Intervista a Marco Cosini dal progetto SCUOLA D’AMARE a Istruttore PADI.

Intervista a Marco Cosini il 1° Istruttore PADI diventato OWD grazie al progetto SCUOLA D’MARE

Di Fabio Figurella – Regional Manager PADI EMEA.

15171088_1187128628020711_4920073268731332462_nCiao Marco, durante lo scorso Esame Istruttori fatto a Santa Margherita Ligure abbiamo scoperto che tu sei arrivato a diventare Istruttore PADI grazie al progetto SCUOLA D’AMARE e questa è una notizia meravigliosa! Ci vuoi raccontare la tua esperienza di questo progetto:

Ciao Fabio, sono contento di aver la possibilità di raccontare la mia esperienza, nella speranza che la mia esperienza sia di esempio a ragazzi che come me si ritrovano ad avere la possibilità di partecipare a questo progetto. Io ho iniziato con il progetto SCUOLA D’AMARE nel 2011 all’età di 14 anni e dopo la lezione Project Aware ho deciso subito di fare il corso open water diver, avendo la possibilità, tra l’altro di poterlo acquistare a prezzo agevolato, da lì ho capito subito che la mia passione andava portata avanti, e ho proseguito con l’ Educazione Continua PADI, finché l’anno scorso, esattamente nel giorno del mio 19esimo compleanno mi sono iscritto al corso PADI DiveMaster perché avevo finalmente l’età e la consapevolezza per diventare un Padi Pro.

In quale città e in quale scuola hai partecipato al progetto SCUOLA D’AMARE?:

La spezia, alle scuole medie U. mazzini, però ho avuto la possibilità di seguire il progetto una seconda volta alle superiori all’ istituto Nautico G. Capellini-N.Sauro.

Chi era il tuo istruttore allora?:

Raffaele Ioime.

Infine vorrei chiederti cosa ti ha portato a decidere di diventare un Istruttore PADI?:

Beh senz’altro la passione e la voglia di trasmettere quello che mi è stato trasmesso durante i vari corsi dal mio istruttore. Non vedo l’ora adesso diventato Istruttore PADI di poter insegnare la lezione Project Aware del progetto SCUOLA D’AMARE!

Chiediamo a Raffaele Ioime, che è stato il tuo istruttore allora e che continua a lavorare con grande successo al progetto SCUOLA D’AMARE di raccontarci l’esperienza del tuo corso:

Marco finalmente ha realizzato il suo sogno di diventare Istruttore PADI e tutto è cominciato nel 2011 dal Progetto Scuola D’Amare, durante il corso ho notato subito la sua volontà e passione che aveva per il mondo Sommerso mi ricordo ancora le mille Domande che mi faceva e ogni volta che si andava in acqua era il primo ad entrare ma L’ultimo ad uscire, quante volte passate a fare e rifare gli esercizi perché voleva essere perfetto …. È stato un percorso duro ma pieno di soddisfazioni, oggi quando mi ha chiamato e mi ha detto “ce l’ho fatta sono un Istruttore PADI” e ho sentito la sua felicità mi ha emozionato e reso orgoglioso, spero

Che sia il primo di Tanti altri ragazzi del Progetto Scuola D’Amare …… Mitico Marco!

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PADI & DAN UNDERWATER PARTY 2016

Di Fabio Figurella Regional Manager PADI EMEA.

padi_dan_italy2016_v1E’ passato oltre un mese ma ancora sentiamo i commenti positivi e l’energia dell’evento subacqueo del 2016 il 1° PADI & DAN UNERWATER PARTY organizzato lo scorso 8 e 9 Ottobre nel meraviglioso contesto di Pozzuoli presso il CENTRO SUB CAMPI FLEGREI.

PADI e DAN EUROPE hanno voluto dare un impronta di festa ad un evento che ha coinvolto diversi partner; PADI celebrava il 50° Anniversario, e DAN la chiusura del “DAN Trip Road”, un lungo percorso di eventi e incontri che DAN Europe ha voluto intraprendere incontrando Diving e subacquei in tutta Europa.

E’ stata anche l’occasione per celebrare la chiusura di 2 importanti Tour che PADI e DAN hanno sponsorizzato in Italia durante il 2016: Il TOUR TRIBORD 2016 con partner TRIBORD e DECATHLON e il FREEDIVER TOUR 2016 con partner BEUCHAT e SUUNTO che ha portato in giro il nuovo programma PADI FREEDIVER grazie anche all’impegno di Massimiliano Musella PADI FREEDIVER Trainer.

Ed infine è stato il trampolino di lancio di una importante partnership tra PADI e SAMSUNG per la promozione dei prodotti e supporti digitali nel mercato Italiano.

Durante l’evento abbiamo avuto la preziosa presenza del fotografo Marcello Di Francesco che ha immortalato con alcuni meravigliosi scatti i momenti più importanti.

14633531_10210898467527078_3463729404337720775_oE’ difficile trovare le parole per descrivere le emozioni, i sorrisi, il divertimento, l’entusiasmo che si respirava durante questo week-end, ed in primo luogo mi sento di voler ringraziare tutto lo staff del CENTRO SUB CAMPI FLEGREI, capitanato da Enzo Maione, che come sempre si è dimostrato impeccabile e all’altezza di organizzare eventi straordinari come questo.

Ecco le parole di Enzo:

“8-9 ottobre una data che rimarrà impressa nell’almanacco dalla subacquea. I 50 anni di Padi in Italia, con DAN, Beuchat, Tribord, Decathlon e Samsung al Cenro Sub Campi Flegrei. Come Diving ringraziamo tutti per aver acceso i riflettori della subacquea Internazionale sul Parco Archeologico Sommerso di Baia. E’ stato un grande privilegio ospitarvi!!! Noi per i prossimi 50 anni di PADI ci saremo!!!”

14633128_10210898483447476_5548663713409473038_oPADI EMEA che quest’anno ha celebrato il 50° Anniversario della fondazione ha voluto essere presente al completo con la presenza di Jonas Samuelsson – Territory Director di PADI EMEA, il sottoscritto e Massimo Zarafa Regional Manager di PADI EMEA per il Nord Italia, la Turchia e la Svizzera Italiana.

Ecco le parole di Massimo:

“L’Underwater Party è stata un’ottima occasione per ritrovarsi con tanti amici subacquei ed istruttori in un posto unico, l’occasione per immergersi ad ammirare le statue ed i mosaici di Baia mettendo insieme tante componenti del settore che come PADI sono impegnate quotidianamente a promuovere e migliorare l’attività subacquea!”

14610904_10154347163570660_1243841860432565508_nAnche DAN Europe era presente al completo: con il Presidente Prof. Sandro Marroni, che ha tenuto un seminario seguitissimo sul tema delle nuove frontiere delle ricerca DAN. Jonas Samuelsson a nome di PADI EMEA ha voluto insignire il Prof. Marroni di un riconoscimento come personalità benemerita nel mondo della ricerca medica nel settore della subacquea, e per i suoi 33 anni come Istruttore PADI.

14612476_10210898481927438_5107339540771134437_oEcco le parole del Prof. Marroni:

“da parte mia l’evento è stato un mix di sensazioni: mi ha riportato alla mia giovinezza sub, quando vidi il Ninfeo, quello vero, insieme a Claudio Ripa, poi all’inizio dei miei 33 anni di Istruttore PADI, fino alla rinnovata  collaborazione per la ricerca e la sicurezza subacquea.”

14589591_10210898474847261_1255547085935836459_oPresenti anche il Vice Presidente di DAN Laura Marroni, il responsabile del settore Marketing e Comunicazione Cristian Pellegrini, Il responsabile del settore Ricerca Max Pieri e altri dipendenti che hanno animato le due giornate dell’evento con dei test sul campo fatti ai subacquei e apneisti alla fine delle loro immersioni, e anche con una gettonatissima visita oto a tutti i sub che ne facevano richiesta.

Le parole di Laura Marroni:

14633455_10210898482527453_3958483259038235159_o“Per il secondo anno un grande successo. Vincente la collaborazione tra partner molto affiatati che ci ha permesso di far vivere ai partecipanti esperienze diverse e divertenti: dalla caccia al tesoro subacquea alla prova di attrezzature di diverso genere; dalla scoperta di reperti archeologici unici al mondo alla prova di apnea con il recordman e istruttore Massimiliano Musella; dall’aggiornamento su importanti tematiche di sicurezza a cura dei ricercatori DAN al Party serale. È stato un weekend pieno di emozioni! Ci tengo a ringraziare Enzo Maione e il suo staff per la meravigliosa immersione. Già dal briefing si capiva che sarebbe stata un’esperienza indimenticabile. Un vero e proprio ‘tuffo’ nel passato della antica Roma Imperiale”.

Le parole di Cristian Pellegrini:

14566432_10210898471007165_7310150938729043729_o“A Baia c’è stato, anche quest’anno, un piccolo miracolo, riaprire una finestra d’estate nell’autunno inoltrato, facendo quello che più ci fa star bene: fare immersione e incontrare tante persone e professionisti che condividono con noi questa passione. Il team DAN ha contribuito al successo dell’evento con il suo know-how in materia di sicurezza e con il suo entusiasmo.”

14556607_10210898474167244_3226389619324087957_oA chiudere l’esperienza del TOUR TRIBORD 2016 il Team del negozio DECATHLON di Giugliano capitanato da Mario Valera responsabile del settore Sub di TRIBORD. In 6 tappe in tutta Italia TRIBORD ha dato la possibilità di testare le proprie attrezzature tecniche per la parte subacquea, con grande simpatia e professionalità mettendo a disposizione i propri consulenti di vendita a servizio dei sub che hanno testato queste attrezzature.

 

 

 

14589740_10210898472687207_5916899658089378739_oSi chiudeva anche il FREEDIVER TOUR 2016, alla presenza di Dodo Tosca (C&O di Beuchat Italia) e del suo Team, un evento voluto da PADI e BEUCHAT/SUUNTO per lanciare il programma PADI FREEDIVER in Italia in collaborazione con Massimiliano Musella recordman Italiano e PADI FREEDIVER Trainer. Durante il Tour centinaia di persone hanno avuto la possibilità di testare le attrezzature BEUCHAT/SUUNTO e provare sotto l’esperta guida di Musella l’ebrezza del programma PADI FREEDIVER.

Ecco le parole di Dodo Tosca:

“Per la prima volta ci si è lanciati in un tour che coinvolgeva un attività relativamente nuova; tappe in località suggestive che hanno coperto tutta la penisola. La positività degli eventi è dovuta soprattutto alla giovane età dei partecipanti a conferma che l’attività è in crescita esponenziale. La partnership tra Beuchat/Suunto, Padi e Dan rafforzerà sicuramente le attività future.”

14608700_10210898484567504_6808702043256561946_oEcco le parole di Musella:

“Il giro d’Italia in 6 tappe Subacquee da vivere tutte d’un fiato … Emozioni forti, sensazioni inspiegabili che molti hanno voluto assaporare in e con l’apnea. Ma anche tecnica, professionalità e cultura del mare di sotto per una disciplina senza limiti, se non quelli mentali …”

Grazie all’impegno di Max circa 20 persone hanno superato con successo l’esperienza del PADI BASIC FREEDIVER.

 

14633690_10210898478527353_1126587388457555648_oInfine in una cornice già prestigiosa abbiamo avuto l’onore e il piacere di ospitare i manager di SAMSUNG Italia: Giorgio Tencati e Sara Roncati, un’azienda Leader nel settore della tecnologia, che ha voluto essere presente, sponsorizzando l’evento e la caccia al tesoro, per lanciare una partnership con PADI che nei prossimi mesi ci vedrà coinvolti a supportare il mercato dei prodotti e degli strumenti digitali che riteniamo essere il futuro della comunicazione nei sistemi di apprendimento.

Le parole di Giorgio Tencati:

“….Riscaldati da una giornata magnifica, siamo riusciti a condividere momenti di pura Passione; punto saldo che guida la gioia di tutti in un momento dove amicizia e professionalità si sono unite nel nostro bel mare pieno di storia e cultura”….

 E quelle di Sara Roncati:

“Il week end ospitato dal Centro Sub Campi Flegrei, da Enzo e il suo affiatatissimo team, è stato una grande festa per PADI e la subacquea, andando a concludere per il 2016 il DAN Road Trip, un roadshow di eventi in tutta Italia promossi da Dan Europe & PADI con: Decathlon / Beuchat / Suunto/Tribord.

Due giornate all’insegna della subacquea – alla scoperta del Parco Archeologico Sommerso di Baia – e dell’apnea – grazie ai workshop di Max Musella – con la possibilità di testare le ultime novità in fatto di attrezzatura grazie al Tribord Tour di Decathlon e la loro innovativa line up per l’immersione ricreativa, Suunto e  Beuchat. 

Il Dan nel frattempo si è preso cura della sicurezza dei subacquei offrendo test post immersione e visite specifiche per la compensazione.

Grazie a chi con passione e dedizione ha reso possibile questi eventi, con una ottima programmazione sia delle immersione che dei programmi collaterali: un chiaro segno che PADI e le organizzazioni più rilevanti della subacquea in Italia vogliono tenere vivo e promuovere la passione per questo bellissimo sport, l’industria collegata e la sicurezza. Al 2017!”

Alla fine di una lunghissima giornata di immersioni e seminari, nella incantevole terrazza del Lido Montenuovo sul golfo di Pozzuoli si è svolta la premiazione della Caccia al Tesoro, con premi messi a disposizione delle aziende coinvolte nell’evento: SAMSUNG/TRIBORD/BEUCHAT/PADI/DAN/CENTRO SUB CAMPI FLEGREI.

E come sempre in questi eventi un prodigioso Party con musica cibo e drink ci ha fatto vivere momenti di grande divertimento.

14522768_10154347163575660_2496508227008302328_nA conclusione dell’evento Jonas Samuelsson di PADI EMEA e Laura Marroni di DAN EUROPE hanno celebrato con il taglio di una gigantesca torta questo magico momento, rilanciando annunciando per il prossimo anno due nuovi grandi eventi di questo tipo uno per il Nord Italia e uno per il Sud Italia che possano essere momento di sintesi del vero spirito che anima questo settore: una profonda passione per il mare e uno spirito di divertimento e gioia innati, in un contesto di grande professionalità!

Quindi in arrivo novità importanti per il 2017, restate connessi e seguiteci in questa meravigliosa avventura… Go Go Go #MyPadi, #MyOcean, MyHope!

 

DIABETE SOMMERSO a Favignana con 21 nuovi corsi PADI.

Si è concluso con successo l’evento organizzato dall’Associazione Diabete Sommerso a Favignana dal 2 al 9 Ottobre e supportato da PADI. Dodici ragazzi con problemi di diabete hanno completato con successo il loro corso PADI Open Water Diver, altri nove ragazzi hanno ottenuto le certificazioni PADI Advanced Open Water e Nitrox Diver.

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Fabio Figurella RM PADI EMEA, riporta un resoconto dell’evento pubblicato dalle maggiori agenzie di stampa nazionali:

Immergersi ed esplorare i fondali, nuotando fra pesci e coralli, non sarà più un tabù per i diabetici amanti del mare. Grazie al progetto Diabete Sommerso, uno specifico protocollo messo a punto dall’omonima associazione insieme agli specialisti diabetologi dell’ospedale Niguarda di Milano, si sta dimostrando efficace nel consentire anche ai diabetici tipo 1 la pratica dell’attività subacquea in totale sicurezza.

14682196_915552678577948_7906269090243214840_oBasta seguire poche e semplici regole legate all’alimentazione, a uno stretto monitoraggio glicemico e a un’opportuna modulazione della terapia insulinica, per prevenire complicanze metaboliche, ma anche per spiegare come affrontarle qualora si verificassero durante i 30-60 minuti dell’immersione, prima o nelle ore successive.

E proprio queste raccomandazioni vengono messe in pratica da 21 giovani con diabete al corso che si è svolto sull’isola di Favignana dal 2 al 9 Ottobre, con il patrocinio del Niguarda e in collaborazione con il diving center La Subbaqqueria. In dodici conseguiranno il brevetto di primo livello PADI Open Water Diver.

14650153_10206872566920115_6567005385500612661_n“Diabete Sommerso – spiega Matteo Bonomo, responsabile Ssd Diabetologia al Niguarda di Milano – è un progetto nato alcuni anni fa, all’interno del nostro ospedale, da una mia passione per il mare e le immersioni, ma soprattutto dalla constatazione che da sempre questo sport era precluso alle persone con diabete, al pari di altre discipline ritenute ‘estreme’.

In realtà un’esclusione indiscriminata per il timore di complicanze acute, come un’ipoglicemia sott’acqua, non è giustificata sul piano scientifico. L’attività subacquea, se affrontata con un’opportuna formazione e le necessarie precauzioni, non dev’essere vietata al diabetico”, sottolinea l’esperto.

14701050_915552315244651_1989276959651360038_oDalla convinzione che le immersioni non sono un tabù per i diabetici è nato “un protocollo di sicurezza che applichiamo scrupolosamente durante i corsi. Attraverso la raccolta delle misurazioni di glicemia effettuate in centinaia di immersioni – prosegue Bonomo – stiamo inoltre conducendo uno studio, approvato dal Comitato etico del Niguarda, che ha finora dimostrato la validità del protocollo: con il campo di Favignana contiamo di avere una mole di dati tale da avvalorare definitivamente il riconoscimento della sicurezza della pratica subacquea per il diabetico con buon compenso metabolico”.

“Per troppo tempo – precisa Valentina Visconti, presidente dell’associazione Diabete sommerso Onlus – la subacquea è stata una disciplina ‘off limits’ per le persone con diabete: sconsigliata da molti specialisti, che si basavano su Linee guida ormai superate. La cura di questa patologia ha compiuto grandi progressi negli ultimi dieci anni ed è arrivato il momento di infrangere un vecchio tabù”.

14479797_904580619675154_1232281013590777059_nDurante il soggiorno formativo di Favignana i giovani corsisti hanno alternato lezioni in aula a esercitazioni in mare, con la presenza costante di un diabetologo accanto all’istruttore sub. Il programma integra le nozioni classiche di subacquea con quelle che riguardano le problematiche specifiche che deve affrontare una persona diabetica. La settimana di immersioni “non è solo un corso di sub – dice Giovanni Careddu, medico diabetologo della Asl 3 Genovese e coordinatore del Gruppo italiano di studio per l’educazione sul diabete – ma un campo di addestramento del diabete, dove si mettono in pratica tutte le strategie per ottenere un buon compenso metabolico”.

Ancora congratulazioni per l’ottimo risultato raggiunto e avanti tutta!

Per info: www.diabetesommerso.org[email protected]

 

Corso PADI Sidemount con DAN Europe.

Fabio Figurella – RM di PADI EMEA intervista Laura Marroni – VP di DAN Europe e Cristian Pellegrini – Marketing Manager di DAN Europe che hanno completato con successo il loro corso PADI Sidemount Diver.

dan_side-9Cosa vi ha spinto a fare questa esperienza?

Laura

La curiosità. Il sidemount è una tecnica che esiste già da diversi anni ma solo ultimamente se ne sente parlare di più, non solo in ambito tecnico.

I nostri colleghi del DAN America, già nel 2010, hanno affrontato il tema sulla rivista Alert Diver mettendo in evidenza i vantaggi di questa configurazione.

Ma la vera scintilla è scoppiata a Malta, dove diversi diving sono già orientati al sidemount. Durante una delle mie ultime immersioni, c’erano dei sidemounters: osservarli sott’acqua, così eleganti, precisi, sicuri, mi ha fatto capire che era il momento di provare!

Cristian

Volevo riattivarmi come subacqueo, e farlo completando la mia formazione con nuove competenze. Sono un esteta, guardavo i sub in configurazione sidemount e pensavo: belli da vedere. Era un’immagine che trasmetteva controllo, sicurezza di sé, decisione.

dan_side-2Descriveteci la vostra esperienza

Laura

In tre parole: sorprendente, stimolante, divertente!

Ho avuto la fortuna di fare il corso con un istruttore super, Matteo Varenna di InSide Portofino. È bello trovare persone che mettono la sicurezza del subacqueo e dell’ambiente al primo posto. Una frase ricorrente durante il corso descrive bene l’obiettivo finale: “essere subacquei solidi e consapevoli”, focalizzare con insistenza sulle procedure e sulla conoscenza dell’attrezzatura, sul sistema di coppia o di team, sulla posizione e sul ruolo del subacqueo nell’ambiente che lo circonda.

Il corso si è svolto in tre intense giornate, di quelle che inizi alle 9 di mattina e arrivi alle 8 di sera senza essertene reso conto!

Per me che vengo dalla subacquea ricreativa in backmount, è stato un po’ come ricominciare tutto da capo, sia dal punto di vista pratico che teorico. Nuova attrezzatura; nuova postura, perfettamente orizzontale (e soprattutto Off The Bottom: vietato toccare il fondo!!!); nuovi modi di pinneggiare che ti permettono di spostarti dove e come vuoi senza mai perdere l’assetto; nuovo modo di gestire il gas che respiri; nuovo approccio alle emergenze, come rotture e donazioni.

Sento definire il sidemount come la moda del momento, o, all’estremo opposto, come ‘una scelta di vita’. Io, ora, lo definirei come una nuova e diversa filosofia di stare sott’acqua.

Cristian

Il corso è stato una Full Immersion – in tutti i sensi: teoria a fondo, tuffi molto lunghi, debriefing con video e scambio d’opinioni negli intermezzi. Si è fatto ordine su cosa significhi sidemount: la storia, i maestri, le sue declinazioni/deviazioni, con il vivace dibattito che segue una configurazione ancora giovane e piena di possibilità.

Mentre familiarizzavo con nuovi concetti, pur rimanendo in ambito ricreativo, capivo sempre meglio il mondo dei subacquei tecnici, iconograficamente simboleggiato da Portofino Divers (GUE IDC e PADI Resort), che ci ha ospitati nella sua sede. Risuonavano forti i concetti di ridondanza e autonomia. Per me un modo nuovo di intendere il Buddy System.

dan_side-12Cosa vi è piaciuto di più?

Laura

Apprendere cose nuove è sempre motivante. È stato tutto bellissimo ma di certo quello che mi è piaciuto di più sono state le immersioni dopo il corso, con altri sidemounters, poter mettere in pratica quello che avevo imparato. Difficile descrivere a parole la sensazione di libertà in acqua, abbinata all’estrema stabilità data dalle due bombole sui lati. Bisogna provare!

Cristian

Il maggior controllo sull’attrezzatura, l’avere a portata di mano e sempre visibili elementi importanti come erogatori e rubinetteria. Il concetto di consapevolezza, dentro di te e nel rapporto con l’ambiente circostante: aware è una parola che è risuonata spesso, dentro e fuori l’aula. L’integrazione al corso base della Specialità Distintiva Streamline, Trim & Propulsion, inclusa l’analisi sulla pianificazione delle immersioni e previsione dei consumi. E poi l’istruttore, con il suo bagaglio tecnico ed umano: ancora una volta può fare la differenza tra una semplice certificazione in più ed un’esperienza che ti apre nuove prospettive.

dan_side-6Cosa consigliereste al mondo della subacquea che rappresentate come DAN, rispetto al sidemount?

In generale pensiamo che sia interessante e costruttivo provare nuove attrezzature, nuovi modi e tecniche per andare sott’acqua, che rispondano al gusto soggettivo di chi si immerge.

Di sicuro consiglieremmo a tutti di provare il sidemount, indipendentemente dal proprio livello di addestramento.

Ci sono alcuni aspetti oggettivamente molto positivi.

La gestione dei consumi: con due bombole separate, il sidemounter si abitua ad alternare gli erogatori, per mantenere le bombole e la scorta di gas bilanciati. Questo comporta il controllo regolare dei manometri.

Un recente studio DAN sugli infortuni, ha dimostrato che la principale causa degli incidenti è l’esaurimento della scorta di gas. Tipicamente il subacqueo si accorge troppo tardi di non avere sufficiente gas residuo e questo causa una serie di reazioni a catena (come panico e risalita d’emergenza) che portano all’infortunio.

Altro aspetto positivo è la ridondanza: lo stesso studio DAN, indica come rare le problematiche dell’attrezzatura, il 4% delle cause di infortunio; ma poter contare su due erogatori e due bombole non è un aspetto da sottovalutare. Una tendenza frequente è quella di prestare più attenzione all’erogatore principale (qualità e manutenzione) e molta meno a quello di scorta. In sidemount, gli erogatori hanno invece pari importanza.

Poi c’è l’accessibilità: “Non c’è nulla di importante dietro la testa del sub”, per usare le parole di Steve Lewis (istruttore e blogger nordamericano), “il suo sistema di supporto vitale è proprio dove lui può vederlo, dove può identificare il problema e reagire nel minor tempo possibile”.

Infine, vorremmo menzionare l’importanza dell’idrodinamicità data dalla posizione orizzontatale, facilitata nel sidemount dallo spostamento del baricentro, che permette al sub una migliore performance.

La Parola a Matteo Varenna PADI Master Instructor che del Sidemount ha fatto una scelta di Campo e che è stato l’Istruttore di Laura e Cristian.

dan_side-3Matteo, come è andato il corso con Laura e Cristian?

Ogni corso rappresenta un scambio tra allievo e istruttore: lavorare con Laura e Cristian, già coinvolti attivamente in ambito subacqueo attraverso ricerca, campagne su sicurezza e prevenzione, mi ha arricchito personalmente.

Nella parte teorica è emersa la loro indole per lo studio, per l’attenzione, per la partecipazione attiva; attitudini derivate dal loro ruolo all’interno di DAN, all’abitudine al problem solving, a riunioni fiume e giornate senza orario.

Laura metodica e precisa, Cristian attentissimo e un vulcano di domande.

Tutto ciò ha portato a scambi molto interessanti, sfociati in spunti su possibili ambiti di ricerca, sensibilizzazione o input didattici, sia legati al sidemount che non. Parole come “sicurezza” e “ambiente” ci hanno visti subito allineati. Il fatto che abbiano deciso di testare qualcosa sul campo in prima persona, prima di esprimersi in merito, evidenzia l’attenzione di DAN a tutte le novità e il suo essere sempre in prima linea!

Per quanto riguarda la pratica, ciò che ho trovato più stimolante come istruttore è stato gestire due persone con background tanto differenti. Laura, potremmo dire figlia d’arte in ambito subacqueo, in acqua da una vita, nonostante la giovane età, con una forte predisposizione e acquaticità. Cristian, Open Water Diver con pochissime immersioni nel suo logbook e inattivo come subacqueo da oltre 6 anni. Compatibilmente con le caratteristiche degli allievi, prediligo sessioni di addestramento piuttosto lunghe, atipiche in ambito ricreativo, e entrambi le hanno rette molto bene. Tutti i miei corsi, fin dal DSD, sono tassativamente senza contatto con il fondo; ho coniato l’acronimo OTB, Off The Bottom, che è stato accolto con entusiasmo da Laura e Cristian. Corsi in assetto fin dall’inizio è anche il pensiero che PADI ha introdotto con il nuovo OWD; ci vorrà tempo perché questo modo di insegnare sostituisca il precedente, ma siamo fiduciosi.

Laura ha immediatamente dimostrato una spiccata intuitività, manifestata attraverso la manualità e la memoria fisica dei gesti come “clippare/sclippare” i moschettoni o memorizzare le procedure. Una predisposizione che di solito riscontro solo in persone con un background tecnico.

Con Cristian ho avuto l’ennesima conferma dell’effetto di filmare tutti i momenti dell’addestramento sia sott’acqua che fuori, per poi poterli rivedere insieme all’allievo. Questo consente un feedback visivo, immediato ed estremamente forte. L’allievo spesso ha una percezione ben diversa dalla realtà riguardo alla propria performance, non sentendosi all’altezza delle prestazioni in acqua, perdendo motivazione. Nel rivedersi in video rimane stupito nell’aver reso molto di più di quello che credeva. Questo è accaduto con Cristian, ed è stato bello vederlo soddisfatto di sé una volta conclusosi il corso.

Hai qualche consiglio per chi vuole avvicinarsi al sidemount?

Sembrerà banale, ma la prima cosa è capire che il sidemount non è semplicemente spostare le bombole da dietro la schiena e appenderle ai fianchi.

Canali Social come Facebook e YouTube sono purtroppo popolati da chiari esempi di cosa NON sia il sidemount. Ma se si cerca con pazienza e spirito critico, ci sono infiniti spunti di didattica e subacquea di grande qualità.

A chi si avvicina come allievo, non posso che suggerire un buon corso, scegliendo un istruttore che si occupi solo e soprattutto di sidemount.

A chi già insegna o vorrebbe insegnare, consiglio di ampliare e differenziare la propria esperienza, a prescindere dal sidemount. Viaggiare, fare corsi con figure note e accreditate, provare percorsi diversi.

Ma soprattutto, ciò che fa di noi dei veri educatori è l’esperienza, non basta un brevetto con il nome di un corso a fianco della parola ‘istruttore’: addestratevi ben al di sopra del livello didattico che dovete insegnare e… immersioni, tantissime immersioni!!!

Allora non ci resta che ringraziarvi e augurarvi Buone Bolle!

 

 

 

 

 

Intervista a Ilaria Laterza titolare di ASD Quinto Oceano.

In attesa del Woman Dive Day del 16 Luglio Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Ilaria Laterza presidente di ASD Quinto Oceano a Lecce.

Ilaria

Perché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI?

Non ho mai desiderato di essere una normale subacquea! Ho iniziato solo ed esclusivamente per realizzare un sogno: insegnare alla gente quello che di più bello c’è al mondo… respirare e respirarsi sott’acqua.

 

 

 

Che cosa significa PADI per te?

Padi per me rappresenta la subacquea, una subacquea divertente ed attenta alla sicurezza. Con Padi non si incontra solo il mare, ma un vero e proprio gruppo di amici e colleghi con cui condividere la propria passione.

Qual è il tuo sogno di immersione ?

Sono un’appassionata di nudibranchi per cui la meta che vorrei visitare è il Madagascar. Inoltre mi piacerebbe portare sott’acqua i miei genitori, perché alla mia famiglia dedico ogni mio traguardo. Quale è il miglior momento in immersione?

Tutti, ogni singolo respiro è meraviglioso.

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman ‘s Dive Day del 16 Luglio 2016?

Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman ’s Dive Day del 16 Luglio 2016? ho intenzione di organizzare un’immersione con tutti i componenti del mio centro formazione istruttori ASD Quinto Oceano, dedicata alle amiche subacquee. Inoltre in questa occasione io e i miei colleghi istruttori saremo disponibili per prove gratuite a tutte le donne della zona.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Ogni giorno è una sfida contro l’universo maschile, che ci vede fragili, ma le donne possono, e ci riescono!!!

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Visto che sono gli uomini la maggioranza dei subacquei, io consiglio sempre a loro di coinvolgere le loro compagne. Io sono una delle poche fortunate istruttrici subacquee a condividere il lavoro e la passione per il mare con il mio compagno, d’immersioni e di vita. Non ho nient’altro da chiedere!

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Donne, inutile pensarci! E’ il lavoro più bello del mondo. Vi svelo un segreto: sott’acqua non si parla, e qualcuno disse “per fortuna”.

Ilaria Laterza: www.asdquintoceano.it – [email protected]

 

INTERVISTA A PATRIZIA DAMIS.

In Attesa del Woman Dive Day del 16 Luglio 2016 Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Patrizia Damis titolare del Centro BARONE BLU a Perugia.

PatriziaPerché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI?

Il mio primo approccio con PADI è stato durante il corso Advanced, dopo il primo livello conseguito con un’altra didattica, il passaggio a PADI è avvenuto naturalmente dopo che ho avuto modo di conoscere il suo sistema didattico, semplice, completo e accattivante.

 

 

Che cosa significa PADI per te?

Professionalità! Materiale didattico sempre aggiornato e all’avanguardia e inoltre come Professionista PADI mi sento parte di un Team, tutelata e supportata dall’agenzia.

Che cosa significa per te essere un sub donna?

Quando mi immergo mi sento principalmente un subacqueo, non ho mai pensato ad una differenza tra un sub uomo e donna, chiunque ami il mare e si lasci trasportare dalle sue bellezze può ricavarne le stesse fantastiche sensazioni, sia esso uomo o donna.

Qual è il tuo sogno di immersione?

L’immersione che farò domani; ogni immersione mi regala emozioni indimenticabili.

Quale è il miglior momento in immersione?

Il momento migliore è il secondo successivo al passo del gigante, quando mi trovo immersa nel mio habitat naturale.

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

Visto il grande successo del nostro WDD dell’anno scorso, riproponiamo anche quest’anno la caccia al tesoro subacquea, ma cambiamo location e la faremo nella splendida Isola di Ventotene.

Lo scopo della manifestazione è quello di far conoscere nuove avventure, ad esempio la navigazione subacquea, utilissimo infatti sarà il saper usare la bussola per trovare gli indizi che porteranno al ritrovamento del tesoro.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Le opportunità sono varie per le donne, abbiamo esempi di grandi donne subacquee che detengono record. La sfida deve essere con noi stesse, per cercare di migliorarci e crescere sempre di più nel mondo subacqueo.

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Organizzando altre manifestazioni come il WDD, per incentivare le donne e promuovendo per esempio l’uso di attrezzature specifiche per le donne, già presenti nell’industria della subacquea.

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Il mio suggerimento è quello di essere tenaci, di essere sempre pronte ad imparare e vedere ogni nuovo brevetto non come un punto di arrivo, ma come un nuovo punto di partenza per una formazione superiore e riuscire a far di una passione una professione.

 

Patrizia Damis – www.baroneblu.it

[email protected] 

 

Intervista a Valentina Valoncini.

In Attesa del Woman Dive Day 2016 Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Valentina Valoncini, titolare del Costa Paradiso Dive Center in Sardegna:

TittyPerché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI ?

Ho iniziato ad andare sott’acqua all’età di 8 anni, seguendo mio papà in piscina durante le sue lezioni. Negli anni ’90 l’età minima era 14 anni per iniziare un corso, quindi ho dovuto aspettare per prendere il mio primo brevetto (ANIS)… Ma dopo l’apertura del Diving Center Costa Paradiso nel 1995, entrare nella grande famiglia PADI e continuare la carriera è venuto naturale e scontato.

 

Che cosa significa PADI per te ?

Io sono un subacqueo anomalo, adoro andare sott’acqua e fare corsi, ma la mia attività è principalmente l’amministrazione… Detto questo, per me PADI significa sicuramente metodo, organizzazione e standard. Una didattica a tutto tondo, che non lascia nulla al caso.

Che cosa significa per te essere un sub donna ?

Il mondo della subacquea è sicuramente popolato di uomini; anche il lavoro sul campo è duro e pesante e di conseguenza un uomo ha forse le caratteristiche fisiche più appropriate per approciarvisi. Tuttavia, le potenzialità che ha una donna non sono assolutamente da meno… Anzi! Sicuramente una donna nel mondo subacqueo dovrà dimostrare qualcosa in più rispetto ad un uomo, ma i risultati poi sono evidenti e degni di nota, e a volte addirittura superiori.

Qual è il tuo sogno di immersione ?

Non ho un vero e proprio sogno… Ogni immersione per me è speciale, considerando poi che vado in acqua poco rispetto alla maggior parte dei miei colleghi; quando però ci vado, riesco a scollegarmi dal mondo, e per quei 30/40/50 minuti che passo sott’acqua non penso assolutamente a nulla, mi godo il tuffo e tutto quello che mi sta intorno.

Quale è il miglior momento in immersione ?

Ogni momento è diverso e unico… Dalla discesa, quando l’immersione sta per iniziare e l’acqua entra nella muta (ebbene si, non uso la stagna), al giro in sè, dove passo in rassegna ogni anfratto per cercare nuovi animali o sto per entrate in una grotta alla ricerca di astici e seppie…

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

A dire il vero sono più di 10 anni che organizziamo la nostra personale versione del Woman Dive Day PADI… Volgarmente e simpaticamente chiamata “Virgin Dive”, ogni anno prepariamo un’uscita speciale dedicata a sole donne e con barcaiolo uomo, per i “lavori pesanti”… E’ un momento per stare insieme, divertirci, ridere tutte insieme e fare anche qualche gioco sott’acqua.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni ?

Una donna a mio parere ha tutte le carte in regola per diventare un ottimo subacqueo, che sia ricreativo, tecnico, professionista, ecc. Come per tutti i lavori, servono dedizione, caparbietà e voglia di fare, nonché una elevata dose di passione, perché senza la passione questo lavoro non ha senso. La subacquea non è uno sport a cui si rimane indifferenti, o la si ama o la si odia, non ci sono mezze misure. Diventare Divemaster o Istruttore PADIè impegnativo e ci vogliono anni di studio e lavoro (per diventare davvero bravi), ma è anche divertente e molto gratificante.

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea ?

Conosco molto donne subacquee che amano questo sport e lo praticano assiduamente. Ma ne conosco altrettante che non hanno mai nemmeno immaginato di avvicinarsi a questa disciplina, vuoi per paura, vuoi per disinteresse… Credo che le donne pensino che sia “uno sport da uomini”, e quindi preferiscano restare in disparte. Per fortuna la tendenza sta cambiando e sempre più ragazze giovani si stanno appassionando. A mio modesto parere servirebbe più corretta informazione in merito alla subacquea, per far capire a tutte che questo mondo non è pericoloso, è semplicemente diverso da quello a cui siamo abituate.

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea ?

Viaggiate, fate esperienza, prendete il brevetto Divemaster e lavorate in un centro PADI per almeno 1 stagione, cosi da capire come funziona e cosa vuol dire essere una guida. Poi procedete con il Corso IDC PADI e portate la vostra esperienza in giro per il mondo. Non abbiate fretta e prendetevi tutto il tempo necessario per diventare delle brave subacquee e delle brave professioniste.

Valentina Valoncini – http://www.divingcentercostaparadiso.it [email protected]

 

Intervista a Monica Restivo PADI OWSI.

In attesa del 16 Luglio data del Woman Dive Day 2016 Fabio Figurella RM PADI ha intervistato Monica Restivo che a Maggio 2015 ha deciso di fare il Crossover con PADI aprendo il suo Centro Blue Aura a Santa Flavia (PA)

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Perché/Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI?

Sono diventata istruttrice subacquea nel 2002 con un’altra agenzia didattica. Nel maggio del 2015 ho fatto il cross-over per diventare istruttrice PADI spinta da una serie di motivazioni quali: professionalità, supporto didattico, competenza e prestigio internazionale.

 

Cosa significa PADI per te?

La PADI per me è una grande famiglia, un network prestigioso con referenti sempre a tua disposizione pronti a esaudire ogni tua richiesta in ambito didattico. Il connubio perfetto tra la grande passione per il mare e la professione.

Che cosa significa per te essere un sub donna?

Penso che la subacquea non faccia distinzioni di sesso. La passione è la stessa sia per gli uomini che per le donne.

Quale è il tuo sogno di immersione?

Ogni immersione racconta una sua storia, ha un suo significato più o meno soggettivo. Il mondo è pieno di posti meravigliosi dove immergersi ma se dovessi sceglierne uno sarebbe il Messico con i suoi Cenotes.

Quale è il tuo miglior momento in immersione?

La cosa che mi gratifica di più durante una immersione è percepire la felicità e lo stupore negli occhi di chi porto in acqua per la prima volta (corsisti) ed anche quel senso di libertà che solo il mare può darti.

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI WDD del 16 Luglio 2016?

Organizzare una immersione dove le donne siano le protagoniste e a tal fine l’unico suggerimento che posso dare è quello di divertirsi e godere di ogni istante della giornata in cui ci saranno delle agevolazioni particolari dedicate alle donne. Inoltre proporrei di destinare parte del ricavato della manifestazione per associazioni benefiche dedicate a problematiche inerenti il mondo femminile.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Riuscire a raggiungere obiettivi che fino a qualche tempo fa erano esclusivamente un requisito del mondo maschile.

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Ampliando le conoscenze e divulgando la fruibilità dell’attività subacquea a 360 gradi focalizzando l’attenzione sul fatto che non ci sono limiti alla conoscenza ed al divertimento in mare.

Suggerimenti per le donne a pensare ad una carriera subacquea?

Quando si riesce a coniugare la passione con la carriera allora il risultato è assicurato. Le soddisfazioni e le gratificazioni personali sono sempre dietro l’angolo…. Forza ragazze Diving is fun !!!!!

Monica Restivo – [email protected]

Intervista a Giorgia Sicbaldi.

In attesa del Woman Dive Day 2016, avendo appena lanciato la sfida a tutti gli Elite Instructor, Fabio Figurella Regional Manager PADI intervista Giorgia Sicbaldi titolare di Air Sub, negozio a Cagliari e Diving a Villasimius! #MyPadi, #MyOcean, #MyHope !

  1. GIORGIA STAGNAChe cosa ti ha spinto a diventare un PADI Pro?

Sono diventata Istruttrice Padi nel 1996 a 25 anni, dopo essermi laureata in scienze biologiche con indirizzo marino. Il percorso è stato comunque naturale in quanto già mio padre era istruttore e da sempre mi ha portato in acqua, avvantaggiati dalla fortuna di vivere in Sardegna… e così non ho fatto altro che seguire la mia passione.

 

  1. Come pensi che ti ha cambiato personalmente e professionalmente, quali passi hai fatto per diventare un istruttore Elite?

Io ho la fortuna di lavorare in una struttura polivalente AIR SUB che include un negozio di vendita e assistenza di attrezzature subacquee, una piscina con aula didattica a Cagliari e un Diving Center a Villasimius per cui devo la mia crescita professionale a questa ottima combinazione che è stata iniziata dalla mia famiglia e mi impegno ogni giorno per portarla avanti.

  1. Quali corsi PADI Ti piace insegnare di più e perché?

I corsi che mi danno maggiore “soddisfazione” sono il corso Open Water, per l’entusiasmo che mi trasmettono gli allievi quando si affacciano al mondo sottomarino ed è per loro tutta una “scoperta”e anche i corsi Divemaster perché mi permettono di trasmettere la mia esperienza come istruttore e operatore nella subacquea da 20 anni,  inoltre è entusiasmante vedere che da “semplici” subacquei iniziano un percorso che li porterà a diventare potenziali professionisti.

 

  1. Che cosa consideri il tuo più grande successo nella tua carriera subacquea?

Senz’altro l’aver avvicinato al mondo subacqueo tante persone molte delle quali ho avuto la soddisfazione di vederle crescere fino a diventare a loro volta dei professionisti della subacquea.

 

  1. Cosa ti danno le immersioni che niente altro lo fa?

Nel momento in cui mi immergo entro in un altro mondo dove mi rilasso e non penso ad altro staccando da tutto. Purtroppo anche avere un attività Diving e sopprattutto una struttura come la nostra non è facile e ogni giorno bisogna trovare delle nuove strategie, la mente è sempre impegnata…per fortuna poi ci sono le immersioni.

  1. Hai dovuto superare eventuali paure, sfide o ostacoli per arrivare dove sei ora nella tua carriera subacquea?

Ho sempre pensato che la passione , l’entusiasmo e l’amore per questa attività vanno di pari passo  con la razionalità, l’attenzione e  la responsabilità; quindi nessun ostacolo in particolar modo ma sempre molto impegno per far andare bene le cose.

 

  1. Ritieni di cambiare la vita degli altri attraverso le immersioni?

Più che cambiare mi sento di “arricchire” la vita degli altri…in questa vita frenetica niente può ripagare come l’emozione dell’essere immersi nel blu, godersi la vista del fondale in un profondo silenzio rotto solo dal rumore delle bolle.

 

  1. Descrivi in poche frasi come si dovrebbe convincere un non-subacqueo ad imparare ad immergersi?

Non ho mai pensato di “convincere” qualcuno ma la mia filosofia e quella del mio centro è sempre stata quella di coinvolgere con dei Discovery gratuiti chi era anche solo incuriosito. Inoltre già da tempo nella struttura di Cagliari organizziamo un campo estivo per bambini dove li introduciamo alla subacquea con pratica in piscina e video del mondo marino, è proprio sulla sensibilizzazione dei bambini alla scoperta e rispetto del mare che bisogna puntare. Nel mio piccolo già lo facevo, ora condivido con entusiasmo e mi sono candidata a portare il nuovo programma della Padi nelle le scuole!

  1. Come istruttore PADI Elite come ci si sente di essere riconosciuto come uno degli Istruttori PADI nel 2015?

Ringrazio la Padi e sono contenta per questo traguardo, ma caratterialmente sono portata a fare sempre meglio! La difficoltà soprattutto per una donna è quella di portare aventi bene comunque tutto senza trascurare la famiglia, i figli, la casa. Per cercare di essere un bravo istruttore bisogna inoltre avere una buona salute mentale e fisica. Quindi bisogna prendersi i giusti spazi e tenersi sempre allenato.

  1. Che cosa significa “My PADI” per te?

Essere istruttore Padi significa che sposi la filosofia Padi, che ci credi fermamente e la proponi con entusiasmo. Devo dire che in tanti anni mi sono sempre sentita supportata e l’ho sempre sentita vicina. Da un pochino mi sono appassionata all’apnea e sono rimasta molto contenta per l’impegno della Padi nell’ abbracciare e promuovere questa disciplina. Sono diventata istruttore FREEDIVER e non vedo l’ora di fare i primi corsi e trasmettere questo mio nuovo entusiasmo.

  1. Cosa diresti agli altri istruttori PADI nella speranza di diventare istruttore Elite?

Ogni istruttore deve cercare di fare sempre del suo meglio…essere istruttore Elite significa aver fatto un certo numero di brevetti, ma la cosa importante e da ricordare sempre è la qualità dei corsi che facciamo! Credo inoltre tantissimo al fatto che bisogna creare attorno a se un TEAM di istruttori affiatato, con cui fa piacere lavorare, cosa che l’allievo percepisce immediatamente!

 

Negozio, piscina, scuola sub Via Balilla, 24 – 09134 Cagliari – Pirri Tel. (+39) 070 506863 Email: [email protected]
Diving, scuola sub, resort Villasimius Via Roma 121 – Tel. (+39) 070 792033 Email [email protected]

dida3In attesa della manifestazione Woman Dive Day del prossimo 16 Luglio 2016, stiamo intervistando diverse donne che sono fonte di ispirazione per i subacquei.

Fabio Figurella – Regional Manager PADI EMEA intervista Marida Casati capocentro del Diving Ambiente Liquido Centro Formazioni Istruttori a Gioiosa Marea (ME) – Sicilia.

 

Perché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI ?

Ho preso l’Open con la CMAS, poi sono stata andata a lavorare alle Maldive (in quel periodo lavoravo come animatrice) e sull’atollo era presente un Diving Center Padi…risultato sono tornata a casa dopo 7 mesi con il Rescue…da lì ho continuato fino a diventare Istruttore nel 2007

Che cosa significa PADI per te ?

Dato che sono un’istruttrice un’opportunità di coniugare passione e lavoro

Che cosa significa per te essere un sub donna ?

Poter far parte di un gruppo di persone fortunate che possono esplorare un mondo in parte ancora sconosciuto

Qual è il tuo sogno di immersione ?

Ogni immersione per me è un sogno!!!!!

Ma se dovessi dire cosa mi piacerebbe vedere che ancora non ho visto direi squali martello, squalo balena e dugongo in primis.
Quale è il miglior momento in immersione?

Mi piace ogni momento: adoro la preparazione dell’attrezzatura perché è un momento di confronto e di divertimento con gli altri subacquei, il momento in barca con il briefing che ti proietta nell’immersione. Il mio preferito forse è quando scarichi il GAV…inizi la discesa e, da quel momento, senti solo il tuo respiro, ti guardi intorno….osservi i pesci che ti circondano….vai in cerca del più piccolo organismo vivente cercando di goderti ogni nanosecondo di quel momento fino a quando non devi tornare alla realtà…..il rientro, la sistemazione attrezzature e la bevuta al bar dove continui a parlare di quello che hai visto o che ti sei perso…..

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

I miei piani sono di organizzare un’immersione con le subacquee della zona.

Diciamo che ancora ci sto pensando…in linea di massima mi piacerebbe organizzare una sorta di gara fotografica per le donne e magari quel giorno attuare un prezzo agevolato per le donne

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Io credo che la “sfida”(se così possiamo definirla) maggiore per le donne sia tornare a fare subacquea dopo essersi costruite una famiglia, ma soprattutto diventate mamme……ho conosciuto entrambe le realtà, quelle che hanno smesso trovando come “scusa” avere dei figli e quelle invece che sono rientrate in acqua appena hanno potuto…..

Credo che al giorno d’oggi le opportunità siano le stesse per entrambi i sessi…forse ancora ci sono dei settori un po’ più considerati “maschili”, gli OTS o i sommozzatori delle varie Forze dell’ordine (Vigili del Fuoco, Carabinieri…) per esempio; si è vero che ci sono anche delle donne, ma il lavoro non è semplice ed è considerato pesante per una donna.

Anche nella subacquea tecnica la percentuale delle donne è molto inferiore e credo che la motivazione maggiore sia la “pesantezza” delle attrezzature e, non nascondiamolo, il ruolo della donna all’interno di una famiglia.

Anche intraprendere una di queste carriere è una SFIDA!

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Non credo esista una formula per questo…credo che la pubblicità maggiore sia far capire a tutti che la subacquea non è così pericolosa come tutti credono; infatti parlando con le persone ho notato che una delle frasi più usate come scusa è “Ma è pericolosa!”, le donne aggiungono “Ma l’attrezzatura è pesante”

Le donne in generale sono meno spericolate degli uomini, sono meno propense ad attività più adrenaliniche

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Non ho un suggerimento preciso, tutte le subacquee che conosco e che hanno deciso di intraprendere questa attività (compresa me) avevano una passione in comune: l’amore per il mare e sono riuscite a fare di una passione un lavoro anche se a volte stagionale quindi se questo è quello che uno desidera perché non provarci???