Dall’acqua termale alla Siberia

Ecco un’altra testimonianza di una subacquea PADI, Alessia Bernardi, che ha voluto raccontarci come è passata dall’acqua termale di Y-40 a quella un “poco” più fredda del lago ghiacciato Baikal in Siberia.

Lago Baikal 2016

Pensa un po’ se un giorno ti chiedono: ”Vuoi venire al lago Baikal a fare le immersioni sotto il ghiaccio?”

Se la tua palestra è la piscina più profonda del mondo, Y-40 The Deep Joy, vuoi non andare nel lago più profondo del mondo?!

Quindi accetti e quasi non ci credi, ma i mesi scorrono veloci e inizi a sognare questi momenti. Poi in un istante si  trasformano in realtà, perché è vero, l’ambiente è inospitale, il vento soffia forte, di ghiaccio e neve ne trovi ovunque… Però la magia di vedere questi diamanti di ghiaccio che emergono dalla crosta ghiacciata, il sole che li illumina, il silenzio e l’immensità di questo posto ti fanno sentire privilegiato. Sedersi sulla superficie del lago ghiacciato, ad osservare le venature, le bolle d’aria cristallizzate mentre un timido sole fa capolino dietro la montagna è un grande regalo. E mentre lo pensi,  immagini che fra qualche mese per essere nel punto in cui ti trovi, ci si potrà  arrivare solo in barca, quando il ghiaccio sarà tutto diventato di nuovo acqua….e tutto questo di per sé è già straordinario!

Il primo giorno in cui mi sono seduta sul bordo del foro intagliato nel ghiaccio, con tutta l’attrezzatura addosso, guardavo il candore della neve in contrapposizione con il nero di quel buco che sembrava celare l’infinito, che non lasciava trasparire nulla, era nero e basta. Quando ho bagnato il viso con quell’acqua tanto gelida che mi ha  bruciato la pelle mi sono fatta mille domande, ma non c’era spazio per le incertezze, per i dubbi. Poi abbiamo iniziato a scendere, il sole con i suoi raggi ci illuminava, e, li’ sotto, di nero non c’era proprio nulla, il freddo sì quello era reale, ma era così bello essere lì che le ansie erano dimenticate e anche il freddo… O quasi.

Quindi ci sei, sei lì, sotto un metro di ghiaccio e inizi ad osservare tutto quello che ti circonda come un bambino la mattina di Natale, hai gli occhi e il cuore pieni di stupore.

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Sembrava di vivere in un’altra dimensione, fatta di creature magiche, c’era quasi da aspettarsi di sentire il canto delle sirene per poi perdersi in queste acque gelide, fatte di riflessi colori e forme. Certo, un mondo accessibile a pochi, e, a questi pochi resterà per sempre nel cuore. Le ricorderai sulla pelle, perché il freddo sembrava bruciarti la pelle, negli occhi perché niente è più bello dello stupore della prima volta, nei sapori perché questa terra odora di freddo e omul affumicato e nel cuore perché un viaggio non è solo uno spostamento fisico, è vero, abbiamo attraversato mezzo mondo per arrivare in questo deserto di ghiaccio, ma il viaggio è anche saper imparare a guardare il mondo con altri occhi, da altre prospettive, arricchirsi di esperienze ed emozioni, vivere e condividere con i compagni giusti, quelli di cui ti fidi e con il quale ti capisci senza parlare.. E per un subacqueo è fondamentale!

L’immersione in un posto così è un’esperienza straordinaria, bella e unica nel suo genere, non è proprio una passeggiata, visto che entri da un buco e dallo stesso ci devi anche uscire. Poi (è fondamentale) devi avere un bravo compagno, quello che sa farti sentire “a casa” anche sotto un metro di ghiaccio, con l’acqua a 0 gradi e 75 metri di sagola attaccata al gav. Uno che ti sa aspettare se ti senti affaticato e condivide con te la silenziosa gioia di una scoperta sottomarina (come trovare pesci e gamberi che vivono indisturbati dentro al lago Baikal nonostante la sua temperatura non superi i 10°C neanche in estate).

Sono felice di aver vissuto tutto questo, di non essermi lasciata condizionare dai SEI PAZZA AD ANDARE IN SIBERIA, VAI ALLE MALDIVE PIUTTOSTO! E’ vero che questo è un ambiente estremo, infatti non è stato un gioco, ma lo possiamo raccontare! Voglio davvero ringraziare chi ha avuto questa pazza idea di portare 11 persone in Siberia, chi il viaggio lo ha organizzato e chi si è caricato sulle sue spalle la responsabilità di portare tutti lì sotto, Alberto Calesella, che ci ha precedentemente preparati per affrontare l’esperienza come PADI Ice Diver. Una bellissima squadra, tante emozioni in pochi giorni, tanti ricordi indelebili.

Tramontato anche l’ultimo sole sul lago ghiacciato più grande e profondo del mondo, volge al termine così questa esperienza mozza fiato, ricca di bellezze inaspettate, di silenzi infiniti, di tante risate, di luce e candore. La bellezza è negli occhi di chi la vuole vedere, sì, ma qui è impossibile non restarne ammaliati.
Grazie ragazzi, a tutti, dal primo all’ultimo. Lago Baikal negli occhi e nel cuore.

E noi diciamo grazie Alessia, un racconto che non ha bisogno di commenti!