PADI ed SDS-Università di Bologna

Abbiamo incontrato il Prof. Stefano Goffredo, responsabile del centro sub SCIENTIFIC DIVING SCHOOL dell’Università di Bologna, che recentemente ha scelto di cambiare didattica passando a PADI.

SDS Staff

Stefano, parlaci della vostra scuola sub SCIENTIFIC DIVING SCHOOL di Bologna. Quando è nata e di cosa si occupa principalmente?

L’idea SDS nasce nel 2005, durante un viaggio di lavoro negli Stati Uniti, in particolare all’Università di Miami. In quella occasione ho visto come si fa subacquea nelle Università Americane ed ho pensato fosse giunto il momento di provare ad importare quel modello in Italia. Ho pensato ad una scuola dentro l’Università che insegnasse agli studenti, prima di tutto, ad entrare nel mondo sommerso e ad amarlo, e poi, una volta imparate le tecniche base, applicarle per la risoluzione di problemi scientifici: in altre parole, applicare le abilità subacquee alla ricerca nel campo della biologia ed ecologia marina; facilitare agli studenti il percorso “prima subacqueo e poi ricercatore”, che è stato anche il mio. Tornato in Italia parlai dell’idea con Erik Caroselli, un allora giovane membro del mio gruppo di ricerca e Divemaster. Nel 2006, dall’unione delle forze tra un Istruttore/Ricercatore (il sottoscritto) ed Erik nacque SDS. La nascita di SDS coincise con l’attivazione nell’anno accademico 2006-2007 del corso universitario di subacquea scientifica (http://www.scienze.unibo.it/it/corsi/insegnamenti/insegnamento/2016/351122)  di cui presi la responsabilità per l’Università di Bologna, sempre aiutato da Erik. Da allora le vicende della scuola di sub e quelle del gruppo di ricerca universitario (Marine Science Group: www.marinesciencegroup.org)  saranno per sempre fortemente legate. Molti degli studenti che fanno ricerca o le tesi nel Marine Science Group sono prima sub SDS; SDS fornisce il supporto logistico alle attività didattiche e a quelle di ricerca. Alcuni esperimenti importanti fatti nell’ambito di progetti europei sono stati realizzati grazie al supporto di istruttori, allievi e di attrezzature e logistico in generale di SDS; ad esempio gli esperimenti del progetto Europeo CoralWarm (www.CoralWarm.eu) nel cratere sommerso di Panarea,  pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche internazionali, come Nature Climate Change o Nature Communications.

L’obiettivo principale di SDS è formare subacquei tra i 19 e i 24 anni, Universitari, per coinvolgerli in una ambiente sano e divertente, i cui valori imprescindibili sono: gioco di squadra, affiatamento, gruppo, trasparenza, interesse per la natura, la biologia ed ecologia marina, interesse per la ricerca. Inoltre, negli ultimi due o tre anni, SDS ha speso molte energie per avviare varie collaborazioni e convenzioni sul territorio Bolognese, in modo da far confluire nell’ambiente molto giovane/Universitario della scuola tante altre persone provenienti dal mondo professionale pubblico o privato, per creare una miscela multiculturale e multi età, a volte transgenerazionale, che, in quanto basata sui valori sopra, funziona molto bene.

 

Stefano, attualmente qual’è il tuo ruolo all’interno dell’UNIVERSITA’ DI BOLOGNA e della SCIENTIFIC DIVING SCHOOL?

Dopo essermi laureato nel 1995, avere passato periodi all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Israele, dopo avere fatto una carriera da precario della ricerca che è durata più di venti anni, a Giugno del 2016 sono entrato stabilmente nell’Università di Bologna come docente. Oltre al corso di Subacquea Scientifica, insegno vari corsi di Ecologia. All’interno di SDS sono l’istruttore “meno giovane”: oltre ad occuparmi direttamente dei corsi di livello professionale, cerco di consigliare e indirizzare lo staff più fresco, costituito da istruttori di altissimo livello: oltre Erik, gli altro sono Simone, Caterina, Francesca, Maria Giulia e i due nostri nuovissimi ed entusiasti Divemaster Carlo e Fabio (http://www.sdseducational.org/staff/). Lo staff, oltre ad essere tecnicamente molto preparato, gioca di squadra onestamente ed è molto affiatato e questo è molto sentito dai nostri allievi che lo indicano come uno degli aspetti positivi più importanti dei nostri corsi, e che fa certamente la differenza.

 

Stefano, quali sono i progetti che ti hanno dato maggior soddisfazione in tutti questi anni?

In questi anni, grazie all’attività subacquea ricreativa che ho sempre vissuto al 100%, sia come istruttore sia come ricercatore e poi come docente, ho potuto realizzare tutti i più importanti progetti (non ne ho altri, professionali o personali, che siano scollegati dal mondo della subacquea).  I più grandi passi sono stati: la Missione Hippocampus Mediterraneo, in cui per la prima volta è stata sperimentata la capacità della subacquea ricreativa di fornire dati sulla biodiversità marina (in quel progetto fu censito solo il cavalluccio marino come specie pilota); a questo progetto seguirono due altri progetti, Sub per l’Ambiente, sul monitoraggio della biodiversità Mediterranea e il progetto STE (www.STEproject.org), riguardante la biodiversità corallina del Mar Rosso. Questi progetti hanno dimostrato alla comunità scientifica internazionale quanto i subacquei ricreativi possono essere affidabili nella raccolta di dati. Inoltre, un altro aspetto importante che abbiamo evidenziato e recentemente pubblicato su una rivista scientifica internazionale (http://www.marinesciencegroup.org/wp-content/uploads/2015/08/2015_PLoSONE.pdf), grazie alla tesi di dottorato di Simone, è che i sub, partecipando a questi progetti, aumentano considerevolmente le loro conoscenze naturalistiche, indirizzando il loro comportamento verso un atteggiamento ancora più sostenibile per l’ambiente. Di grande soddisfazione è stato poi il progetto Europeo CoralWarm che ho citato prima, che ha previsto impegnativi lavori ed esperimenti subacquei, dove tutti noi e i nostri studenti sono stati messi a dura prova, ma con grande soddisfazione finale per il numero e l’altissima qualità di tesi e articoli scientifici scaturiti. In tutto questo la scuola SDS – con i suoi istruttori, le sue istruttrici, allieve e allievi – accompagna e sostiene queste attività come colonna portante.

 

Stefano, per quale motivo avete scelto di cambiare didattica e passare a PADI?

ll gruppo, e con gruppo intendo la scuola SDS e il Marine Science Group (MSG)  assieme, in questi anni ha raggiunto risultati rilevanti, sia nel campo della subacquea ricreativa sia in quello della ricerca scientifica, grazie alla forte sinergia tra le due attività (SDS = subacquea e MSG = ricerca), spesso tanto unite da sovrapporsi completamente e divenire un’unica cosa. Supervisionando ed esaminando questo sistema cosi interconnesso e complesso, è necessario ragionare in maniera globale. Nell’ultimo anno abbiamo finalizzato un accordo con SCUBAPRO che ci garantisce, oltre alla qualità tecnica delle attrezzature fornite agli studenti, anche visibilità a livello internazionale. Infatti alcune operazioni congiunte di marketing sui social network sono state già eseguite, proprio a partire dalla casa madre, negli Stati Uniti. La visibilità internazionale è per noi molto importante perché ci consente di entrare in contatto con nuove possibilità utili anche o soprattutto alla attività di ricerca. E’ chiaro che in quest’ottica, quando alla qualità del servizio didattico, parametro fondamentale e irrinunciabile, si aggiunge la necessità di potenziare o instaurare contatti internazionali che possano aprire a nuovi progetti e nuove attività, PADI diventa la scelta. PADI è globale, è la più grande organizzazione didattica subacquea a livello mondiale e l’esperienza di PADI nel settore è indiscutibile: queste caratteristiche misurabili e quindi oggettive rispondono alle esigenze di oggi del gruppo MSG-SDS che guarda al futuro, certo di crescere ancora.

SDS Stefano

Stefano, quali sono i vostri progetti a breve e lungo termine, se ce li puoi dire in anteprima?

Come SDS a settembre apriremo le attività nella nuova piscina olimpionica dello Stadio di Bologna. Un impianto all’avanguardia, inaugurato da poche settimane, dotato di una buca di 6 metri che consente l’esecuzione di tutti gli esercizi subacquei alla perfezione, per la massima preparazione degli allievi. Stiamo ancora sistemando i magazzini e il centro di ricarica bombole. In questo, il nostro partner negozio sub Sarti Sport Water Store ci sta dando una grosso aiuto. Contiamo di essere pronti per l’inizio di Settembre. Il prossimo anno vogliamo consolidare e superare la quota di brevetti raggiunta nella stagione 2015-2016, siamo convinti di potercela fare grazie anche al fatto di essere diventati Centro PADI.

Come MSG, tra gli altri progetti, stiamo iniziando, in collaborazione con il Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano, un monitoraggio delle specie invasive del Mediterraneo. Un grosso problema che il nostro mare sta oggi vivendo è appunto quello delle specie invasive, cioè specie introdotte nel nostro Mare dalle attività dell’uomo che, trovando condizioni ideali per replicarsi, si espandono dal punto di introduzione sino ad invadere ampie aree geografiche ed a sostituirsi alle nostre specie native. In queste dinamiche il riscaldamento del Mare Mediterraneo sta forse aiutando le invasioni biologiche. Vogliamo quindi coinvolgere tutti i subacquei, per primi quelli PADI, ad aiutarci nel monitoraggio di questi specifici avvistamenti. Ma non solo i sub: anche altre categorie saranno coinvolte come i pescatori ricreativi con la canna, i pescatori artigianali, sino alla pesca industriale. Questa sarà una grande sfida e dovremo trovare le sinergie per unire le diverse categorie di usufruitori del mare in un progetto di monitoraggio collaborativo e globale. Il progetto è già in parte finanziato ma siamo in trattativa con alcuni enti per incrementare di molto l’attuale budget.

 

Stefano, cosa diresti ad una persona che vuole avvicinarsi a voi per effettuare un corso PADI?

Vieni con noi, in un gruppo fortemente preparato sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista umano: Erik, Simo, Cate, Fra, Giulia, Carlo e Fabio ti aspettano per insegnarti la subacquea seguendo la didattica flessibile. Imparerai che non c’è un modo solo per raggiungere l’obiettivo; ti renderai conto che potrai eseguire l’esercizio a modo tuo, con il tuo stile, sotto la supervisione dell’istruttore e nella massima sicurezza. L’importante è raggiungere l’obiettivo prefissato. Questa flessibilità ti metterà a tuo agio perché potrai esprimere le tue capacità secondo il tuo stile. Questa è la didattica flessibile PADI, leader mondiale nell’insegnamento subacqueo. Questa è la professionalità e passione di SDS.

 

Noi di PADI EMEA siamo molto contenti di avere SDS con noi e di supportare le attività del centro per poterlo far crescere sempre di più nei prossimi anni. Ovviamente diamo un grandissimo benvenuto agli studenti dell’Università di Bologna che parteciperanno d’ora in poi ai corsi PADI tenuti dalla scuola SDS. Quindi… BENVENUTI A TUTTI NELLA FAMIGLIA PADI!