IL GOMMONE ROSA SUL LAGO DI LECCO

Di Claudio Tovani 

Il GR di Universal Diving School

Il GR di Universal Diving School

Non mi capita spesso di puntare la sveglia il sabato sera, la domenica è il giorno in cui lascio un po’ di spazio ai ritmi naturali, quello in cui che mi alzi alle sette o alle undici l’importante è che sia il mio corpo a deciderlo e non una suoneria.  Ma stamattina è una domenica speciale e accetto che il cellulare mi svegli alle sei e mezza per ricordarmi che c’è un buon motivo per uscire dalle coperte:  è il 10 febbraio e c’è il Gommone Rosa di UDS a Lecco.

Se me lo avessero detto lo scorso luglio non ci avrei creduto, eppure sette mesi dopo la nostra prima uscita sono qui che mi rado e mi vesto per il settimo evento, quello forse più improbabile, nel mese più freddo, proprio mentre il picco di influenza decima i colleghi e gli blocca gli amici a letto.

In queste condizioni, quelle in cui solo un folle organizzerebbe un’immersione di gruppo, ci sono trenta subacquei che si stanno dirigendo al lago di Lecco per indossare un fiocco rosa e scendere in acqua a condividere una passione e un’idea.

Alberto e Claudio, i ragazzi di Universal Diving School che hanno preso in mano l’organizzazione, hanno avuto il coraggio di raccogliere la sfida ed hanno messo in questo evento la stessa passione con cui un anno fa hanno aperto la loro scuola, e armati di convinzione e amore per il loro lavoro sono riusciti a raccogliere adesioni un po’ da tutte le parti: dai loro allievi, dai vecchi amici, dagli istruttori che si appoggiano alla loro struttura per formare nuovi subacquei, ma soprattutto dalla comunità del Rapa Nui, il bar di Moregallo che si affaccia sul lago e che da anni è il punto di ritrovo per decine e decine di subacquei.

Qui ogni domenica è un delirio di bibo, rebreathers, primi stadi antighiaccio e bombole di fase. Ma insieme a loro si immergono le semistagne, i gav ricreativi e qualche coraggioso in umida, dodici mesi all’anno e con qualunque tempo. Qui si conoscono tutti e tutti sono pronti consigliarti sull’attrezzatura, il percorso subacqueo da scegliere e l’aperitivo da prendere prima di tornare a casa.

Sarà che Beppe, il titolare, è un subacqueo anche lui, sarà che sua moglie Carla ha un sorriso inossidabile ma dietro al bancone è una macchina da guerra, sarà che i panini sono squisiti e il prosecco pure, sarà quel che volete voi ma qui la domenica mattina alle otto fai fatica a posteggiare benché ci stiano più auto nel parcheggio che persone dentro al bar. Se il Rapa Nui fosse a Portofino, sarebbe il locale  più frequentato della riviera.

Con questi presupposti era inevitabile che ci trovassimo subito d’accordo sulla scelta del posto, comodo per sia per immergersi e che per il discorso di fine evento, ma i ragazzi di UDS hanno sfruttato così bene la familiarità con l’ambiente da riuscire a coinvolgere diversi subacquei nell’opera di reclutamento, creando una rete di inviti e passaparola davvero efficace: Nello ha portato il Gommone Rosa su Povero Sub e informato i giornali, Rinaldo ha raccolto le iscrizioni per tutto il gruppo dei Minga Bun, e Tony di Subfriends ha messo l’evento sul suo sito e portato all’evento chiunque del suo gruppo avesse una stagna.

Partito forse un po’ in sordina rispetto ad altre volte, il Gommone Rosa di UDS ha progressivamente raccolto consensi aumentando il ritmo mano a mano che la data si avvicinava, al punto che nell’ultima settimana il numero di iscritti e sostenitori è letteralmente raddoppiato arrivando a 60 adesioni confermate. Non tutti saranno in acqua, le condizioni sono un po’ estreme e l’influenza ha fatto la sua parte, ma all’aperitivo saremo gran bel gruppo.

Faccio il viaggio sino a Lecco con Gaja, la figlia più piccola della mia compagna;  tredici anni, un sorriso perenne sormontato da due fanali azzurri e un amore per il mare che l’ha resa una sub tre anni fa. Mi tiene compagnia attraverso la Brianza  sino all’arrivo a Moregallo dove Claudio e Alberto stanno allestendo il gazebo davanti a una decina di persone già pronte a registrarsi per l’evento, qualcuna con la giacca o la sciarpa rosa, qualcuna in attesa di ritirare il fiocco che le accompagnerà sott’acqua, tutte più o meno impazienti di confermare che ci sono. E poiché la coda inizia presto ad allungarsi, con l’aiuto di Gaja e Tony mi metto a spuntare i sub e gli amici che man mano si presentano al nostro banchetto.

Però accidenti che freddo, quasi quasi benedico il mal di schiena che mi impedisce di immergermi. Sono le dieci di un mattino soleggiato ma c’è il gelo di una notte siberiana, e ciò nonostante davanti a me passano sub asciutti e bagnati, stagne con riflessi di ghiaccio, neoprene che sembra uscito dal freezer. E quando vedo Alberto e Claudio  che si avviano verso la spiaggia con quattro donne in semistagna i brividi raddoppiano, un po’ per l’empatia con queste ragazze, un po’ (soprattutto) per l’ammirazione che ho per loro. Penso che se non fosse stato per il Gommone Rosa forse avrebbero aspettato una stagione migliore per immergersi, e invece sono arrivate con i loro fidanzati, sorridenti, rispettate, a testimoniare la loro solidarietà a donne meno fortunate e a dir loro che non sono sole. In una mattinta così fredda avrebbero potuto fare scelte molto più comode, e invece eccole qui a sfidare il gelo.

Nel frattempo abbiamo finito le registrazioni e decido di concedermi una puntata in spiaggia. Dall’alto della scalinata osservo l’ acqua cristallina e la costellazione di boe sotto alle quali colonne bianche segnalano le tappe di sicurezza. Qualcuno è già mezzo fuori con le pinne in mano, come Annalisa nel suo vestitino rosa sopra la stagna o Nello che tiene sottobraccio un pallone con un enorme fiocco rosa grande quasi come il suo cuore.

E’ uno spettacolo bellissimo, trenta sub che a poco a poco riemergono mostrando i loro colori, così inusuali tra i sub eppure così naturali oggi, macchie di rosa che squarciano il blu,  brividi rosa che tornano a riva, fiocchi rosa, gocciolanti e impettiti, che salgono le scale col fiatone prima del meritato riposo.

Claudio di UDS esce tra gli ultimi, e mentre mi passa a fianco vedo quella luce che c’è nei suoi occhi ogni volta che si immerge, quella passione che non si può inventare e non si può nascondere, quella di chi è spinto a cercare l’acqua ogni volta che può e che ogni volta ne esce rinato.

Accidenti al mal di schiena, che invidia mi è venuta. Ma sono usciti tutti e non è tempo di rimpianti, tra poco ci sono l’aperitivo e i diplomi da consegnare ed è meglio che vada dentro a vedere che sia tutto pronto, anche perché oggi è una giornata particolarmente importante: per la prima volta destiniamo parte dei fondi che raccogliamo a un centro antiviolenza, il C.A.DO.M. di Monza, una ONLUS di sole donne che si occupano di dare supporto legale e psicologico alle donne che hanno deciso di dire basta alle angherie tra le mura di casa e che vogliono iniziare una nuova vita basata sul rispetto, anche a costo di essere sole.

La decisione di dividere i fondi tra Amnesty ed un centro antiviolenza mi era venuta dopo il Gommone Rosa di Clandestino Sub, dove moltissimi dei cento partecipanti mi avevano chiesto di poter contribuire oltre il singolo euro che chiediamo per l’iscrizione, di poter partecipare più concretamente, di fare qualcosa in più.

Ho iniziato a chiedermi se tutta questa disponibilità non potesse avere uno sbocco tangibile, sino a quando ho trovato un giornale di Monza che parlava del C.A.DO.M. Oltre quaranta volontarie, duecentocinquanta donne da aiutare ogni anno, diciotto anni passati a guardare volti tumefatti, impauriti, smarriti, e a infondere coraggio e dignità come linfa vitale facendo vedere un nuovo orizzonte. Un lavoro immane e nessun finanziamento dalle istituzioni: la nostra voglia di fare aveva trovato una meta.

Prima di dirigermi verso la sala dove Beppe e Carla hanno preparato i tavoli per il nostro appuntamento, vado ad avvisare Gaja e la trovo che sta fotografando le montagne, il lago, ancora le montagne.

Cerca di catturare la bellezza di questa giornata pensando che sia nei colori del paesaggio e nell’azzurro del cielo mentre invece è tutta nel suo sorriso. Non è mia figlia, ma se ne avessi una la vorrei come lei, con la stessa spensieratezza, la curiosità e l’inesauribile parlantina che ogni tanto mi fanno chiedere pietà, lo stesso amore per gli animali e il forte senso dell’amicizia. E mentre abbassa la reflex e mi sorride, penso che non può finire nelle statistiche di Amnesty, non deve, così come vorrei che non ci finisse nessun altra donna.

E’ anche per questo che sono qui oggi. Per spiegarle che non esiste chi picchia per amore, che il rispetto non prevede eccezioni, e che un uomo che dice di amarti e poi ti mette le mani addosso non ti ama affatto.

Racconto tutto ciò alla ragazzina di oggi e alla donna di domani, e lo faccio parlando alle cinquanta persone che sono qui al Rapa Nui tra fiocchi e tovaglie rosa, subacquei stanchi ma felici che come noi due riscoprono ogni volta la gioia e lo stupore di chi si immerge nel blu.

Da sette mesi guido questo Gommone Rosa, sette mesi di nuovi amici, di passione e condivisione, sette mesi di emozioni; ed ancora oggi c’è chi mi chiede il perché, come se fare una cosa giusta di per sè non fosse abbastanza e servisse una spiegazione più complessa.

Mentre guido verso casa, la mia spiegazione accende l’autoradio e mi parla della scuola, del suo gatto e del film che vorrebbe andare a vedere. E’ una spiegazione spensierata, solare come la sua mamma e limpida come l’acqua. E’ una spiegazione piena di speranze che sono le sue e le mie, ed che ha la forza per trasformarle in un bel futuro.

E’ confortante come le spiegazioni semplici, ed è bella come tutte le donne.

Gaja

Gaja

I versamenti del Gommone Rosa sono pubblicati su http://www.claudiotovani.com/Il-Gommone-Rosa.html e su https://www.facebook.com/IlGommoneRosa

3

Claudio Tovani premia Alberto e Claudio di UDS

Claudio Tovani premia Alberto e Claudio di UDS

5

2 thoughts on “IL GOMMONE ROSA SUL LAGO DI LECCO

  1. Felice di far parte della comunità subacquea che oltre ad amare e rispettare gli ambienti acquatici,risponde in maniera positiva ad un evento di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Grande Gommone rosa

  2. Ciao, io sono una delle ragazze che si sono immerse con la semistagna. Tanto freddo, ma tantissima emozione e soddisfazione per aver partecipato ad un evento così importante per donne meno fortunate di me.
    Grazie al Gommone rosa

Leave a Reply