“L’ULTIMA DELL’ANNO” IN ROSA!

Foto di gruppo del 17° Gommone Rosa a Porto San Niccolo'

Foto di gruppo del 17° Gommone Rosa a Porto San Niccolo’

Il tintinnio di piatti e bicchieri, unito al vociare nella sala, è in netto contrasto con quel silenzio che ogni subacqueo dice di cercare in immersione. Eppure, con involontaria ironia, sono proprio subacquei quelli che in questo momento stanno riempiendo la stanza di suoni e vibrazioni di ogni genere facendo un discreto trambusto.

No, non mi sto lamentando, anzi. E non ho neppure i timpani troppo sensibili. Solo che i subacquei in questione sono oltre cento, e siamo tutti riuniti in una sala dove non c’è più nemmeno un tavolo libero.

Siamo al Gommone Rosa di Riva del Garda, dove ScubaLitrox Trento e Top Dive Meran/o hanno battuto ogni record di presenze e di generosità riunendo centoventisette anime e raccogliendo 627 Euro per il Centro Antiviolenza Trento ed Amnesty International.

In questo stesso posto, un anno prima, avevo pensato che non avrei mai più rivisto così tanti subacquei tutti insieme ( http://goo.gl/36Olnh ), eppure Marcello Periotto e Matteo De Lorenzi sono riusciti a stupirmi e a organizzare quello che forse è il Gommone Rosa più  fortunato tra tutti quelli realizzati sino ad ora: in barba alla superstizione, il diciassettesimo.

Marcello è uno degli istruttori di ScubaLitrox e un veterano del Gommone Rosa. Ha partecipato a quello di Ustica, organizzato quello di Assenza di Brenzone ed era in acqua qui a Riva del Garda un anno fa. Matteo è mancato solo all’appuntamento siciliano,  ma insieme ai ragazzi di Top Dive ha portato una ventata di colore ed entusiasmo a tutti gli altri eventi a cui era presente anche Marcello. Le due scuole ScubaLitrox e Top Dive si considerano “cugine” e, grazie ad una discreta somiglianza che in alcuni momenti diventa più evidente, la stessa cosa si potrebbe pensare di Cello e Teo.

Matteo De Lorenzi e Marcello Periotto organizzatori del 17° GR

Matteo De Lorenzi e Marcello Periotto organizzatori del 17° GR

Oggi è il 24 Novembre, e domani è la Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza Contro le Donne. Marcello, uno che vede lontano, ha intuito il valore simbolico di un Gommone Rosa a ridosso della ricorrenza ed ha “prenotato” la data per ScubaLitrox e Top Dive sin da fine marzo. Naturalmente, a degli amici che mi hanno sostenuto con passione sin dall’inizio di questo viaggio, ben volentieri ho detto di sì; ed eccoci qui a distanza di otto mesi a vedere concretizzate le loro idee con l’organizzazione che hanno messo in piedi coinvolgendo 10 scuole subacquee, un’Assessora della Provincia di Trento, l’ente portuale di Riva del Garda, gli Alpini di Lizzanella e un hotel che in questa stagione sarebbe stato chiuso e che ha riaperto apposta i battenti per darci un posto dove andare a pranzo (e qui un ringraziamento speciale va a “Gnollo”, alias Alessandro Spagnolli, senza il quale non avremmo avuto nè cibo, nè alpini..!) 

Siamo alla fine della giornata e, nonostante l’attenzione di Teo e Cello sia ancora alta , si può intuire la loro soddisfazione. Le acque di Porto San Nicolò oggi hanno visto immergersi 127 subacquei agghindati nei rosa più improbabili, abbiamo avuto giornalisti e rappresentanti delle istituzioni a riconoscere il nostro impegno a favore dei Centri Antiviolenza, le donazioni sono state consistenti e la partecipazione molto sentita. Il tutto è scivolato via con una semplicità che potrebbe trarre in inganno, e che in realtà è frutto di una pianificazione che non ha lasciato nulla al caso. E adesso che le immersioni sono finite, le portate sono al dolce e sono tutti piacevolmente stanchi e indaffarati nelle loro conversazioni, i sorrisi intorno a noi ci confermano che la giornata si è svolta secondo le migliori aspettative.

Questo è il momento in cui arriva la giustificazione a tutto il tempo investito nella preparazione dell’evento:  le telefonate, le email, i fogli excel corretti e ricorretti, gli inviti e le locandine, il tutto in aggiunta e incastrato tra la giornata lavorativa, le serate in piscina e il tempo dedicato alle persone che amiamo. Perché nonostante i mille impegni, bisogna trovare il tempo per fare ANCHE questa cosa se davvero vogliamo che l’iniziativa abbia un senso e che il lavoro di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne raggiunga sempre più persone.

Il Gommone Rosa ha sempre cercato di organizzare immersioni di gruppo sicure, divertenti, piacevoli prima durante e dopo, ma il nostro obiettivo dichiarato è quello di parlare della violenza sulle donne. E’ questo il vero sforzo che dobbiamo fare, diffondere notizie, far conoscere i dati, raccontare delle case rifugio per donne maltrattate che hanno 500 posti letto in tutta Italia e invece dovrebbero essere 5700, far sapere delle quasi diecimila denunce di stalking del 2012 dove in otto casi su dieci le vittime erano donne, mettere sotto i riflettori il fatto che in tema di pari opportunità l’Italia è più indietro di paesi come Kazakhstan, Mozambico e Tanzania.

Il nostro lavoro è far capire che c’è una reale emergenza di cambiare la cultura nei confronti delle donne, perché se non lo facciamo noi oggi, saranno le nostre figlie a pagarne conseguenze ancora peggiori domani. E’ un obiettivo difficle e probabilmente a lungo termine, forse tanto lungo che qualcuno potrebbe chiedersi se ha senso. Ma io ci credo e penso che ne valga la pena, e tra organizzatori e partecipanti sembra siamo in tanti a pensarla così, altrimenti le nostre raccolte fondi andrebbero a vuoto e avremmo tanti iscritti quanto il Circolo Ultacentenari di Gorgonzola.

E invece guarda quanta gente in questa sala, ce n’è più che a un matrimonio!

Qualche mese fa, facendo riferimento al ballo collettivo One Billion Rising contro la violenza sulle donne, scrivevo a un’amica: «Partecipare, metterci la faccia, affermare le proprie convinzioni con le parole e i gesti è una scelta che ripaga sempre, anche solo la propria autostima. Forse ballare una volta in piazza può essere considerata una “buffonata”, così come partecipare ad un’immersione con la maglietta rosa. Ma quando dietro alla “buffonata” c’è un ideale o un sentimento collettivo, e questo pensiero viene ripetuto ogni giorno, a voce alta, con coerenza e convinzione, allora quel pensiero ha la possibilità di diventare cultura, esempio, stimolo per gli altri. Onestamente, non penso che riusciremo ad ottenere risultati immediati con balli e immersioni, ma voglio credere che le nostre azioni aiutino a formare un modo di pensare diverso per le nuove generazioni, e voglio continuare a provarci. »

E allora, con coerenza e convinzione, ci provo anche oggi. Parlando dei nuovi progetti del Gommone Rosa, delle scuole PADI che hanno aderito, del Caffé Rosa e di quanto possiamo fare noi e i nostri amici per far crescere questa cultura.

Ma soprattutto dicendo la cosa più importante alle persone che hanno reso possibile la giornata; le stesse persone a cui affido Sarah, Gaja, Tatiana, tutte le mie amiche e le donne che rendono bella la mia vita; sono le persone che possono vegliare sulla loro serenità dove e quando io non ci sono, quelle che pensano che la violenza domestica non è un fatto privato e che ognuno di noi ha il dovere di fermarla.

Accendo il microfono e mi rivolgo agli amici subacquei: “Grazie a tutti per essere venuti al Gommone Rosa di oggi…”

Grazie davvero. Di cuore.

Claudio Tovani

I versamenti del Gommone Rosa sono pubblicati su http://www.claudiotovani.com/Il-Gommone-Rosa.html e su http://www.facebook.com/IlGommoneRosa

Clandestino Sub e alcune delle sue ragazze

Clandestino Sub e alcune delle sue ragazze
Claudio Tovani Mr GR, Marcello Periotto Scubalitrox Trento, Matteo De Lorenzi Top Dive Meran/o e Anna Maria Mencatelli RM PADI

Claudio Tovani Mr GR, Marcello Periotto Scubalitrox Trento, Matteo De Lorenzi Top Dive Meran/o e Anna Maria Mencatelli RM PADI

Il Gommone Rosa e le Leonesse del Garda

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2 Novembre 2012, ore 14.20.

Ho appena lasciato i Giardini di Augusto e il panorama mozzafiato che si trova in cima a via Krupp. Da un lato la stretta stradina scavata nella roccia e così a strapiombo da dare le vertigini solo a guardarla, dall’altra i faraglioni che si impennano dalle acque blu e trasmettono un senso di fascinazione e rispetto.

E’ la mia prima volta a Capri e sto tornando lungo le stradine del centro che portano alla Piazzetta, il giubbino in spalla e le maniche rivoltate, quando un numero sconosciuto fa vibrare il cellulare e mi porta la voce di un uomo che abita molto lontano da qui.

“Claudio? Ciao sono Astore. Non mi conosci, mi ha dato il tuo numero Anna Maria.”

Senza che la voce aggiunga altro, so perché ha chiamato. Anna Maria è la Regional Manager PADI che da un paio di mesi sta supportando il mio progetto del Gommone Rosa, e che ha trasmesso ai suoi centri  l’idea di una subacquea solidale che sostenga Amnesty International contro la violenza sulle donne.

Parlando con Astore scopro che ha un centro PADI vicino a Brescia, che l’idea del Gommone Rosa gli piace molto e vorrebbe organizzare un evento sul lago di Garda. Purtroppo io ho già in programma eventi a Novembre e Dicembre, e lui (nonostante un gruppo molto numeroso) non può contare su tante donne con la stagna. Fare un Gommone Rosa insieme prima di primavera sarà molto difficile, e rimaniamo d’accordo di riparlarne più avanti.

Rimetto il telefono in tasca pensando che Astore sembra convinto, ma probabilmente tra qualche mese si sarà dimenticato del Gommone Rosa. Chissà se ci sentiremo ancora…

14 Aprile 2013, poco dopo l’alba.

Ripenso alla prima telefonata con Astore, e provo a fare il conto del tempo trascorso. Mentre l’autostrada Milano-Brescia scorre pigramente lungo i finestrini, mi rendo conto che sono passati cinque mesi e mezzo, e che nel frattempo sono accadute molte cose.

Anna Maria è diventata un’amica importante, il Gommone Rosa ha completato sette tappe, è finito sui giornali del Trentino, del mantovano e del lecchese, è apparso in due servizi giornalistici televisivi, ha un appuntamento più o meno fisso sulla rivista “il Subacqueo” ed ha pubblicato un calendario di eventi che arriva sino a Novembre 2013.

Inoltre, ed è questo il motivo per cui sto guidando sulla A4 con l’aurora negli occhi, Astore Santoro ha dimostrato di essere un uomo di parola.

Lui bresciano ed imprenditore del coiffauge, io impiegato calvo milanese, se non fosse stato per la subacquea non ci saremmo mai incontrati. Ma la passione comune per questa attività e l’amicizia con Anna Maria ci hanno fatto organizzare il primo Gommone Rosa sulle sponde occidentali del Garda, e a benedire la collaborazione è arrivato il primo sole primaverile di un inverno davvero troppo lungo.

La scuola di Astore si chiama Sommozzatori Bresciani Leonessa ed ha formato molti dei subacquei che si immergono su questa sponda del lago. Nonostante il numero di donne con la stagna non sia aumentato, Astore è riuscito a mettere insieme undici subacquee e trentaquattro giovanotti, e quando arrivo a Maderno il posteggio in fondo al lungolago Zanardelli è già mezzo pieno. L’altrà metà viene occupata dal resto del gruppo mentre Astore ed io rivediamo i dettagli della giornata, ed entro le nove al posteggio ci sono più o meno tutti i gradi della PADI: Open, Advance, Dive Master… C’è anche il Presidente, Luciano Cresseri, che con trent’anni di immersioni meriterebbe un brevetto tutto suo e un po’ di relax, e invece è già sceso in acqua a piazzare le boe per i ragazzi della sua scuola.

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Il primo gruppo scende in acqua

Ad unirsi ai ragazzi di SBL sono arrivati i sub di Dive Evolution e tre amici della Subfriends che sono partiti da Milano per raggiungerci. Quando alle 10 entriamo in acqua tutti insieme, lo schieramento di GAV è talmente lungo che a malapena stiamo nella fotografia che ci scatta l’inviato del Giornale di Brescia .

L’immersione è, come sempre al lago, più bella per la compagnia che per quello che c’è da vedere sott’acqua, ma i momenti della preparazione e del disassemblaggio dell’attrezzatura parlano di un gruppo coeso, di amici di immersioni e non solo, e l’allegria che trasmettono queste persone già da sola giustificherebbe il viaggio di due ore per arrivare qui.

E’ un’allegria che contrasta fortemente con il tema del Gommone Rosa, questa violenza sulle donne che non ha giustificazioni e che solo due giorni fa ha mietuto la sua diciassettesima vittima.

E’ la violenza che ben conoscono alla Casa Delle Donne di Brescia, il centro che abbiamo adottato per questo evento e che nel 2012 ha accolto 355 donne maltrattate, in larga parte mogli e compagne di uomini che interpretano il termine “amore” all’opposto del suo significato.

Due delle volontarie del centro sono venute al Gommone Rosa di oggi ed ho la possibilità di parlare con loro del lavoro che svolgono e delle difficoltà che incontrano quotidianamente. Mi confermano che il numero di donne che si rivolge ai centri antiviolenza è costantemente in aumento, ma che i finanziamenti da parte delle istituzioni diminuiscono. Le statistiche dicono che non appena viene aperto un centro antiviolenza la domanda satura subito la capacità di risposta, ovvero più centri si aprono e più donne maltrattate vengono allo scoperto. I costi però sono alti, specie per quelli che gestiscono le case rifugio, e gli scarsi finanziamenti che vengono erogati dalle istituzioni non bastano per coprire le spese nonostante le operatrici siano tutte volontarie. In parole povere, è più facile vedere un centro che chiude piuttosto che un nuovo centro che apre.

Ed è pensando a questi centri, alle donne che ci lavorano e a quelle che ci vanno per cercare aiuto, che parlo ai ragazzi di SBL e alle loro amiche, le Leonesse, che all’aperitivo sono venute in tante. Ci sono quelle a cui manca solo la stagna a quelle che non hanno mai messo piede in acqua ma sono Leonesse dentro, amiche, madri o fidanzate di chi ha scelto questo bel gruppo per vivere una passione che ha bisogno di acqua per renderti felice.

Sono quelle che ascoltano con maggior consapevolezza quando dico che far finta che tutta questa violenza sulle donne sia normale è un errore che non possiamo permetterci, che le nostre amiche devono poter contare su uomini attenti, presenti, uomini che non si limitino ad accettare ma che si diano da fare per diffondere una diversa cultura di impegno e disponibilità a favore delle donne maltrattate, uomini che imparino a non ignorare quello che succede nell’appartamento a fianco.

Queste Leonesse sono quelle che hanno ascoltato i racconti delle amiche, visto i lividi, asciugato le lacrime che a noi uomini vengono nascosti per vergogna o per sensi di colpa che non hanno motivo di esistere, quei lividi e quelle lacrime che ho visto con i miei occhi e che so quanto a lungo ti rimangono dentro.

Finisco il discorso davanti alle acque del Garda e con Astore distribuiamo gli attestati di partecipazione. Oltre ai 45€ per Amnesty abbiamo raccolto quasi 200€ per la Casa delle Donne di Brescia, poco rispetto alle spese che devono sostenere, ma molto se rapportato a quanti eravamo e al fatto che il versamento era volontario.

Claudio Tovani e Astore Santoro

Claudio Tovani e Astore Santoro

Per le volontarie del Centro è comunque un piccolo aiuto, per noi subacquei è stato un buono scambio: io porto a casa la simpatia di Alessandro, l’allegria di Paolo, la serenità di Luciano e l’energia di Astore; loro terranno sul Garda il ricordo di una giornata di solidarietà a cui sapranno dare un seguito.

I versamenti del Gommone Rosa sono pubblicati su http://www.claudiotovani.com/Il-Gommone-Rosa.html e su https://www.facebook.com/IlGommoneRosa

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La foto finale di gruppo

IL GOMMONE ROSA 6 A RIVA DEL GARDA

Il Gommone Rosa a Riva del Garda: storia di un ClanDestino finito in TiVù

Mi chiamo Claudio Tovani, e sono un istruttore PADI.

Sei mesi fa ho coinvolto alcune amiche in un’immersione per sostenere Amnesty International contro la violenza sulle donne. Eravamo in sette, e ci hanno chiamato il Gommone Rosa. Una bella giornata, che pensavo sarebbe finita lì.

Ma da allora ci sono stati altri cinque Gommoni Rosa, uno al mese. A Portofino, a Ustica, tre sul lago di Garda. Ogni volta si aggiungeva qualcuno, ogni volta conoscevo nuovi amici, sinché sono arrivato ad avere con me decine e decine di sub.

Quello che segue è il racconto dell’ultimo Gommone Rosa, un evento che va oltre le immersioni. E’ una storia di amicizia e solidarietà. E’ il Gommone Rosa di ClanDestino Sub.

Partendo da Milano ci si impiega un po’ ad arrivare a Riva del Garda, ti fai cento chilometri di autostrada e poi una statale bresciana che sembra non finire mai. Quando poi sei arrivato a destinazione, hai ancora qualche difficoltà ad arrivare a Porto San Nicolò, un po’ perché non è segnalato dai cartelli stradali, un po’ perché il navigatore insiste per mandarti a San Nicola di Bari. Fortunatamente sono in auto con due donne che con la solita concretezza abbassano il finestrino, sfoderano un bel sorriso e ottengono l’indicazione a tempo di record: torna indietro, vai a destra, supera due ponti e prima della galleria c’è il posteggio.

Quando arriviamo, Francesca Accorsi e Davide Franceschetti di ClanDestino Sub sono già sul posto (arrivano da Mantova e sono a Riva dalle sette del mattino), e capisco che affidare a loro l’organizzazione di questo Gommone Rosa è stata una scelta azzeccata. Hanno ottenuto dal gruppo subacqueo locale un grande gazebo dove hanno già appeso il loro striscione e quello di PADI,  e protetti delle sciarpe e da due enormi paraorecchie rosa stanno facendo la spunta dei partecipanti e raccogliendo le ordinazioni per il pranzo che si terrà molte ore dopo.

Quando mi avevano detto “Claudio, siamo in cento. La pizzeria dice che non ci stiamo tutti”, pensavo scherzassero. E invece sono davvero riusciti a mettere insieme quasi una decina di gruppi subacquei, alcuni del trentino ma altri da molto più lontano. Cinzia e Giuseppe arrivano da Bassano del Grappa, Paola e Gabriele da Viareggio. Io ho portato Silvia e Loredana, al loro quarto Gommone Rosa, da Milano. E c’è Blue Dolphins che ha appena chiuso il diving a Lampedusa, è passato da casa a prendere la giacca a vento ed è venuto direttamente a Riva.

Mentre passo a Francesca i settantotto attestati da firmare, vedo la terza ClanDestina Monica Tarnold già attrezzata con stagna e bombola che conduce in acqua il primo gruppo di  sub. Dietro di leì una sfilata di pinne, sciarpe, fiocchi e guanti rosa, accessori recuperati dall’armadio e che nulla hanno a che fare con la subacquea ma che costellano la spiaggia di riflessi rossicci che scintillano sotto il sole. Il verde del prato, l’azzurro del cielo terso, il blu del lago e il rosa dei subacquei che entrano ordinatamente in acqua riempiono di colori una giornata che altrimenti sarebbe stata solo fredda e pungente. A rincarare la pigmentazione arrivano i ragazzi di Scubalitrox e Top Dive, omoni con la barba incolta, maschere nere, pinne nere, bibo e bombole di stage un po’ ovunque, e sopra alle mute delle sfavillanti t-shirt fucsia con scritto il loro nome. Si mettono in posa, si fanno fotografare, sono amici di tutti e sembrano non notare due spettatori estemporanei in divisa mimetica che li guardano perplessi.

Va avanti così tutta la mattinata, con i sub che vanno e vengono sulla passerella seguendo i cartelli che abbiamo appeso sopra e sotto la superficie del lago, è rosa pure la segnaletica, rosa come le maschere, i gav, le orecchie di neoprene e i cappelli scoloriti da babbo natale. Quelli che entrano sorridono, quelli che escono pure. Sono infreddoliti, rabbrividiscono, ma arrivano al pentolone di vin brulé che ha preparato Davide, e sorridono di più. Dopo il primo bicchiere,  il sorriso diventa indelebile.

Intanto Francesca, Davide ed io ci rincorriamo per aggiornarci sulle ultime novità. Abbiamo appena parlato con una giornalista televisiva di RTTR, un’emittente locale, che ci ha intervistato davanti alla telecamera, la prima volta per tutti e tre. Francesca è bellissima, Davide davanti all’obbiettivo sembra un attore di Hollywood, io mi sento il solito pirla. La giornalista non fa in tempo ad andarsene che arriva un altra notizia, sta arrivando Rai 3, no è già qui, è il tipo con la barba e la videocamera in mano.

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Ma con chi deve parlare? Il Giornale Radio mi fa un’intervista telefonica e ringrazio la maestra delle elementari che ha insistito sul congiuntivo, che almeno con le parole me la cavo bene e non c’è una telecamera a immortalare il riflesso del mio cranio.

Alla fine ci immergiamo anche noi, Francesca e Davide di ClanDestino, io e Silvia, mentre Loredana è ancora in giro con la mia macchina fotografica a scattare i ritratti più rosa dell’anno. La bomba, il rubinetto, Il Cristo, tutto il persorso è cimato, ben tenuto e immerso in in un acqua insolitamente limpida, e mi godo i miei trenta minuti di azoto e relax, perché so che in pizzeria sarò nervoso e lo stomaco si chiuderà.

E’ lì che si conclude la giornata, quando spiego perché ci siamo trovati. E’ il momento in cui devo parlare davanti a decine di persone e dire che la violenza domestica in Italia uccide più di cento donne ogni anno, che è un problema di cultura e la cultura siamo noi, è quello che pensiamo, quello che facciamo, è la nostra scelta di alzarci dal divano e vedere perché la vicina di casa piange piuttosto che starcene seduti davanti alla tv e far finta di non sentire, mentre da qualche parte un altro vicino di casa fa finta di non sentire il pianto di nostra sorella o di una nostra amica.

Quello è il momento in cui devo combattere la timidezza e la rabbia ed essere chiaro, coerente, per convincere chi mi ascolta che la violenza sulle donne non è solo un problema degli altri, e che ognuno di noi può fare qualcosa. Mentre parlo, incespico e riprendo, ho dei momento di lucidità in cui vedo Francesca e Davide che mi guardano e annuiscono. Scoprirò solo dopo qualche giorno che hanno, come me, dei motivi personali per essere così coinvolti in questa battaglia.

Finisco il discorso e l’applauso rompe il silenzio in cui mi sentivo avvolto, liberandomi dalla paura e dando il via alla consegna degli attestati. Prima i gruppi, poi gli individui uno ad uno. Li rivedrò qualche ora dopo, nelle foto su facebook con il loro diploma di partecipazione guadagnato in barba al freddo.

Un caffé, un saluto agli amici e ai volti che ormai mi sono familiari, e sono in auto sulla strada del ritorno.

Faccio qualche ora in coda, ma con un sorriso indelebile sul volto. E non è per il vin brulé.

Mi chiamo Claudio Tovani, sono un istruttore PADI ed ho la fortuna di avere per amica una donna che si chiama Anna Maria, una donna che mi ha fatto conoscere altre donne e uomini che si chiamano Elena, Marcello, Alessandro, Fabio, Francesca, Davide  e Monica , uomini e donne che insieme a decine di altri ancora sono al mio fianco a dire che la violenza sulle donne è una vergogna della quale dobbiamo liberarci.

Siamo i subacquei del Gommone Rosa, siamo più di cento e non siamo ancora abbastanza. Stiamo aspettando voi.

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Il Gommone Rosa e il ritorno di Scubalitrox

I partecipanti del Gommone Rosa al termine dell’immersione

Se chiedete l’opinione di chi lo frequenta spesso, scoprirete che i motivi per immergersi al lago sono i più disparati. C’è chi apprezza il fascino un po’ tenebroso delle acque gelide, chi decanta il valore didattico e formativo delle sue condizioni estreme, chi ne è rimasto incantato dopo esservi entrato da una spiaggia ammantata di neve.

Quasi tutti però converranno su un punto: la compagnia è sempre ottima sia prima che dopo l’immersione. Del resto quelle che trovano soddisfazione da tuffi in acque fredde, un po’ buie e con forme di vita spesso essenziali, sono ovviamente persone dotate di grande ottimismo e sempre inclini a vedere il bicchiere mezzo pieno.
Questo è sicuramente l’ambiente che il 18 novembre ad Assenza di Brenzone ha accolto il quinto Gommone Rosa, l’evento subacqueo che si propone di sostenere Amnesty International e di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno della violenza domestica.
Seguendo una formula ormai collaudata, anche questa volta il Gommone Rosa ha affidato l’organizzazione della giornata ad un referente PADI per curarne gli aspetti logistici, facendo cadere la scelta sull’istruttore Marcello Periotto e sul suo gruppo Scubalitrox Trento che già aveva partecipato al Gommone Rosa di Ustica. Forte della sua passata esperienza, e grazie all’entusiasmo con cui i suoi membri avevano aderito all’iniziativa, Scubalitrox ha deciso di trasformare l’evento di novembre in un’occasione per condividere i temi contro la violenza sulle donne e divulgare il messaggio nel modo più ampio possibile e, dopo aver coinvolto i cugini del Top Dive Meran/o nell’organizzazione, ha iniziato a raccogliere le adesioni dei subacquei che abitualmente frequentano le sponde orientali del Garda.


La macchina organizzativa si è messa in moto con molto anticipo rispetto alla data prefisata e, con una capacità di coinvolgimento che ha sorpreso gli stessi promotori, ha iniziato a raccogliere adesioni un po’ da tutti i gruppi gardensi indipendentemente da didattica e città di provenienza. Il numero è cresciuto così rapidamente da dover coinvolgere due diving, il Subassenza Di Gravità di Assenza e il Leonesa Diving di Campione, e suddividere le immersioni tra uscita in barca ed ingresso dalla riva.
Alla fine, superando le più rosee aspettative, Scubalitrox e Top Dive hanno portato in acqua un numero di subacquei davvero incredibile considerando il periodo preinvernale e la location lacustre: ben cinquanta persone alle quali si sono aggiunti diversi accompagnatori che hanno partecipato al pranzo di fine immersione
organizzato appositamente per l’evento.
Claudio Tovani, l’istruttore PADI che ha ideato il Gommone Rosa e che dalla scorsa estate lo porta in tour per l’Italia, ha commentato il successo con entusiasmo.
“Oggi abbiamo portato al lago 14 donne e 36 uomini, numeri che nessuno si sarebbe mai sognato quando abbiamo iniziato. La capacità di Scubalitrox e Top Dive di trasmettere il nostro messaggio è stata straordinaria. Devo anche ringraziare il giornalista Giuliano Lott che era in acqua con noi, e che il giorno seguente sul quotidiano Trentino è uscito con un bellissimo articolo sul Gommone Rosa”.
Al termine del pranzo Claudio ha fatto un breve discorso sul lavoro fatto da Amnesty International con la campagna “Mai più violenza sulle donne”, ricordando che la violenza domestica è una piaga che va affrontata cambiando soprattutto la cultura maschile.
All’evento era presente Anna Maria Mencatelli, Regional Manager di PADI e madrina ufficiale del Gommone Rosa, che insieme a Francesca Accorsi di ClanDestino Sub ha distribuito gli attestati di partecipazione ai presenti.


Il 9 decembre sarà proprio ClanDestino Sub ad ospitare il Gommone Rosa a Riva del Garda. Vista la crescente partecipazione degli ultimi eventi sul Garda, la curiosità e l’attenzione intorno alla prossima manifestazione sono già alte.
I versamenti del Gommone Rosa ad Amnesty International sono pubblicati su
http://www.claudiotovani.com/Il-Gommone-Rosa.html e sulla pagina di Facebook
http://www.facebook.com/IlGommoneRosa.