INTERVISTA A PATRIZIA DAMIS.

In Attesa del Woman Dive Day del 16 Luglio 2016 Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Patrizia Damis titolare del Centro BARONE BLU a Perugia.

PatriziaPerché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI?

Il mio primo approccio con PADI è stato durante il corso Advanced, dopo il primo livello conseguito con un’altra didattica, il passaggio a PADI è avvenuto naturalmente dopo che ho avuto modo di conoscere il suo sistema didattico, semplice, completo e accattivante.

 

 

Che cosa significa PADI per te?

Professionalità! Materiale didattico sempre aggiornato e all’avanguardia e inoltre come Professionista PADI mi sento parte di un Team, tutelata e supportata dall’agenzia.

Che cosa significa per te essere un sub donna?

Quando mi immergo mi sento principalmente un subacqueo, non ho mai pensato ad una differenza tra un sub uomo e donna, chiunque ami il mare e si lasci trasportare dalle sue bellezze può ricavarne le stesse fantastiche sensazioni, sia esso uomo o donna.

Qual è il tuo sogno di immersione?

L’immersione che farò domani; ogni immersione mi regala emozioni indimenticabili.

Quale è il miglior momento in immersione?

Il momento migliore è il secondo successivo al passo del gigante, quando mi trovo immersa nel mio habitat naturale.

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

Visto il grande successo del nostro WDD dell’anno scorso, riproponiamo anche quest’anno la caccia al tesoro subacquea, ma cambiamo location e la faremo nella splendida Isola di Ventotene.

Lo scopo della manifestazione è quello di far conoscere nuove avventure, ad esempio la navigazione subacquea, utilissimo infatti sarà il saper usare la bussola per trovare gli indizi che porteranno al ritrovamento del tesoro.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Le opportunità sono varie per le donne, abbiamo esempi di grandi donne subacquee che detengono record. La sfida deve essere con noi stesse, per cercare di migliorarci e crescere sempre di più nel mondo subacqueo.

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Organizzando altre manifestazioni come il WDD, per incentivare le donne e promuovendo per esempio l’uso di attrezzature specifiche per le donne, già presenti nell’industria della subacquea.

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Il mio suggerimento è quello di essere tenaci, di essere sempre pronte ad imparare e vedere ogni nuovo brevetto non come un punto di arrivo, ma come un nuovo punto di partenza per una formazione superiore e riuscire a far di una passione una professione.

 

Patrizia Damis – www.baroneblu.it

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