Parco archeologico di Baia, compaiono due nuovi mosaici.

Archeo Camp 2017 un evento eccezionale con oltre 500 tuffi in una intera settimana dedicata a immersioni, durante le quali un gruppo di istruttori PADI hanno conseguito la Specialità “PADI Underwater Archealogical Diver” a cura di Bruno Mollo – PADI Course Director.

L’evento organizzato dal Centro Sub Campi Flegrei ha visto la partecipazione di DAN Europe con seminari ed eventi dedicati al campo della sicurezza in immersione.

NOTIZIA STRAORDINARIA !!!

Il Mare del golfo di Pozzuoli restituisce due nuovi mosaici. Entrambi nelle acque del Parco Archeologico Sommerso di Baia, si tratta di due mosaici di cui uno, bicromo in bianco e nero, rappresenta due guerrieri ed è riconducibile all’epoca della Villa a Protiro, databile intorno al IV secolo dopo Cristo; sull’altro, un mosaico policromo, ancora si indaga per una datazione sommaria, ma si sospettano collegamenti cronologici con la Villa dei Pisoni, che risale al I secolo avanti Cristo.

La straordinaria scoperta è stata effettuata dal nucleo subacqueo della Soprintendenza coordinato da Luciano Muratgia, ed è stata ufficializzata dalla direttrice del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, la soprintendente Adele Campanelli, durante la tavola rotonda “Archeo Camp 2017”, il 3 Novembre 2017, nell’ambito della settimana dedicata all’archeologia subacquea nei Campi flegrei, organizzata dal Centro Sub Campi Flegrei con la collaborazione di PADI EMEA e DAN Europe.

Nel corso dell’evento, i sindaci di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, e di Bacoli, Giovanni Picone, hanno sottolineato – insieme con Federalberghi – le potenzialità turistiche del distretto flegreo: la realtà aumentata (che, con l’ISCR, si tradurrà nell’utilizzo di tablet subacquei e proiezioni 3D) potrebbe dare un ulteriore impulso al sito.

E del resto qui, dalla fine dell’età repubblicana, venivano in vacanza gli aristocratici romani: le loro ville e i loro ninfei, complice il bradisismo dell’intera area, sono oggi sommersi e tutelati da un Parco archeologico, istituito nel 2002. Per il salto nel tempo sott’acqua vengono da Giappone e Cina, Vietnam e Stati Uniti, con una crescita annua di presenze che, secondo i dati della Soprintendenza, si attesta tra i 20 e il 30%.

Ora, ci saranno due nuovi mosaici da scoprire, a loro volta tasselli della storia, straordinaria, di quest’angolo della Campania.

I nuovi mosaici saranno fruibili al pubblico da Aprile 2018 dopo al lavoro di messa in sicurezza da parte della Soprintendenza e dall’ISCR.

Noi vi diamo appuntamento a novembre del prossimo anno con Archeo Camp 2018 settimana dedicata all’Archeologia Subacquea.

Le foto esclusive sono del Photoreporter Pasquale Vassallo (che restituiscono intatti i colori originali dei mosaici) .

Durante l’evento consegnato a Carlo Ripa il primo premio “Baia di Ulisse” 2017.

Vincenzo Maione

Manager del Centro Sub Campi Flegrei, diving center che da 25 anni opera nel settore del turismo subacqueo. Diving autorizzato dalla Soprintendenza per accompagnare turisti in immersione e snorkeling nel Parco Archeologico Sommerso di Baia.

 

Per visitare il Parco Archeologico Sommerso di Baia ed i nuovi mosaici, si può contattare: [email protected]  www.centrosubcampiflegrei.it

 

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I love scuba – I love myself di Valentina Visconti Presidente di Diabete Sommerso Onlus.

Lo scorso 16 Ottobre nella qualità di Regional Manager di PADI EMEA ho partecipato ad uno degli eventi più emozionanti della mia carriera la Settimana Blu organizzata dall’Associazione Diabete Sommerso Onluis – Centro PADI nella meravigliosa Isola di Ustica in partnership con Blue Diving Ustica – Centro PADI.

 

Ho avuto l’onore di incontrare questo affiatatissimo gruppo di divers, tutti legati da una grande passione: l’amore per il mare e per le immersioni, anche se con la difficoltà della loro malattia: il diabete.

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Abbiamo presentato a questo gruppo PADI e Project Aware e soprattuto i 4 pilastri del cambiamento di PADI uno dei quali: “Health and Welness” in piena sintonia con le loro attività:

Pilastro della Salute e del Benessere: puntare i riflettori su storie incredibili di trionfo sulle avversità, sulle malattie e sulle difficoltà che testimoniano il potere curativo delle immersioni. Nelle immersioni, molte persone hanno trovato speranza per il loro futuro e vogliamo ispirare tanti altri a provare simili trasformazioni e guarigioni personali, sia mentalmente che fisicamente.

Ho fatto immersione con loro, e ho avuto il piacere di incontrare Andrea Fazi, uno dei leader e organizzatori di questo gruppo e la loro Presidente: Valentina Visconti, una donna con un sorriso contagioso, che ringrazio per le emozioni che mi ha donato con queste parole:

I love scuba – I love myself

Scuba + Salute + Benessere. Il messaggio arriva forte e chiaro sin dal primo approccio alla subacquea: per fare immersioni bisogna essere in buona salute e sufficientemente allenati per affrontare attività mediamente impegnative, non eccedere nel mangiare, nel bere alcool e nel fumo. Se non si è in forma, meglio rinviare l’immersione. Queste regole valgono per tutti i subacquei, di qualsiasi livello e in qualsiasi parte del mondo, ma hanno una valenza maggiore per tutte quelle persone che hanno qualche problema di salute, ma che, amando infinitamente il mare, sono disposti a mettersi in gioco e farsi in quattro per goderlo fino in fondo.

Il diabete di tipo 1 (DT1) è una malattia cronica che ha solitamente l’esordio nell’infanzia o nella prima giovinezza. Per delle cause che sono ancora sconosciute, le cellule del pancreas che creano l’insulina si autodistruggono. L’insulina è un ormone fondamentale perchè regola la quantità di zuccheri nel sangue. Le persone che non producono insulina sono costrette ad assumerla attraverso iniezioni o infusori.

La vita di una persona con diabete è scandita da controlli della glicemia e assunzioni di insulina, in un eterno tentativo di mantenere l’equilibrio tra quotidianità, straordinarietà e valori glicemici corretti. E’ un po’ come mantenere l’assetto sott’acqua: bisogna continuamente fare attenzione a se stessi e all’ambiente circostante, agire con testa e fare le correzioni necessarie. Perdere l’assetto del diabete non è poi così difficile, e le conseguenze possono essere pericolose. Per questo motivo la subacquea è stata tradizionalmente negata ai diabetici.

Oggi il tabù è stato infranto e le persone con diabete possono vivere liberamente il mare. E’ stata trovata una soluzione. O, per meglio dire, ci si è affidati alla regola generale, quella che vuole che ci si immerga solo se si è in buona salute, e la si è applicata all’ennesima potenza.  Perché per stare davvero bene, una persona che ha una malattia cronica come il diabete deve sapersi curare alla perfezione, studiare le regole del metabolismo e applicarle su se stesso per arrivare ad una profonda consapevolezza di se e della malattia. Un percorso difficile, che costringe ad uscire dalla “zona di comfort” delle abitudini quotidiane e mettersi duramente alla prova.

Non è facile. Non è immediato.

Ma l’amore e la passione per il mare sono più forti delle difficoltà.

E’ la voglia di vivere il mare fino in fondo, di esplorarlo, scoprire l’ignoto nel blu

E’ il desiderio di volare nell’acqua, di regolare il proprio respiro con i movimenti fluidi.

E’ il brivido di confrontarsi con un ambiente ostile ed uno sport fidante.

Sono queste le motivazioni che spingono i subacquei con diabete a prendersi davvero cura di se stessi e a migliorarsi. Si migliora per andare sott’acqua, ma ciò che si impara in acqua diventa vita quotidiana e futuro migliore

Immergersi ci insegna che esiste un mondo alternativo. Basta mettere la testa sott’acqua.

E poi alzarla, per affrontare le difficoltà

NDR: il Progetto Diabete Sommerso, da cui l’omonima Associazione, è nato 13 anni fa e ha consentito a numerosi ragazzi e ragazze con diabete di ottenere il brevetto subacqueo, e soprattutto di migliorare il proprio stato di salute attraverso la passione per il mare.

Sii come il mare che rifrangendosi sugli scogli torna a ricomporsi e a riprovarci ancora ad abbattere quella infrangibile barriera mai stanco di cimentarsi. (Jim Morrison)

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Trainin Bullettin Live – Quarto Trimestre 2017

Siamo lieti di invitarti a partecipare al webinar del Trainin Bullettin Live – Quarto Trimestre 2017. Come sempre, parleremo dei cambiamenti relativi ai nuovi standard, daremo informazioni generali sugli aggiornamenti e vedremo da vicino come questi potranno essere integrati nel tuo addestramento.

Unisciti a noi, nella tua lingua preferita e nelle date elencate qua sotto. Se perdi l’evento live, con l’iscrizione riceverai un’email di promemoria che ti collegherà alla registrazione.

Italiano: 25/10/2017

Inglese: 24/10/2017

Spagnolo: 26/10/2017

Arabo: 30/10/2017

Olandese: 31/10/2017

Portoghese: 02/11/2017

Francese: 06/11/2017

Polacco: 07/11/2017

Tedesco: 08/11/2017

Scandinavo/Nordico: 09/11/2017

Russo: 15/11/2017

Se avete domande riguardo al webinar, potete inviare un’email a [email protected]. Vi aspettiamo numerosi!

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Metti in opera il programma Master Scuba Diver™

Il livello PADI Master Scuba DiverTM è spesso descritto come “la cintura nera della subacquea”. Mentre la maggior parte delle persone sa che cosa sia una cintura nera nel karate, i subacquei di livello iniziale potrebbero non capire il prestigio rappresentato dal livello Master Scuba Diver. Devi riuscire ad ispirare tutti i tuoi clienti ad unirsi al gruppo esclusivo di subacquei che raggiungono questo livello.SI_MSD_OWOLJan07-0701

Per quale motivo? Perché non è solo il massimo livello che rappresenta un subacqueo completo e con molta esperienza, ma anche perché, in questo modo, ottieni un cliente che si iscrive ad otto corsi, si impegna a fare più di 50 immersioni e, probabilmente, acquisterà un set completo di attrezzatura. Ci sono almeno tre motivi perché dovresti implementare o rafforzare oggi il tuo programma Master Scuba Diver:

  1. Offrire e aumentare il numero di studenti in più corsi. Il programma Master Scuba Diver definisce obiettivi per i tuoi clienti e loro si iscrivono ai corsi necessari per raggiungerli.
  2. Supportare i subacquei attivi. Quanto più i tuoi subacquei si addestrano, tante più immersioni fanno, tanta più attrezzatura comprano, e tanto più si immergono.
  3. Fidelizzare i clienti. Il tuo tasso di ritenzione dei subacquei aumenterà, dal momento che diventeranno più competenti e si troveranno più a loro agio in acqua.

Ecco alcune idee per aumentare la conoscenza e l’interesse nel tuo programma Master Scuba Diver:

  • Riserva una parete del tuo negozio per riconoscere i clienti che hanno ottenuto il prestigioso livello Master Scuba Diver.
  • Esponi pubblicamente i progressi di attuali subacquei Advanced Open Water e Rescue per incoraggiare un’amichevole competizione.
  • Durante le tue prossime presentazioni dei corsi, invita subacquei con livello Master Scuba Diver a dare la loro testimonianza.
  • Durante gli incontri al vostro club o le serate con i clienti, presenta riconoscimenti particolari ai tuoi Master Scuba Diver.
  • Sviluppa un programma di cinque specialità specifico per la tua zona, che metta in evidenza le immersioni tipiche o, magari, l’ambiente locale: Master Scuba Diver in Acqua Temperata oppure Eco-Master Scuba Diver.
  • Offri un viaggio esclusivo solamente per Master Scuba Diver.

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La magia dell’addestramento multi-livello

Scritto da John Kinsella

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Non succede spesso di trovare qualcosa che non riceve alcun interesse su Google. Una di queste è l’addestramento multi-livello. Dove puoi essere sicuro di trovarlo è sotto “Organizzazione”, nella sezione “Tecniche d’insegnamento” della PADI Guide To Teaching. Se non la leggi da un po’,  cerca di trovare il tempo per farlo, specialmente se vuoi aumentare le tue iscrizioni ai corsi Divemaster e IDC. L’idea di base è di avere diversi livelli di addestramento, nello stesso momento e nello stesso luogo. Fatto nel modo giusto, l’addestramento multi-livello non è solo un efficiente uso di risorse, ma anche un potente modo di motivare subacquei esistenti a considerare la carriera professionale.

Il segreto sta nella pianificazione e nell’attenta programmazione (nella Guide to Teaching trovate un ottimo esempio) e di lasciare abbastanza tempo libero, in modo che i subacquei socializzino tra di loro. Un grosso aiuto è dato dalla presenza di assistenti certificati. Considera le seguenti strategie per massimizzare i benefici promozionali dell’addestramento multi-livello:

Quando fai l’orientamento all’area, assicurati che siano presenti tutti i subacquei. Dai a tutti le stesse informazioni sul programma della giornata e lascia un po’ di tempo libero, in modo che i subacquei facciano conoscenza tra di loro. “Benvenuti al nostro sito d’immersione. Questa mattina ci sono tre diverse attività: l’esercizio di mappatura del corso Divemaster, l’immersione di Navigazione del corso Advanced Open Water Diver, e l’immersione uno del corso Open Water Diver.” Spiega tutti i soliti punti, assicurandoti di dire chi fa cosa (per nome), e poi dividi i subacquei nei loro rispettivi gruppi, in modo da terminare il briefing.

Tieni sempre impegnate le persone e non sprecare il loro tempo. In questo esempio, potresti fare una panoramica dell’esercizio di mappatura Divemaster assieme all’orientamento della zona, prima di dividere i gruppi. Ciò ha il beneficio di mettere in evidenza, sia per i subacquei AOW che per quelli OW, una parte interessante dell’addestramento Divemaster. Poi, chiedi ad un assistente certificato di osservare i subacquei Open Water Diver mentre montano la loro attrezzatura e si preparano per il tuo briefing. Nel frattempo, tu puoi fare un briefing dettagliato per la Navigazione AOW e far praticare, ai subacquei, i percorsi di navigazione a secco (cosa che sicuramente attirerà l’attenzione dei subacquei Open Water Diver).

Sfrutta bene il tuo tempo. Una volta terminato il briefing AOW, fai montare l’attrezzatura a questi subacquei e dì loro di presentarsi ad una data ora per l’immersione. Dirigiti verso il punto d’entrata, dove i subacquei OWD sono pronti e i tuoi assistenti certificati hanno già posizionato la cima di discesa. Entra, effettua l’immersione e, quando hai finito, troverai i subacquei AOW pronti per immergersi. Supervisiona questa immersione dalla superficie e, mentre i subacquei AOW smontano la loro attrezzatura, alla fine della loro immersione, prima fai il debriefing ai subacquei OWD e, poi, a quelli AOW.

Nel frattempo, i candidati Divemaster stanno per completare il loro esercizio di mappatura. Fai un controllo finale con loro, prima che tutti si siedano a tavola per un ottimo pranzo!

Tutto ciò che devi fare, ora, è di sederti e lasciare che il fermento generato da questa mattinata faccia il lavoro di marketing per conto tuo.

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Trainin Bullettin Live – Terzo Trimestre 2017

Siamo lieti di invitarti a partecipare al webinar del Trainin Bullettin Live – Terzo Trimestre 2017. Come sempre, parleremo dei cambiamenti relativi ai nuovi standard, daremo informazioni generali sugli aggiornamenti e vedremo da vicino come questi potranno essere integrati nel tuo addestramento.

Unisciti a noi, nella tua lingua preferita e nelle date elencate qua sotto. Se perdi l’evento live, con l’iscrizione riceverai un’email di promemoria che ti collegherà alla registrazione.

Inglese: 24/10/2017
https://register.gotowebinar.com/register/6248617319570692354

Italiano: 25/10/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/6510683718463114754

Spagnolo: 26/10/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/4739383680255601154

Arabo: 30/10/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/3172135407977259266 

Olandese: 31/10/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/693512942551353090

Tedesco: 01/11/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/1107747351246237698

Portoghese: 02/11/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/5715653248698498817

Francese: 06/11/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/7172502856965628674

Polacco: 07/11/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/6815316609078103298

Scandinavo/Nordico: 09/11/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/5511764210490274561

Russo: 15/11/2017
https://attendee.gotowebinar.com/register/6654812100678647042

Se avete domande riguardo al webinar, potete inviare un’email a [email protected]. Vi aspettiamo numerosi!

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Intervista PADI Elite Instructor: Antoine Antoun, IDC Staff Instructor

Vieni a conoscere Antoine Antoun, PADI IDC Staff Instructor. Guarda il video qui sotto per ascoltare cosa significa essere, per lui, un professionista PADI e un Elite Instructor.

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Intervista PADI Elite Instructor: Stefano Busca, PADI Course Director

Stefano Busca, PADI Course Director, ha ottenuto lo status di PADI Elite Instructor 2016, un riconoscimento che premia l’impegno e i risultati degli istruttori di maggior successo nel mondo.

Abbiamo parlato con Stefano per capire cosa significhi per lui essere un PADI Elite Instructor, e per saperne di più sui suoi successi e sulle sue aspirazioni future come professionista PADI.


Cosa ti ha ispirato a diventare Professionista PADI?                                                    Ho sempre avuto passione per lo sport e la vita a contatto con la natura e la libertà, il mio sogno era quello di lavorare nel mondo dello sport. Quando ho cominciato a fare subacquea mi sono subito reso conto che questa attività poteva corrispondere alla realizzazione del mio sogno lavorativo, in un ambiente fantastico animato da persone felici con tanta voglia di divertirsi.

Come pensi di essere cambiato personalmente e professionalmente diventando un Elite Instructor?                                                                                                             Tante persone si avvicinano oggi alla subacquea per evadere dalla routine della vita quotidiana e dai consueti problemi ed impegni. Penso che un istruttore di successo debba poter e saper proporre la subacquea nei suoi molteplici aspetti (sportiva ricreativa, specialità e Tec) per meglio soddisfare le esigenze e richieste del cliente. Personalmente ho fatto così!

Quali corsi PADI ti piace insegnare di più e perché?                                              Attualmente posso insegnare la quasi totalità delle immersioni di specialità effettuabili con il “circuito aperto”. Mi piace muovermi ed insegnare in tutti i tipi di ambiente, ma ho una passione più spiccata verso l’immersione profonda ed i relitti, fino ad arrivare alla massima espressione dell’esplorazione: l’immersione tecnica ricreativa. I programmi  TecRec forniscono all’istruttore ed al cliente la possibilità di muoversi in un ambiente “aperto” a pochi, una sorte di elite di subacquei, dove è fondamentale la preparazione tecnica ed atletica.

Cosa consideri come il tuo più grande successo nella carriera subacquea?      Essere diventato un PADI Course Director! Avere la possibilità di trasmettere la mia passione formando non solo studenti, ma addirittura istruttori è indubbiamente la miglior soddisfazione.

Cosa ti dà l’attività diving che niente altro ti dà?                                                   L’immersione mi offre la possibilità di evadere la quotidianità, di calarmi in un ambiente dove la vita a contatto con la natura è tanto intensa, che qualsiasi altro pensiero estraneo alla subacquea e all’immersione ne rimane escluso. Una fuga dalla realtà!

Hai dovuto superare tutte le paure, le sfide o gli ostacoli per arrivare dove sei ora nella tua Carriera subacquea?                                                                              L’impegno per giungere dove mi trovo ora è stato considerevole. Il sistema di addestramento proposto da PADI in tutti i settori, ad ogni livello di carriera, è però molto schematico; bisogna semplicemente credere in ciò che si sta facendo e lavorare costantemente al meglio delle possibilità! Il successo è assicurato!

Credi di poter cambiare la vita degli altri attraverso la subacquea?                      Certamente! Le persone scoprono nella subacquea un’attività straordinaria ed entusiasmante. Negli ultimi tempi sempre più studenti si avvicinano alla subacquea, avendo come obbiettivo il professionismo; tantissimi diventano istruttori per lavorare nella subacquea a tempo pieno. Ad oggi ho formato istruttori che stanno lavorando nelle località più belle del pianeta: Mar Rosso, Maldive, Micronesia, ecc.

Descrivi in poche battute come convinceresti un non-diver ad imparare la subacquea?                                                                                                                 Ricordo un video presente in rete, in cui viene messa a confronto la vita di un impiegato con quella di un istruttore diving; dalla sveglia del mattino alla routine lavorativa in città, per il normale lavoratore e sulla spiaggia ed in mare per l’istruttore diving. In pochi minuti di immagini si esprime al meglio l’essenza della subacquea e l’entusiasmo per il diving.

Come Istruttore PADI Elite come ti senti ad essere riconosciuto uno degli istruttori Top del 2016?                                                                                                                 Essere un “Elite Instructor” è indubbiamente un importante riconoscimento, una gratificazione al tantissimo lavoro svolto ed un incentivo a migliorarsi ancora. Nel 2016 ho emesso oltre duecento certificazioni, questo rende impegnativa la sfida a fare ancora di più, ma l’importante è continuare a lavorare al massimo, senza curarsi di un solo obbiettivo finale; concentrarsi sul proprio lavoro ci porta alla fine, al raggiungimento di nuovi importanti traguardi.

Cosa significa “My PADI” per te?                                                                                    “My PADI” rappresenta per me uno stile di vita, un’opportunità di trasformare i sogni in realtà! Uno slogan che “gira in rete” recita: “se fai il lavoro che ami, non lavorerai un giorno nella tua vita!”.

Cosa diresti agli altri Istruttori PADI che sperano di diventare Istruttori Elite?           A un altro istruttore PADI mi sento di consigliare di lavorare sempre al meglio delle possibilità, nel rispetto degli standard didattici che contraddistinguono il marchio della agenzia subacquea più prestigiosa al mondo……. PADI!

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Intervista PADI Elite Instructor: Kerrie Eade, PADI Course Director

 

Kerrie Eade, PADI Course Director, ha ottenuto lo status di PADI Elite Instructor 2016, un riconoscimento che premia l’impegno e i risultati degli istruttori di maggior successo nel mondo.

Abbiamo parlato con Kerrie per capire cosa significhi per lui essere un PADI Elite Instructor, e per saperne di più sui suoi successi e sulle sue aspirazioni future come professionista PADI.


Cosa ti ha ispirato a diventare professionista PADI?                                                    Ho imparato ad immergermi negli anni 90, in mezzo a subacquei di sesso maschile. Anche allora, sentivo che molte più donne avrebbero dovuto diventare subacquee, sia a livello ricreativo che professionale. In questo tipo di ambiente subacqueo, amavo la sensazione di dovermi sempre mettere alla prova e quindi, dopo il corso PADI Rescue Diver, ho deciso di diventare PADI Divemaster. Il resto è storia.

Come pensi di essere cambiata personalmente e professionalmente diventando un Elite Instructor?                                                                                                                  La mia è stata un’avventura molto divertente e che mi ha cambiato la vita. Come PADI Divemaster, mi sono trasferita in Spagna e ho cominciato a lavorare come guida subacquea, fino a quando sono diventata PADI Open Water Scuba Instructor. Ho deciso che volevo rimanere nel settore subacqueo e, quando il centro nella mia zona è stato messo in vendita, l’ho comprato! Professionalmente sono progredita fino a diventare PADI Course Director e titolare di un centro, e non mi sono mai sentita così viva e stimolata.

Quali corsi PADI preferisci insegnare e perché?                                                      Adoro insegnare il corso PADI Rescue Diver, dal momento che è un’esperienza molto positiva per i partecipanti e a me piace vederli diventare sempre più sicuri di loro stessi. Inoltre, mi piace molto insegnare i corsi IDC, perché riesco a condividere i momenti più belli – e quelli meno belli – con i candidati istruttore e riesco a fare la differenza.

Quale consideri essere il più grande successo nella tua carriera subacquea?            Il mio più grande successo nella subacquea è stato di diventare PADI Course Director nel 2016, seguito – a breve distanza – dal portare un centro sub in fallimento a diventare quel grande successo che oggi è Ocean Turtle Diving.

Cosa ti dà la subacquea che niente altro ti dà?                                                              La pace. Ho due bambini piccoli e un’attività che mi assorbe molto, con uno staff numeroso e molti clienti. Quando mi immergo, trovo un po’ di tempo per me stessa: pace, tranquillità, rilassamento e un po’ di spazio.

Hai dovuto superare paure, sfide o ostacoli per arrivare dove sei ora nella tua carriera subacquea?                                                                                                           La mia più grande sfida era, ed è tutt’ora, il tempo. Con una giovane famiglia, è difficile avere abbastanza tempo per insegnare, gestire ed espandere l’attività, immergermi, essere una madre e una moglie! Spesso lavoro sette giorni la settimana, ma cerco di accorciare molti di questi giorni per passare un po’ di tempo con la mia famiglia. Fortunatamente, mio marito è una persona fantastica e molto tollerante della mia passione!

Credi di cambiare la vita degli altri attraverso la subacquea?                                Senza dubbio, ma non mi sognerei mai di prendermi il merito di ciò! I subacquei sono coloro che lavorano per cambiare la propria vita per il meglio. La Mission Statement di Ocean Turtle Diver è “Cambiare la vita e far sì che i sogni si avverino” – è scolpita sulla parete del centro e facciamo del nostro meglio per mantenere quella promessa.

 

Descrivi in poche battute come convinceresti un non-diver ad imparare la subacquea?                                                                                                                       Non cercherei mai di convincere qualcuno, che non vuole imparare a immergersi, a farlo; cerco, però, di conoscere quanto più possibile le persone per capire quali sono i loro interessi. C’è sempre qualcosa di cui sono appassionati (fotografia, esplorazione, viaggi, storia, ecc.) che potrebbe essere fatto sott’acqua, in un modo nuovo e interessante.

Come PADI Elite Instructor come ti senti ad essere riconosciuta come uno degli istruttori Top del 2016?                                                                                                        È un onore. Non mi sento di fare di più o di meno di ciò che fanno i ragazzi e le ragazze intorno a me – a Ocean Turtle Diving abbiamo una fantastica squadra e lavoriamo tutti molto duramente. Quest’anno, ci sono almeno quattro di noi in lista per questo prestigioso riconoscimento, cosa di cui sono estremamente orgogliosa. Ciò mi dimostra che, anche se il settore subacqueo non vive uno dei suoi migliori momenti, puoi sempre dare un servizio impeccabile e aggiungere valore all’attività. Ci sono ancora molte persone che vogliono imparare a immergersi, continuare a farlo ed espandere la loro conoscenza.

Cosa significa “My PADI” per te?                                                                                    Per me PADI è un braccio amico e protettivo intorno a me – sono fortunata ad avere un fantastico team che mi incoraggia, mi spinge, mi stimola e mi supporta.

Cosa diresti agli altri Istruttori PADI che sperano di diventare Elite Instructor?     Non si tratta solo di numeri. Concentratevi sul far vivere una grande esperienza, a dare il beneficio del vostro tempo e della vostra esperienza a ogni studente / candidato / cliente / subacqueo, e il resto arriverà da solo.

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Intervista PADI Elite Instructor: Jordan Topkoski, PADI Master Instructor

Jordan Topkoski, PADI Master Instructor, ha ottenuto lo status di PADI Elite Instructor 2016, un riconoscimento che premia l’impegno e i risultati degli istruttori di maggior successo nel mondo.

Abbiamo parlato con Jordan per capire cosa significhi per lui essere un PADI Elite Instructor, e per saperne di più sui suoi successi e sulle sue aspirazioni future come professionista PADI.


Cosa ti ha ispirato a diventare professionista PADI?                                                     La subacquea ricreativa mi ha permesso di vedere alcune tra le cose più belle e di divertirmi tanto. Mi ha ispirato a condividere queste straordinarie esperienze con altre persone che, secondo me, si stavano perdendo molto! E quale modo migliore per farlo che diventare un professionista subacqueo!

Come pensi di essere cambiato personalmente e professionalmente diventando un Elite Instructor?                                                                                                             Come istruttore, ho sempre avuto voglia di imparare di più e avanzare nella mia carriera PADI. Ho sempre letto gli aggiornamenti e gli standard PADI, in modo da rimanere aggiornato e mantenere, tra i miei colleghi, una buona reputazione personale. Personalmente, sono diventato più avventuroso e ho voglia di esplorare sempre di più, il che mi mantiene attivo sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Quali corsi PADI preferisci insegnare e perché?                                                           Se dovessi scegliere, direi il corso PADI Open Water Diver perché non solo insegna ad immergersi, ma fa conoscere alle persone le gioie della subacquea! Vedere il sorriso di ogni studente, quando ricevono il loro brevetto, mi fa sentire orgoglioso di aver fatto loro conoscere un mondo completamente nuovo.

Quale consideri essere il più grande successo nella tua carriera subacquea?            Il mio più grande successo nella subacquea è stato il giorno in cui il mio PADI Instructor Examiner mi ha stretto la mano e mi ha dato il mio certificato PADI Open Water Scuba Instructor. Certo, da allora ci sono stati altri traguardi – come il mio PADI Certificate for Recognition of Excellence e, adesso, il PADI Elite Instructor Award. Alla fine, però, niente è meglio della sensazione che provi quando un tuo candidato completa con successo un corso PADI.

Cosa ti dà la subacquea che niente altro ti dà?                                                              La cosa che veramente mi meraviglia, e della quale non mi stanco mai, è la sensazione di libertà che provo quando esploro il mondo sommerso.

Hai dovuto superare paure, sfide o ostacoli per arrivare dove sei ora nella tua carriera subacquea?                                                                                           Certamente! Per molto tempo, avevo paura di trovarmi vicino all’acqua! Imparare a immergermi e capire come vedere e respirare sott’acqua mi ha sicuramente aiutato a superare questa paura. Adesso adoro immergermi e ogni tipo di sport acquatico.

Credi di cambiare la vita degli altri attraverso la subacquea?                                      Sì! Anche se, diciamoci la verità, non è così difficile cambiare la vita delle persone nel Mar Rosso, specialmente a Dahab, dove abbiamo tanta vita marina e reef spettacolari.

Descrivi in poche battute come convinceresti un non-diver ad imparare la subacquea?                                                                                                                         Se fosse una persona che ama l’avventura, direi che qui abbiamo qualcosa che non avrebbe la possibilità di provare ogni giorno, il che – sicuramente – non solo gli farebbe amare la subacquea ma gli permetterebbe di godersela per il resto della sua vita.

Come PADI Elite Instructor come ti senti ad essere riconosciuto come uno degli istruttori Top del 2016?                                                                                                        È una sensazione fantastica. Non avrei mai pensato di poter entrare a far parte di un’Elite, ma ciò dimostra che con determinazione, lavoro e passione, tutto è possibile. L’unica parola che mi viene in mente per descrivere le mie sensazioni è “orgoglioso”.

Cosa significa “My PADI” per te?                                                                                 PADI mi ha fatto conoscere il mondo della subacquea e mi ha cambiato la vita. Professionalmente, credo sia un sistema ben organizzato che – in modo semplice, divertente e facile – trasmette la conoscenza necessaria per immergersi in sicurezza. Come risultato, si è giustamente guadagnata il primo posto tra le agenzie didattiche al mondo e ha portato divertimento e gioia a milioni di persone.

Cosa diresti agli altri Istruttori PADI che sperano di diventare Elite Instructor?       Se avete la passione per la subacquea e amate lo stile di vita come professionisti PADI, non dovrebbe essere troppo difficile fare quel passo in più. Non rinunciate mai a lavorare con i vostri studenti e, prima che ve ne rendiate conto, sarete pronti a diventare un Elite Instructor.

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