L’edizione del quarto trimestre 2016 di The Undersea Journal è ora disponibile tramite la PADI Library App

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Ogni trimestre la rivista The Undersea Journal è ricca di storie e articoli che vi aiutano a rimanere aggiornati come professionisti PADI. Oltre all’edizione cartacea, ci sono le alternative digitali per la lettura di questa interessante rivista:

1. La PADI Library App (Apple App Store | Play):

  • Dal vostro dispositivo mobile, aprite la vostra libreria sulla PADI Library App, scaricate la rivista e leggetela.
  • Sul vostro computer, selezionate l’opzione “Certification Paks” dal menu a tendina “Log In” posizionato in cima alla pagina padi.com. Da lì sarete in grado di leggere la rivista nel portale Online Manuals.

2. Tramite la app Zinio sul tuo computer o dispositivo mobile.

3. Come documento PDF sul sito PADI Pros. Una volta effettuato l’accesso al sito PADI Pros, cliccate sul link “References” in alto sulla pagina. Potete scaricare la rivista intera o in sezioni.

Al momento, le edizioni del 2016 sono disponibili a tutti gli affiliati PADI che hanno rinnovato la loro affiliazione. Ogni trimestre, l’ultima edizione della rivista sarà aggiunta alla PADI Library.

Se avete effettuato la registrazione per la versione digitale, continuerete a ricevere un’email di notifica ogni qualvolta la rivista è disponibile su Zinio. Se, invece, avete optato per la versione cartacea, continuerete a riceverla al vostro indirizzo postale.

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PADI celebra 25 milioni di brevetti!

PADI®, negli ultimi 50 anni, ha formato subacquei in tutto il mondo e ha emesso quasi 25 milioni di brevetti.

Per celebrare 50 fantastici anni come “PADI – The Way the World Learns to Dive®”, inviteremo il subacqueo che riceverà il 25 milionesimo brevetto a festeggiare questo evento, con noi, in un viaggio da sogno presso la Grande Barriera Corallina in Australia!

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Se sarai l’istruttore che emetterà questo specialissimo brevetto, potrai partire assieme a un compagno d’immersioni e il tuo studente per festeggiare questo evento epocale.

SCOPRI LA GRANDE BARRIERA CORALLINA IN AUSTRALIA

La Grande Barriera Corallina è la più grande struttura formata da organismi viventi nel mondo ed è formata da circa 2900 reef individuali, 600 isole continentali e 300 isole coralline. I subacquei la adorano per la sua bellezza e ricchezza in termini di biodiversità, dato che ospita un’incredibile varietà di vita marina tra cui tartarughe, razze di mare e perfino balenottere rostrate.

Il pacchetto premio comprende:

  • Tre giorni e tre notti su barca da crociera per le immersioni sulla Grande Barriera Corallina
  • Biglietto di andata e ritorno, in classe economica, per Cairns, Australia
  • Alloggio per quattro notti a Cairns, Australia
  • Gita di un giorno alla Daintree Forest, un luogo dichiarato patrimonio mondiale

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Come riconoscere i problemi polmonari

Le lesioni polmonari gravi sono tra le lesioni subacquee più pericolose ed è fondamentale, per un professionista subacqueo, essere in grado di riconoscerle e reagirvi velocemente. Le lesioni polmonari possono avere effetti gravi e di lunga durata e richiedono cure immediate. Ecco alcuni dei problemi polmonari più ricorrenti per i subacquei:

Edema polmonare da immersione

L’edema polmonare da immersione è una delle tante lesioni polmonari che possono accadere ai subacquei. I sintomi più comuni, nei subacquei che si sono immersi di recente, sono: dolori al petto, espettorato schiumoso di colore rosa e dispnea (respiro affaticato).

L’edema polmonare è un accumulo di fluido nei polmoni, in parte causato da un’immersione, e avviene perché si crea uno squilibrio tra le pressioni opposte dei fluidi che circondano i polmoni. Questo crea un eccesso di fluido nei tessuti polmonari. L’immersione può aumentare la pressione del fluido presente nei capillari che circondano i polmoni e questo differenziale può essere aggravato da diversi fattori, che possono portare a un maggiore rischio di edema (gonfiore) polmonare. Per minimizzare i rischi di edema, si raccomanda di prestare particolare attenzione a fattori quali eccessiva idratazione, eccessivo affaticamento, ipertensione e obesità.

Sindrome da sovradistensione polmonare

La sindrome da sovradistensione polmonare avviene quando una quantità d’aria bloccata nei polmoni, a causa di un’ostruzione delle vie aeree o perché si trattiene il respiro, si espande durante la risalita e fa espandere i polmoni al di là della loro massima capacità. Questo può comportare un barotrauma polmonare che si può manifestare come pneumotorace, enfisema sottocutaneo o mediastinico, o come embolia arteriosa. Le lesioni da sovradistensione polmonare si possono prevenire sottoponendosi regolarmente a visita medica, non trattenendo mai il respiro durante un’immersione ed evitando le risalite veloci.

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L’embolia polmonare è la lesione più grave in assoluto. Non è direttamente legata alla subacquea, ma può ricordare alcune lesioni subacquee. L’embolia polmonare è dovuta al blocco del flusso sanguigno nel sistema vascolare dei polmoni a causa di un accumulo di grasso o di coaguli sanguigni. I sintomi più comuni dell’embolia polmonare sono: dolori al petto, gonfiore delle vene del collo, svenimento o alterazione del livello di coscienza.

L’embolia polmonare comporta, di solito, un calo della pressione sanguigna e della gittata cardiaca. L’embolia polmonare grave è facilmente diagnosticabile, ma la lenta manifestazione di quella cronica può essere facilmente trascurata. Alcuni fattori di rischio includono: difetti cardiaci, obesità, fumo e ipertensione. Alcune lesioni, tipo la trombosi venosa profonda che può accadere durante lunghi periodi di inattività, come i viaggi aerei, possono contribuire all’embolia polmonare, poiché i coaguli derivanti dalla trombosi possono passare attraverso il sistema polmonare e accrescere il rischio di blocchi.

Se si sospetta che un subacqueo presenti una di queste condizioni, bisogna farlo uscire immediatamente dall’acqua, fornirgli ossigeno e chiamare subito l’assistenza medica. E’ importante che tutti i casi vengano esaminati da un medico, dato il rischio di insorgenza di complicazioni dopo l’incidente.

Per maggiori informazioni sul sistema polmonare e la subacquea, visitate: DAN.org/Health.

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Ordinate gli ultimi brevetti esclusivi per il 50° Anniversario

Alcune cose accadono una sola volta nella vita: la cometa di Halley e i brevetti per il 50° Anniversario PADI, per esempio. Per quanto riguarda la cometa di Halley, i professionisti PADI che saranno vivi nel 2061 avranno la possibilità di vederla, ma tutti coloro che stanno leggendo questo articolo potranno ottenere un brevetto esclusivo, di colore nero, per il 50° Anniversario, sempre che lo ordinino prima della fine dell’anno. Oltre al fatto di essere prestigioso, ci sono altri motivi per sostituire il vostro brevetto.

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Primo (quei pochi di voi che prevedono di poter vedere la come di Halley possono fare a meno di leggere): se avete ricevuto un promemoria da Facebook, nel quale vi si chiedeva di sostituire la foto del vostro profilo poiché erano passati cinque anni da quando l’avevate caricata, è giunto il momento di fare lo stesso con la vostra foto sul brevetto. Questo vi permette di avere un brevetto aggiornato, in caso che vi venga chiesto prova della vostra certificazione, e vi evita potenziali problemi quando portate dei gruppi in zone remote. Se non avete ricevuto ancora un promemoria del genere, tenete in mano il vostro brevetto e guardatevi allo specchio: l’immagine riflessa assomiglia alla vostra foto?

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Secondo: date il buon esempio. Se aggiornate il vostro brevetto e lo fate sapere ai vostri clienti, anche loro faranno lo stesso. In particolare, assicuratevi di avere e di usare la vostra eCard (i professionisti PADI, che hanno rinnovato la loro affiliazione, hanno accesso alle eCard gratuitamente se hanno un profilo ScubaEarth). Non dimenticate che potete guadagnare grazie alla sostituzione dei brevetti, se inviate voi stessi la richiesta di sostituzione del brevetto dei vostri clienti.

Terzo: fate qualcosa di positivo per l’ambiente. Esiste, infatti, un brevetto Project AWARE creato specificamente per il 50° Anniversario e voi sapete quanto è importante la donazione effettuata per ognuno di essi.

I brevetti PADI per il 50° Anniversario, di colore nero, hanno riscosso talmente tanto successo che le scorte si sono esaurite tre mesi prima del previsto. Ne sono stati ordinati altri, che dovrebbero bastare fino alla fine dell’anno, ma questa sarà l’ultima possibilità per ottenere questi brevetti speciali. Per piazzare il vostro ordine e per maggiori informazioni, andate sul sito PADI Pros’.

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Milioni di subacquei

25milPADI celebra, quest’anno, i suoi 50 anni: mezzo secolo di dedizione al mercato subacqueo e, specialmente, all’educazione subacquea. Al centro di questa dedizione, ci sono i professionisti PADI e i subacquei che questi brevettano. Cinquant’anni è un traguardo importante, ma in un futuro molto vicino ce ne sarà uno ancora più impressionante: 25.000.000. E’ un numero enorme, pari alla popolazione dell’Australia del Nord. Sono tantissimi subacquei. Sappiamo con certezza che, tra dicembre 2016 e gennaio 2017, un professionista PADI emetterà il 25 milionesimo brevetto PADI.

Malaysia/Borneo Video & Photo Shoot-July 2007Non c’è bisogno di dire che il 25 milionesimo brevetto sarà molto speciale, sia per il subacqueo (e i suoi buddy) che lo riceverà, sia per l’istruttore che lo emetterà. Le prime informazioni parlano di un viaggio in una destinazione da sogno…

Continuate a seguirci per maggiori dettagli e, nel frattempo, continuate a fare quello che fate meglio: formare subacquei confidenti e competenti. Dopotutto, è proprio quello che ci ha portati a questo traguardo memorabile.

Continuate a festeggiare, fate capire ai vostri subacquei che fanno parte di qualcosa di importante e cominciate a pensare ai prossimi 25 milioni di brevetti PADI.

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Il programma ReActivate e il potere curativo della subacquea

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I subacquei amano stare in acqua, specialmente quando vi si immergono. Lo stesso vale per i professionisti della subacquea: conoscono molto bene la sensazione che si prova quando accompagnano qualcuno per la loro prima immersione e vedono, in prima persona, il grande potere che la subacquea e l’acqua hanno di trasformare le persone. I professionisti, inoltre, sanno che la teoria che la subacquea abbia un potere curativo poggia su solide basi. In molti l’hanno sperimentato e ci sono molteplici articoli, pubblicati con regolarità su The Undersea Journal e su padi.com, che raccontano queste incredibili esperienze.

Vale la pena menzionare un paio di queste storie. Una è quella raccontata in un documentario, Sea of Change, e parla di Cody Unser e nove subacquei paraplegici. “Quello che abbiamo potuto constatare è che la subacquea facilita la rigenerazione di alcune funzioni neurologiche e psicologiche nelle persone paraplegiche”, racconta Adam Kaplin, M.D., Ph.D., della Johns Hopkins University, autore della ricerca. Il suo collega, Daniel Becker, M.D., del Kennedy Krieger Institute, concorda: “Abbiamo notato dei cambiamenti impressionanti nel giro di pochi giorni. Questa è solamente una ricerca iniziale, ma è la prima volta che riusciamo a constatare un tale livello di rigenerazione delle funzioni neurologiche e psicologiche e di miglioramento nel disturbo da stress post traumatico (DSPT) in così poco tempo.”

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C’è, poi, l’interessantissimo libro di Wallace J. Nichols, Blue Mind. Nel suo lavoro, Nichols raccoglie dati provenienti da elettroencefalografie (EEG), risonanze magnetiche funzionale (fMRI) e altre tecniche di ricerca scientifica, per gettare delle solide basi scientifiche che siano in grado di spiegare cosa succede quando la “nostra mente si trova in acqua.” Nichols spiega che quando ci troviamo in acqua, i livelli di cortisolo (un ormone associato allo stress) si abbassano, la respirazione e il battito cardiaco diminuiscono e ci rilassiamo. E’ una ricerca interessante e rilevante e non dovrebbe mancare nella libreria di ogni professionista subacqueo.

Talvolta, in questo mondo così veloce, pieno di distrazioni digitali e di richieste così disparate, ci vuole uno sforzo e il desiderio di un beneficio in più per ricordare alle persone l’importanza di immergersi. Il potere curativo della subacquea potrebbe essere proprio quel beneficio in più. La prossima volta che proponete il programma ReActivate ai vostri subacquei, raccontate loro queste incredibili storie e fate loro capire cosa si perdono a non immergersi.

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Il nuovo PADI Advanced Open Water Diver

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Il programma PADI Advanced Open Water Diver, rivisto, sarà lanciato questo settembre e, sebbene i cambiamenti siano rilevanti, l’essenza del corso rimane la stessa. E’ come avere una versione nuova del vostro vecchio modello d’auto. La revisione è stata guidata da tre fattori.

Primo: PADI ha aggiornato i contenuti. L’attrezzatura e le tecniche subacquee sono cambiate, da quando è stata lanciata l’ultima versione del corso, e il contenuto è stato aggiornato per riflettere questi cambiamenti. Adesso, per esempio, ci saranno riferimenti alle bussole elettroniche, durante la navigazione, e non ci saranno più riferimenti alle pellicole nella nuova Digital Underwater Imaging. Inoltre, la prima immersione di tutti i corsi PADI Specialty Diver e di quelli Project AWARE Dive Against Debris™ e Shark Conservation Specialty potranno essere accreditati come Adventure Dives. Questo significa che ci saranno maggiori opportunità di immersione, indipendentemente da quello che state insegnando o dove lo state insegnando.

Secondo: PADI ha modernizzato i prodotti educativi. Adesso questi strumenti sono all’avanguardia tanto quanto i dispositivi da cui gli studenti subacquei vi accedono. Nonostante i manuali cartacei siano ancora disponibili, sarà presentato un nuovo prodotto digitale PADI Advanced Open Water Diver per dispositivo mobile. Le nuove immagini e i nuovi video rendono questi prodotti unici.

AOWDebris_Catalina_0416_033Terzo: PADI ha posto maggiore enfasi sul processo di ragionamento sottostante alle abilità che i subacquei acquisiscono, in modo da formare subacquei sicuri e confidenti. Nel manuale c’è una nuova sezione ‘Pensare come un subacqueo’ nella quale sono evidenziati concetti come la gestione della scorta d’aria, consapevolezza ambientale e situazionale e comunicazione con il compagno d’immersione. Tutto questo spinge i subacquei a pensare a quello che stanno facendo prima, durante e dopo ogni Adventure Dive, proprio come i subacquei più esperti. Grazie a ciò, capiscono come migliorare le loro immersioni e come gestire meglio il rischio.

Molte parti del corso, però, non sono cambiate. Dal punto di vista filosofico, il corso PADI Advanced Open Water Diver continua a fornire, ai nuovi PADI Open Water Divers (ma anche a quelli più esperti), nuove abilità e addestramento sotto la guida di un professionista PADI. Il corso è ancora incentrato sull’introduzione di nuove immersioni di specialità. Per ottenere il brevetto PADI Advanced Open Water Diver sono ancora richieste la Deep e la Underwater Navigation Adventure Dive, più altre tre Adventure Dives, mentre qualsiasi tre Adventure Dives qualificano il subacqueo come Adventure Diver.

La revisione del corso PADI Advanced Open Water Diver migliora un programma che è già di per sé ottimo, facile da insegnare e offre ancora maggiori opportunità di esplorazione, divertimento e esperienza a tutti i subacquei interessati. Nell’edizione del The Undersea Journal del terzo trimestre, troverete parecchi articoli, a questo riguardo, ricchi di dettagli, oltre alla raccomandazione di implementare il nuovo programma non appena i materiali saranno disponibili.

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PADI nei decenni: gli anni 2000

Questo è il quinto articolo della serie dedicata al nostro 50° anniversario. Se non l’avete ancora fatto, leggetevi la storia degli anni 60, 70, 80 e 90.

PADI si è affacciata agli anni 2000 con un enorme slancio. Dal 2000 al 2010, PADI ha ampliato i suoi corsi per soddisfare un mercato ancora più grande, dai bambini che volevano provare a immergersi, ai subacquei più esperti che volevano nuove sfide.

2000: PADI TecRec
La subacquea tecnica cominciò ad attrarre sempre maggiore attenzione, tra la fine degli anni 90 e il 2000. La subacquea tecnica utilizza attrezzatura specialistica e procedure per permettere ai subacquei di immergersi oltre i limiti della subacquea ricreativa. Molti subacquei erano pronti ad andare oltre ed esplorare posti dove nessuno si era mai avventurato. Prendendo spunto dalle ricerche effettuate nel decennio precedente, PADI lanciò i primi programmi di subacquea tecnica, basati su solidi principi educativi. I primi tre corsi del programma PADI TecRec furono il Tec Deep Diver, il Tec Trimix Diver e il Gas Blender. Da allora, la crescita della subacquea tecnica è stata costante e PADI ha continuato a sviluppare il programma. Al momento, ci sono 18 diversi corsi nel programma TecRec.

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2001: PADI Seal Team
Nel 2001, PADI ampliò i programmi in modo che i bambini potessero provare cosa significasse veramente immergersi. Dopo molte ricerche sui bambini e la subacquea, fu lanciato il programma PADI Seal Team. L’obiettivo era di avvicinare i bambini di età compresa tra gli otto e i dieci anni alla subacquea. Oltre a imparare i principi della subacquea, ci sono anche delle AquaMission di specialità, come l’immersione su relitto, consapevolezza ambientale e molto altro. Assieme al programma, PADI sviluppò anche degli strumenti per permettere di insegnare ai bambini in modo semplice e sicuro. Tra questi, ricordiamo il testo “Children and Scuba Diving: A Resource Guide for Instructors and Parents”. Con questi strumenti, PADI permise a molte famiglie di riunirsi tramite quest’esperienza unica ed entusiasmante. La famiglia Jenss, per esempio, adora immergersi insieme e PADI annovera, tra i suoi subacquei, anche parecchi Junior Master Scuba Divers, come Charlotte Burns di 13 anni.

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2005: eRDP launched
Il primo aggiornamento rilevante della RDP, da quando era stata introdotta, avvenne nel 2005: la RDP elettronica. Tre anni dopo, fu lanciata l’eRDPml che portò la capacità di pianificare immersioni multilivello, tipica de La Ruota, in formato elettronico. Nonostante i computer subacquei siano diventati sempre più disponibili, questo pianificatore d’immersioni è ancora molto utilizzato e non solo per l’addestramento.

2007: PADI launches eLearning
L’apprendimento digitale divenne sempre più conosciuto con le nuove tecnologie. Dopo la versione CD-ROM degli anni 90, PADI creò il corso Open Water Diver Online. Questo fu il primo corso eLearning di questo tipo ed introdusse la prima versione eBook del PADI Open Water Manual. I subacquei potevano cominciare il loro corso dovunque fossero, in qualsiasi momento, secondo i loro ritmi. Il programma eLearning ha avuto molto successo e tantissimi subacquei lo hanno scelto invece del corso tradizionale. Ora, i subacquei possono scegliere tra molti programmi PADI online, dal corso Open Water Diver all’IDC.

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Continuate a seguirci per il capitolo finale della nostra serie blog per il 50° anniversario: il 2010. Al mese prossimo!

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Diamo il benvenuto ai nuovi Course Director PADI Europe, Middle East and Africa

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New PADI Course Directors from around the world

Si è svolto, nel giugno 2016, a Punta Cana, il secondo dei due International Course Director Training Course (CDTC) previsti per quest’anno. Durante nove giorni di lavoro molto intensi, assieme al personale PADI proveniente da diversi Regional Headquarters, i candidati Course Directors selezionati imparano a promuovere e insegnare i corsi a livello istruttore. Durante il programma, i candidati sono costantemente valutati e, una volta completato con successo il corso, ottengono il prestigioso titolo di PADI Course Director.

Diamo, quindi, il benvenuto ai nostri Course Directors PADI Europe, Middle East and Africa e auguriamo loro il miglior successo con la loro attività Instructor Development nel 2016.

Neil Thomas Londra Inghilterra
Alain Govaerts Bruxelles Belgio
Sandra Buchi Zurich Svizzera
Meshari Alkhabbaz Kuwait City Kuwait
Hussein Al-Abbaz Saihat Arabia Saudita
Howard Shaw Sliema Malta
Amir Khalil Bristol Inghilterra
Julia Wratschko Bristol Inghilterra

Per avere maggiori informazioni sul Course Director Training Course o per proporre la propria candidatura al programma, cliccate qui

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Intervista a un Elite Instructor: Chris Azab, PADI Course Director

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Chris Azab, è un PADI Course Director and Tec Deep/Trimix Instructor molto esperta, s’immerge da “tanto tempo” e ha ricevuto lo status di PADI Elite Instructor 2015 all’inizio di quest’anno, un riconoscimento che premia i risultati degli istruttori PADI di maggior successo nel mondo.

Con più di 11.000 immersioni nel suo logbook, Chris insegna corsi IDC in Olanda e in Egitto, in olandese, inglese, tedesco e arabo.

Teo Brambilla, PADI Regional Manager, l’ha incontrata per saperne di più sui suoi risultati come professionista PADI e su cosa significa per lei essere un PADI Elite Instructor.


chris-azab-studentsCosa ti ha spinto a diventare un professionista PADI?

Da quando ho iniziato a immergermi, nel 1998, mi sono innamorata del mondo sommerso e delle sue bellissime creature. Sono diventata un professionista PADI nel 2001 per far conoscere agli altri questo fantastico mondo.

Come pensi di essere cambiata, personalmente e professionalmente, dopo che hai fatto carriera fino a diventare un PADI Elite Instructor?

La mia vita è cambiata completamente! Prima lavoravo in un’azienda bancaria e di assicurazioni, ma ho scelto uno stile di vita diverso. Dal 2004 lavoro a tempo pieno nel settore subacqueo e rendo le persone felici. Sono molto orgogliosa di quello che faccio: lavoro come insegnante e sono sempre ottimista; è questo che mi ha permesso di ottenere lo status di PADI Elite Instructor.

chris-azab-studentQuali corsi PADI preferisci insegnare e perché?

Adoro insegnare i candidati istruttori, per questo sono diventata PADI Course Director, e mi permette di vedere le persone cambiare in maniera positiva. Un altro corso che mi piace insegnare è il Tec Sidemount: è fantastico riuscire a immergersi con più di una bombola ai fianchi, prima di proseguire verso il successivo corso Tec.

Qual è il traguardo, ottenuto nella tua carriera, che ti rende più orgogliosa?

Diventare Silver PADI Course Director e PADI Tec Trimix Instructor. Un giorno spero di ottenere prima lo status Gold e poi quello Platinum. Insegnare è la mia passione!

chris-azab3Cosa ti dà la subacquea che nient’altro riesce a darti?

Adoro il silenzio durante le immersioni e il sorriso sui visi dei subacquei dopo ogni immersione. Lo stesso vale per l’insegnamento: vedere quei sorrisi.

Hai dovuto superare qualche paura, difficoltà o ostacolo per arrivare dove sei adesso?

Quando ho iniziato il mio corso PADI Advanced Open Water Diver, l’immersione notturna era ancora obbligatoria, ma io non volevo farla. Ho raggiunto i due metri di profondità e ho interrotto l’immersione. Tuttavia, volevo assolutamente diventare un Advanced Open Water Diver… Il mio istruttore PADI mi portò a Marsiglia, in Francia, e mi fece provare di nuovo. Quella volta ce la feci, anche se non mi sono divertita molto. La mia immersione notturna successiva fu durante una vacanza in Egitto e da quel momento in poi ho dimenticato tutte le mie paure e ho cominciato ad apprezzare sempre di più le immersioni notturne.

chris-azab2Credi di riuscire a cambiare la vita delle persone, grazie alla subacquea?

Assolutamente sì. Ho visto alcuni studenti timidi diventare sicuri di sé; altri, che soffrivano di depressione, diventare persone positive ed energetiche; alcuni diventano istruttori PADI, lasciano il loro lavoro e cominciano a viaggiare per il mondo; altri aprono il loro centro PADI. Sono riuscita a dare agli studenti la capacità di superare le loro paure, a dare libertà agli studenti disabili e ho aiutato le persone a diventare positive. Questo è il motivo per cui voglio continuare a fare il mio lavoro il più a lungo possibile: cambiare la vita degli altri è una sensazione fantastica!

Come ci si sente a ricevere lo status di PADI Elite Instructor per il 2015?

E’ il risultato di dedizione e professionalità. Sono molto orgogliosa!

Cosa ti senti di dire agli istruttori PADI che sperano di diventare Elite Instructor?

Seguite il vostro cuore e i vostri sogni. Voi siete gli unici che potete porvi dei limiti.

Infine, cosa significa “my PADI” per te?

“My PADI” è il mio modo di vivere. E’ uno stile di vita, supportato e promosso da PADI e sono molto orgogliosa di farne parte. Voglio seguire questo stile di vita il più a lungo possibile. Non è sempre facile, ma sceglierei sempre questo stile di vita. E’ un’avventura: viviamola! Ricordo ancora lo slogan del mio corso PADI Open Water Diver, che ha ancora un significato profondo per me: “meet people, go places and do things”. In questo momento sono in partenza per Malta…


Qui potete trovare maggiori informazioni sul riconoscimento 2016 PADI Elite Instructor Award.

Scoprite di più su Chris Azab sul suo sito internet.

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