se confrontato con quelli abitualmente frequentati, incastonato tra alte vette dominate dai quasi 3.500 m del monte Collalto, ma con i suoi 43 ettari di superficie non sfigura affatto. La reazione di chi viene la prima volta è di stupore, in quanto non si riesce ad immaginare come sia possibile che, sotto quella piatta superficie innevata, ci sia celato uno specchio d’acqua.

L’albergo che ci ospita ha una posizione ideale, direttamente sulle sponde del lago.

Dopo cena, il termometro esterno segna un bel +3, inusuale in questo periodo, ma le previsioni danno temperature in calo con nevicate per domenica.

Incontriamo i nostri primi ospiti che ci hanno già raggiunto. Molti rimangono rapiti dalla bellezza del posto, dove, se escludiamo l’albergo, non esiste altra costruzione. Un vero angolo di pace.

Mentre facciamo conoscenza c’è sempre qualcuno un po’ perplesso. Da sempre mi sento dire da molti subacquei “io morirò di freddo!” “Non so se ce la farò, i venti minuti previsti sono tantissimi!”

In effetti era la stessa cosa che pensavo io per la mia prima volta sotto quel ghiaccio.

E invece, sará per l’emozione, per la concentrazione o forse perché sotto la stagna ci mettiamo mezzo armadio, il freddo non rovina mai l’immersione!

Rassicurati gli animi andiamo a dormire. Domani sarà una lunga giornata.

La sveglia suona presto, sotto il piumone si sta benissimo, ma uno sguardo fuori ci fa intravedere che il sole è già alto e lo spettacolo toglie il fiato, tutto bianchissimo. Come i bambini che si vestono velocemente per andare a giocare con la neve, noi lo facciamo per andare a preparare il nostro sito d’immersione!

Una rapida colazione ed usciamo. L’aria è fredda, secca e pura, la senti ad ogni inspirazione nei polmoni. Il nostro staff è già presente sul ghiaccio e le attrezzature per la preparazione pronte. Ci raggiungono i nostri ospiti curiosi ed entusiasti. Decidiamo dove praticare i fori e la direzione della linea d’immersione.

Ormai  dopo tanti anni ognuno sa cosa deve fare. Subito accendiamo la grande motosega per un primo taglio, in modo da avere un dato fondamentale, lo spessore della lastra. I 40 cm sono il minimo necessario. In realtà già uno strato di 18 cm può reggere il peso di un’auto, ma nella zona del foro il ghiaccio diventa fragile, un po’ come il vetro, quindi si richiedono più centimetri per avere la sicurezza che durerà per tutta la giornata senza brutte sorprese. Se invece è troppo grosso, la lama da un metro potrebbe anche non bastare e il peso dei blocchi diventerebbe troppo impegnativo.

Qualche strappo per l’accensione della motosega e capiamo che anche lei avrebbe voluto rimanere sotto il piumone! Spesso l’altitudine “scombussola” la carburazione. Dopo una serie di regolazioni e dopo molti tentativi finalmente parte borbottando. Scaldato il motore si dà fondo al gas, il suo ruggito rimbomba in tutta la vallata.

La catena attacca il ghiaccio! É un attrezzo potentissimo ed estremamente pesante, da tenere bene diritta e perpendicolare per avere un taglio efficiente. Ovviamente non è un gioco e va usata con estrema attenzione. Saremo certi di aver passato la lastra in tutto il suo spessore solamente quanto l’acqua fuoriuscirà dal taglio. Troviamo cinquanta centimetri, di cui trenta di neve compattata e il resto di trasparentissimo ghiaccio, direi più che perfetto.

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La motosega taglia veloce, i blocchi non sono pesanti e abbiamo un ottimo margine di sicurezza. Dobbiamo preparare due linee d’immersione parallele costituite da un foro di entrata di circa 3 m per 3 m, uno di eventuale uscita a una distanza di 20 m e un terzo di sicurezza più piccolo in mezzo. Il tutto va delimitato per questioni di sicurezza con paletti e nastro segnaletico. Una volta che il primo foro è tutto tagliato a scacchiera dobbiamo estrarre i “cubetti”.

Operazione non semplice, soprattutto per il primo. In questo caso decidiamo di affondarlo, cosí gli altri hanno gioco per muoversi e ne facilitano l’operazione.

In base al peso dei blocchi e alla temperatura esterna, optiamo se arpionarli con i rampini o fissarli con una corda dotata di una vite da ghiaccio. La corda è molto più efficace, ma se fa troppo ”caldo”, cioè se la temperatura è sopra lo zero e il sole scalda, il ghiaccio tende a spaccarsi e la vite spesso non tiene.  Due nostri istruttori sono già pronti a entrare in acqua per tirare le sagole guida che indicheranno la direzione verso le aperture. Dato che qui l’accesso immediato verso la superficie non è possibile.

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Tutto questo lavoro occupa 6/7 persone per tutta la mattinata. È stata una grande faticata, ma siamo soddisfatti. Tutti osservano con un pò di diffidenza quei buchi neri che si stagliano sulla candida superficie gelata. In effetti ogni volta che li guardo, penso a una sorta di “portali” che conducono verso un mondo ignoto, circondati da una corona formata dai blocchi estratti che con il sole brillano come fossero diamanti.

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I primi sub sono già pronti, quelli che hanno deciso di conseguire il brevetto di specialità  Ice Diver Padi. Faranno tre immersioni nel weekend, apprendendo tutto quello che serve sapere per praticare l’immersione in maniera sicura e divertente.

Si segue un rapporto di 2:1, due allievi e una guida. La guida sarà assicurata con una sagola che è tenuta in superficie da un assistente. InIMG_0420 caso di un qualsiasi problema basta uno strattone per essere tirati fuori come pesci all’amo. I due allievi, a loro volta, saranno assicurati con delle sagole all’istruttore.

 

I nostri “eroi” già attrezzati si siedono sul bordo e intingono le gambe nella fresca acqua di montagna. S’intravedono sempre espressioni diverse. Chi entusiasta, chi concentrato, chi ride e quelli un po’ preoccupati, magari pensando: “ma dove mi sto cacciando..?”

Il tempo come da previsioni, sta peggiorando.

I nostri assistenti ci aiutano con le ultime cose, bagnamo il viso per acclimatare la pelle… Sempre una bella sveglia! Il viso che rimane in qualche punto scoperto non è mai contento e pizzicando un po’ sembra dirci “non ti vorrai mica infilare li dentro? É gelata!”

Il computer ci trasmette un dato di +3 gradi, difficile abituarsi…

Dopo aver gonfiato il gav a bocca ci si cala lentamente in acqua.

Le mute stagne sono una grande invenzione e svolgono il loro compito egregiamente. Il mio sottomuta pesante più qualche altro strato preso in “prestito” dall’abbigliamento sciistico, mi coibenta a dovere.

I nostri assistenti badano a collegare le sagole. Mi sembra sempre di stare a bagno in una tinozza, con i bordi cosí vicini e i piedi dei miei compagni all’altezza del mio sguardo, che girano tutt’intorno.

Come raccomandato nessuno respira dagli erogatori e le bombole sono ancora chiuse. Quest’accorgimento è fondamentale per far si che i primi stadi non si ghiaccino. Le rigide temperature dell’aria, comunemente sotto zero, ci impiegherebbero un attimo a congelare quell’umidità presente nell’aria della nostra bombola mandando in autoerogazione il tutto, costringendoci a uscire e sostituire il gruppo, una bella scocciatura!

Invece, anche se sembra paradossale, l’acqua, che come temperatura è sempre sopra lo zero, tramite ponte termico “riscalda” i nostri erogatori quel poco da non permettere la formazione di ghiaccio nei piccoli passaggi dei loro meccanismi. Questo ci fa capire il perché è obbligatorio l’uso del doppio primo stadio.

Però in acqua questo inconveniente non è sempre scongiurato, infatti, se per un qualsiasi motivo costringiamo le nostre fonti d’aria ad un superlavoro come in caso di affanno, la perdita rapida di pressione, che causa raffreddamento, potrebbe portare a congelamento. Quindi la ridondanza è d’obbligo.

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Torniamo alla nostra immersione. Gli assistenti di superficie hanno aperto i rubinetti delle bombole e le attrezzature sono funzionanti. Dopo un breve check, ci diamo il segnale di discesa e scarichiamo i nostri GAV quel tanto che basta per avere l’acqua all’altezza degli occhi. La discesa è innescata. Piano piano scendiamo in quell’acqua color inchiostro. Anche se è giorno, lo spesso strato di neve compattata, scherma gran parte dei raggi solari creando un effetto quasi notturno. Lo spessore del foro scorre davanti allo sguardo. I cinquanta centimetri di questa edizione non sono un record, ma vederli lì davanti alla maschera sono un muro imponente.

 

Poi finalmente eccolo, lo spettacolo che stavamo cercando.

La luce sotto aumenta, la visibilità è di circa di 15 metri e, contrariamente alle solite immersioni dove il nostro sguardo scruta verso il fondo, qui si guarda in alto. Quel muro appena attraversato visto da sotto si trasforma in una lastra di vetro senza fine. Il mondo sembra capovolto, con il pavimento sopra le nostre teste. Ci spostiamo sotto e le nostre mani sigillate dentro i guanti stagni scorrono su quella superficie liscia e scivolosa. Il primo strato di ghiaccio è trasparente come il vetro e sopra lo strato di neve compattata si staglia nettamente dal resto.

Guardo in tutte le direzioni ed è tutto perfettamente uguale. La sagola guida risulta preziosa. Le bolle di scarico del secondo stadio, salendo si scontrano con il ghiaccio, e dopo un attimo di quiete incominciano a correre veloci in più direzioni, seguendo le impercettibili variazioni d’inclinazione, per cercare sfogo verso la superficie. Sembrano grandi gocce di mercurio. IMG_4836

Aggiusto il mio assetto, gonfiando un po’ la muta. Solitamente tendo a zavorrarmi più del solito per due motivi, il primo perché, usando oltre al sottomuta pesante un ulteriore abbigliamento protettivo, sono più positivo, il secondo perché mi dà modo di tenere più gas nella stagna. Se possibile usiamo Argon, che di solito viene impiegato nella subacquea tecnica e risulta piú indicato per il gonfiaggio della stagna perchè essendo più denso fornisce un maggior isolamento e quindi un miglior confort.

Guardo i miei compagni che giocano e osservano intorno colpiti dallo spettacolo, dopo poco richiamo la loro attenzione sulla sagola indicando la direzione di marcia, stare troppo fermi fa perdere calore in fretta. Raggiungiamo, a metà percorso, il foro di sicurezza che permette di uscire in caso di problemi. Chiedo un ulteriore “ok” ai miei compagni che rispondono positivamente. Uno dei due non resiste dall’infilare la testa dentro il foro per dare un’occhiata fuori.

Proseguiamo e in lontananza scorgiamo qualcosa, é un tronco  d’albero dal grosso diametro, non abbattuto, che sale dal fondo in verticale. Servono forse due uomini per abbracciarlo completamente. È una di quelle piante che centinaia di anni fa cresceva sul fondovalle prima della formazione del lago, chissà da quanto tempo giace lì sotto. Lo usiamo come riferimento per raggiungere il fondo a 20 metri. Il fondale è formato perlopiù da fango e non offre molti spunti. Usiamo le torce per una piccola esplorazione. Abbiamo una “run” di dieci minuti. Decido di staccare dal fondo e risalire usando nuovamente il tronco come riferimento e i miei compagni mi seguono.

Riguadagnata la “superficie” ripercorriamo la sagola di ritorno sino a scorgere l’uscita. Questa permette alla luce di entrare senza ostacoli, creando un fascio nel buio come quello di un grande riflettore, molto suggestivo.

Osserviamo anche le forme che prende il ghiaccio in alcuni punti. L’acqua scorrendo modella il ghiaccio donandogli forme strane; Si formano cunicoli dove si può infilare un braccio, spuntoni come lame di coltello talmente trasparenti che quasi si confondono con l’acqua, che appaiono minacciosi anche se al primo tocco si spezzano tanto sono fini e fragili. Sembra un piccolo mondo di cristallo.IMG_4843

Prima di terminare resta solo il “sottosopra”. Cercando di non annodare le sagole, rendendosi un po’ positivi ci si deve prima mettere a testa in giù, a gattoni e poi in ginocchio e sollevarsi in piedi. Vi assicuro non è un’impresa facile! Ritrovarsi a camminare a testa in giù come sul soffitto di una stanza con le bolle di scarico che scorrono tra i piedi, è una sensazione leggermente anomala, ma veramente divertente. Vedo i miei compagni contenti dell’esperienza, ma  le dita dei miei piedi cominciano a lamentarsi, questo è il segnale per uscire!

Guardando verso l’alto si scorgono i nostri assistenti in piedi vicino al bordo, sembrano attendere il nostro ritorno da un’altra dimensione. Ci incanaliamo nel nostro “Stargate” verso la superficie. Appena fuori vedo occhi felici dietro le maschere, come i miei.

Altra sorpresa, nevica copiosamente e le nuvole si sono abbassate, praticamente siamo riemersi in una bufera di neve. Chi lo avrebbe detto dopo il caldo delle settimane precedenti! Liberati dalle cime ed issati prontamente fuori dall’acqua ascolto i commenti “a caldo”. L’entusiasmo è unanime… L’esperienza appena vissuta non è confrontabile con nessun’altra…

Infine scatta la domanda di rito: “avete avuto freddo?” e prontamente la classica risposta: “No! Troppa l’emozione!” Tutto questo dà ulteriore gratificazione alla mia immersione, al piacere che provo tutte le volte “sotto il ghiaccio” e al lavoro di tutto il team.

Una grande  soddisfazione professionale.

Anche per quest’anno è andata. E ora speriamo che la prossima immersione sia al mare! Perchè alla fine sono sempre tutte delle “cool dives”…

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Matteo De Lorenzi

PADI 325000

www.topdivemeran.com

 

IN TICINO UN DSD CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Successo per l’iniziativa del “battesimo subacqueo contro la violenza sulle donne” promossa Sabato 30 agosto nella piscina del Lido di Lugano da Patrick Tempobono, istruttore PADI e Presidente dell’Octopus Team di Lugano e da Franco Zehfus, Presidente della Società Svizzera di Salvataggio – Sezione di Lugano.

Nonostante il tempo incerto, infatti, sono state 35 le donne che hanno aderito all’iniziativa ed hanno seguito un Discover Scuba Diving con istruttori PADI per la loro prima esperienza subacquea.

Inoltre, sono state raccolte oltre 70 firme per l’Associazione Amnesty International, che era presente al Lido con un banchetto informativo, e alla quale sono stati donati i soldi raccolti durante la manifestazione.

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Gli organizzatori sono rimasti molto soddisfatti per la grande partecipazione e interessamento dimostrato dalle donne presenti e sperano di poter riproporre l’appuntamento anche l’anno prossimo. 

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Vulcano Dive Festival……Un successone!!!!

Nella splendida location dei Mari del Sud Resort & Village sull’isola di Vulcano si è svolta dal 26 al 29 giugno la manifestazione dal nome Vulcano Dive Festival, alla sua seconda edizione,  dove circa 150 partecipanti provenienti da tutta la Sicilia ma anche da Milano, Bari, Trieste, Verona e Roma si sono cimentati in un week end di immersioni, apnea, fotografia subacquea, seminari, spettacoli e feste. La parola d’ordine: Subacquea a 360° e tanto divertimento!!!!

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Il PADI Resort Diving Center Saracen è stato il fulcro della manifestazione e grazie all’efficiente organizzazione sono stati effettuati più di 200 tuffi con immersioni tra le isole di Vulcano e Lipari. Erano anni che si desiderava si potesse realizzare qualcosa di vero, qualcosa sul campo, qualcosa di concreto, qualcosa di emozionante, qualcosa per trasmettere la passione e il grande amore per il nostro mare.L’unione tra DIVING CENTER SARACEN di Vulcano e Mares, oltre alla collaborazione di PADI e di Easydyve  hanno reso possibile tutto ciò. Durante le due giornate i subacquei hanno testato le ultime novità prodotte da Mares e i tecnici hanno illustrato le caratteristiche specifiche dei prodotti facendo comprenderne struttura, funzionamento di erogatori e computer.

Di notevole successo il corso d’apnea condotto da Marina Kazankova, primatista di apnea, e il workshop di fotografia subacquea condotto dal fotografo per “eccellenza” Alberto Balbi supportato magistralmente da Fabio Benvenuti di Easydive che ha presentato la nuova Leo III e gli illuminatori di nuova generazione. Vi è stata la possibilità per i subacquei con più esperienza di partecipare alle prove con macchine Rebreather con Edoardo Pavia, importatore e distributore per l’italia di Ambient & Pressure nonché grande subacqueo di caratura internazionale, mentre i bambini e i principianti hanno partecipato gratuitamente al corso “Discover Scuba Diving”.

Inoltre Roberto Raffaeli, Senior Executive – Business Development & Strategies di PADI EMEA, ha svolto il seminario sull’importanza del Master Scuba Diver con credito formativo per i professionisti PADI.

Infine Francesco Turano, fotografo e divulgatore naturalista, ci ha affascinato con un seminario sulla biodiversità del Mediterraneo.

E’ stata una festa dove proprio tutti hanno partecipato e che è stata contraddistinta da sorrisi, incontri, attrezzature, personaggi noti e tante…. tante immersioni!!!

VULCANO DIVE FESTIVAL

La manifestazione si è conclusa sabato sera presso il locale Baia Negra dove gli sponsor hanno ringraziato tutti i partecipanti con un concerto del gruppo degli Umplagio che al ritmo di Rock&Blues ci ha fatto ballare fino a tarda notte. Visto il notevole successo della manifestazione, della quale se ne parlerà a lungo, non ci resta che invitarvi alla prossima edizione del Vulcano Dive Festival che si terrà nel Giugno del 2015!!!

VULCANO DIVE FESTIVAL

Per info: DIVING CENTER SARACEN VULCANO

Tony Scontrino 347 7283341

www.festivalmaresicilia.it[email protected]resicilia.it