Il Gommone Rosa e le Leonesse del Garda

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2 Novembre 2012, ore 14.20.

Ho appena lasciato i Giardini di Augusto e il panorama mozzafiato che si trova in cima a via Krupp. Da un lato la stretta stradina scavata nella roccia e così a strapiombo da dare le vertigini solo a guardarla, dall’altra i faraglioni che si impennano dalle acque blu e trasmettono un senso di fascinazione e rispetto.

E’ la mia prima volta a Capri e sto tornando lungo le stradine del centro che portano alla Piazzetta, il giubbino in spalla e le maniche rivoltate, quando un numero sconosciuto fa vibrare il cellulare e mi porta la voce di un uomo che abita molto lontano da qui.

“Claudio? Ciao sono Astore. Non mi conosci, mi ha dato il tuo numero Anna Maria.”

Senza che la voce aggiunga altro, so perché ha chiamato. Anna Maria è la Regional Manager PADI che da un paio di mesi sta supportando il mio progetto del Gommone Rosa, e che ha trasmesso ai suoi centri  l’idea di una subacquea solidale che sostenga Amnesty International contro la violenza sulle donne.

Parlando con Astore scopro che ha un centro PADI vicino a Brescia, che l’idea del Gommone Rosa gli piace molto e vorrebbe organizzare un evento sul lago di Garda. Purtroppo io ho già in programma eventi a Novembre e Dicembre, e lui (nonostante un gruppo molto numeroso) non può contare su tante donne con la stagna. Fare un Gommone Rosa insieme prima di primavera sarà molto difficile, e rimaniamo d’accordo di riparlarne più avanti.

Rimetto il telefono in tasca pensando che Astore sembra convinto, ma probabilmente tra qualche mese si sarà dimenticato del Gommone Rosa. Chissà se ci sentiremo ancora…

14 Aprile 2013, poco dopo l’alba.

Ripenso alla prima telefonata con Astore, e provo a fare il conto del tempo trascorso. Mentre l’autostrada Milano-Brescia scorre pigramente lungo i finestrini, mi rendo conto che sono passati cinque mesi e mezzo, e che nel frattempo sono accadute molte cose.

Anna Maria è diventata un’amica importante, il Gommone Rosa ha completato sette tappe, è finito sui giornali del Trentino, del mantovano e del lecchese, è apparso in due servizi giornalistici televisivi, ha un appuntamento più o meno fisso sulla rivista “il Subacqueo” ed ha pubblicato un calendario di eventi che arriva sino a Novembre 2013.

Inoltre, ed è questo il motivo per cui sto guidando sulla A4 con l’aurora negli occhi, Astore Santoro ha dimostrato di essere un uomo di parola.

Lui bresciano ed imprenditore del coiffauge, io impiegato calvo milanese, se non fosse stato per la subacquea non ci saremmo mai incontrati. Ma la passione comune per questa attività e l’amicizia con Anna Maria ci hanno fatto organizzare il primo Gommone Rosa sulle sponde occidentali del Garda, e a benedire la collaborazione è arrivato il primo sole primaverile di un inverno davvero troppo lungo.

La scuola di Astore si chiama Sommozzatori Bresciani Leonessa ed ha formato molti dei subacquei che si immergono su questa sponda del lago. Nonostante il numero di donne con la stagna non sia aumentato, Astore è riuscito a mettere insieme undici subacquee e trentaquattro giovanotti, e quando arrivo a Maderno il posteggio in fondo al lungolago Zanardelli è già mezzo pieno. L’altrà metà viene occupata dal resto del gruppo mentre Astore ed io rivediamo i dettagli della giornata, ed entro le nove al posteggio ci sono più o meno tutti i gradi della PADI: Open, Advance, Dive Master… C’è anche il Presidente, Luciano Cresseri, che con trent’anni di immersioni meriterebbe un brevetto tutto suo e un po’ di relax, e invece è già sceso in acqua a piazzare le boe per i ragazzi della sua scuola.

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Il primo gruppo scende in acqua

Ad unirsi ai ragazzi di SBL sono arrivati i sub di Dive Evolution e tre amici della Subfriends che sono partiti da Milano per raggiungerci. Quando alle 10 entriamo in acqua tutti insieme, lo schieramento di GAV è talmente lungo che a malapena stiamo nella fotografia che ci scatta l’inviato del Giornale di Brescia .

L’immersione è, come sempre al lago, più bella per la compagnia che per quello che c’è da vedere sott’acqua, ma i momenti della preparazione e del disassemblaggio dell’attrezzatura parlano di un gruppo coeso, di amici di immersioni e non solo, e l’allegria che trasmettono queste persone già da sola giustificherebbe il viaggio di due ore per arrivare qui.

E’ un’allegria che contrasta fortemente con il tema del Gommone Rosa, questa violenza sulle donne che non ha giustificazioni e che solo due giorni fa ha mietuto la sua diciassettesima vittima.

E’ la violenza che ben conoscono alla Casa Delle Donne di Brescia, il centro che abbiamo adottato per questo evento e che nel 2012 ha accolto 355 donne maltrattate, in larga parte mogli e compagne di uomini che interpretano il termine “amore” all’opposto del suo significato.

Due delle volontarie del centro sono venute al Gommone Rosa di oggi ed ho la possibilità di parlare con loro del lavoro che svolgono e delle difficoltà che incontrano quotidianamente. Mi confermano che il numero di donne che si rivolge ai centri antiviolenza è costantemente in aumento, ma che i finanziamenti da parte delle istituzioni diminuiscono. Le statistiche dicono che non appena viene aperto un centro antiviolenza la domanda satura subito la capacità di risposta, ovvero più centri si aprono e più donne maltrattate vengono allo scoperto. I costi però sono alti, specie per quelli che gestiscono le case rifugio, e gli scarsi finanziamenti che vengono erogati dalle istituzioni non bastano per coprire le spese nonostante le operatrici siano tutte volontarie. In parole povere, è più facile vedere un centro che chiude piuttosto che un nuovo centro che apre.

Ed è pensando a questi centri, alle donne che ci lavorano e a quelle che ci vanno per cercare aiuto, che parlo ai ragazzi di SBL e alle loro amiche, le Leonesse, che all’aperitivo sono venute in tante. Ci sono quelle a cui manca solo la stagna a quelle che non hanno mai messo piede in acqua ma sono Leonesse dentro, amiche, madri o fidanzate di chi ha scelto questo bel gruppo per vivere una passione che ha bisogno di acqua per renderti felice.

Sono quelle che ascoltano con maggior consapevolezza quando dico che far finta che tutta questa violenza sulle donne sia normale è un errore che non possiamo permetterci, che le nostre amiche devono poter contare su uomini attenti, presenti, uomini che non si limitino ad accettare ma che si diano da fare per diffondere una diversa cultura di impegno e disponibilità a favore delle donne maltrattate, uomini che imparino a non ignorare quello che succede nell’appartamento a fianco.

Queste Leonesse sono quelle che hanno ascoltato i racconti delle amiche, visto i lividi, asciugato le lacrime che a noi uomini vengono nascosti per vergogna o per sensi di colpa che non hanno motivo di esistere, quei lividi e quelle lacrime che ho visto con i miei occhi e che so quanto a lungo ti rimangono dentro.

Finisco il discorso davanti alle acque del Garda e con Astore distribuiamo gli attestati di partecipazione. Oltre ai 45€ per Amnesty abbiamo raccolto quasi 200€ per la Casa delle Donne di Brescia, poco rispetto alle spese che devono sostenere, ma molto se rapportato a quanti eravamo e al fatto che il versamento era volontario.

Claudio Tovani e Astore Santoro

Claudio Tovani e Astore Santoro

Per le volontarie del Centro è comunque un piccolo aiuto, per noi subacquei è stato un buono scambio: io porto a casa la simpatia di Alessandro, l’allegria di Paolo, la serenità di Luciano e l’energia di Astore; loro terranno sul Garda il ricordo di una giornata di solidarietà a cui sapranno dare un seguito.

I versamenti del Gommone Rosa sono pubblicati su http://www.claudiotovani.com/Il-Gommone-Rosa.html e su https://www.facebook.com/IlGommoneRosa

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La foto finale di gruppo