Intervista a Ilaria Laterza titolare di ASD Quinto Oceano.

In attesa del Woman Dive Day del 16 Luglio Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Ilaria Laterza presidente di ASD Quinto Oceano a Lecce.

Ilaria

Perché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI?

Non ho mai desiderato di essere una normale subacquea! Ho iniziato solo ed esclusivamente per realizzare un sogno: insegnare alla gente quello che di più bello c’è al mondo… respirare e respirarsi sott’acqua.

 

 

 

Che cosa significa PADI per te?

Padi per me rappresenta la subacquea, una subacquea divertente ed attenta alla sicurezza. Con Padi non si incontra solo il mare, ma un vero e proprio gruppo di amici e colleghi con cui condividere la propria passione.

Qual è il tuo sogno di immersione ?

Sono un’appassionata di nudibranchi per cui la meta che vorrei visitare è il Madagascar. Inoltre mi piacerebbe portare sott’acqua i miei genitori, perché alla mia famiglia dedico ogni mio traguardo. Quale è il miglior momento in immersione?

Tutti, ogni singolo respiro è meraviglioso.

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman ‘s Dive Day del 16 Luglio 2016?

Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman ’s Dive Day del 16 Luglio 2016? ho intenzione di organizzare un’immersione con tutti i componenti del mio centro formazione istruttori ASD Quinto Oceano, dedicata alle amiche subacquee. Inoltre in questa occasione io e i miei colleghi istruttori saremo disponibili per prove gratuite a tutte le donne della zona.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Ogni giorno è una sfida contro l’universo maschile, che ci vede fragili, ma le donne possono, e ci riescono!!!

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Visto che sono gli uomini la maggioranza dei subacquei, io consiglio sempre a loro di coinvolgere le loro compagne. Io sono una delle poche fortunate istruttrici subacquee a condividere il lavoro e la passione per il mare con il mio compagno, d’immersioni e di vita. Non ho nient’altro da chiedere!

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Donne, inutile pensarci! E’ il lavoro più bello del mondo. Vi svelo un segreto: sott’acqua non si parla, e qualcuno disse “per fortuna”.

Ilaria Laterza: www.asdquintoceano.it – [email protected]

 

INTERVISTA A PATRIZIA DAMIS.

In Attesa del Woman Dive Day del 16 Luglio 2016 Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Patrizia Damis titolare del Centro BARONE BLU a Perugia.

PatriziaPerché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI?

Il mio primo approccio con PADI è stato durante il corso Advanced, dopo il primo livello conseguito con un’altra didattica, il passaggio a PADI è avvenuto naturalmente dopo che ho avuto modo di conoscere il suo sistema didattico, semplice, completo e accattivante.

 

 

Che cosa significa PADI per te?

Professionalità! Materiale didattico sempre aggiornato e all’avanguardia e inoltre come Professionista PADI mi sento parte di un Team, tutelata e supportata dall’agenzia.

Che cosa significa per te essere un sub donna?

Quando mi immergo mi sento principalmente un subacqueo, non ho mai pensato ad una differenza tra un sub uomo e donna, chiunque ami il mare e si lasci trasportare dalle sue bellezze può ricavarne le stesse fantastiche sensazioni, sia esso uomo o donna.

Qual è il tuo sogno di immersione?

L’immersione che farò domani; ogni immersione mi regala emozioni indimenticabili.

Quale è il miglior momento in immersione?

Il momento migliore è il secondo successivo al passo del gigante, quando mi trovo immersa nel mio habitat naturale.

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

Visto il grande successo del nostro WDD dell’anno scorso, riproponiamo anche quest’anno la caccia al tesoro subacquea, ma cambiamo location e la faremo nella splendida Isola di Ventotene.

Lo scopo della manifestazione è quello di far conoscere nuove avventure, ad esempio la navigazione subacquea, utilissimo infatti sarà il saper usare la bussola per trovare gli indizi che porteranno al ritrovamento del tesoro.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Le opportunità sono varie per le donne, abbiamo esempi di grandi donne subacquee che detengono record. La sfida deve essere con noi stesse, per cercare di migliorarci e crescere sempre di più nel mondo subacqueo.

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Organizzando altre manifestazioni come il WDD, per incentivare le donne e promuovendo per esempio l’uso di attrezzature specifiche per le donne, già presenti nell’industria della subacquea.

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Il mio suggerimento è quello di essere tenaci, di essere sempre pronte ad imparare e vedere ogni nuovo brevetto non come un punto di arrivo, ma come un nuovo punto di partenza per una formazione superiore e riuscire a far di una passione una professione.

 

Patrizia Damis – www.baroneblu.it

[email protected] 

 

Intervista a Valentina Valoncini.

In Attesa del Woman Dive Day 2016 Fabio Figurella RM PADI EMEA intervista Valentina Valoncini, titolare del Costa Paradiso Dive Center in Sardegna:

TittyPerché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI ?

Ho iniziato ad andare sott’acqua all’età di 8 anni, seguendo mio papà in piscina durante le sue lezioni. Negli anni ’90 l’età minima era 14 anni per iniziare un corso, quindi ho dovuto aspettare per prendere il mio primo brevetto (ANIS)… Ma dopo l’apertura del Diving Center Costa Paradiso nel 1995, entrare nella grande famiglia PADI e continuare la carriera è venuto naturale e scontato.

 

Che cosa significa PADI per te ?

Io sono un subacqueo anomalo, adoro andare sott’acqua e fare corsi, ma la mia attività è principalmente l’amministrazione… Detto questo, per me PADI significa sicuramente metodo, organizzazione e standard. Una didattica a tutto tondo, che non lascia nulla al caso.

Che cosa significa per te essere un sub donna ?

Il mondo della subacquea è sicuramente popolato di uomini; anche il lavoro sul campo è duro e pesante e di conseguenza un uomo ha forse le caratteristiche fisiche più appropriate per approciarvisi. Tuttavia, le potenzialità che ha una donna non sono assolutamente da meno… Anzi! Sicuramente una donna nel mondo subacqueo dovrà dimostrare qualcosa in più rispetto ad un uomo, ma i risultati poi sono evidenti e degni di nota, e a volte addirittura superiori.

Qual è il tuo sogno di immersione ?

Non ho un vero e proprio sogno… Ogni immersione per me è speciale, considerando poi che vado in acqua poco rispetto alla maggior parte dei miei colleghi; quando però ci vado, riesco a scollegarmi dal mondo, e per quei 30/40/50 minuti che passo sott’acqua non penso assolutamente a nulla, mi godo il tuffo e tutto quello che mi sta intorno.

Quale è il miglior momento in immersione ?

Ogni momento è diverso e unico… Dalla discesa, quando l’immersione sta per iniziare e l’acqua entra nella muta (ebbene si, non uso la stagna), al giro in sè, dove passo in rassegna ogni anfratto per cercare nuovi animali o sto per entrate in una grotta alla ricerca di astici e seppie…

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

A dire il vero sono più di 10 anni che organizziamo la nostra personale versione del Woman Dive Day PADI… Volgarmente e simpaticamente chiamata “Virgin Dive”, ogni anno prepariamo un’uscita speciale dedicata a sole donne e con barcaiolo uomo, per i “lavori pesanti”… E’ un momento per stare insieme, divertirci, ridere tutte insieme e fare anche qualche gioco sott’acqua.

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni ?

Una donna a mio parere ha tutte le carte in regola per diventare un ottimo subacqueo, che sia ricreativo, tecnico, professionista, ecc. Come per tutti i lavori, servono dedizione, caparbietà e voglia di fare, nonché una elevata dose di passione, perché senza la passione questo lavoro non ha senso. La subacquea non è uno sport a cui si rimane indifferenti, o la si ama o la si odia, non ci sono mezze misure. Diventare Divemaster o Istruttore PADIè impegnativo e ci vogliono anni di studio e lavoro (per diventare davvero bravi), ma è anche divertente e molto gratificante.

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea ?

Conosco molto donne subacquee che amano questo sport e lo praticano assiduamente. Ma ne conosco altrettante che non hanno mai nemmeno immaginato di avvicinarsi a questa disciplina, vuoi per paura, vuoi per disinteresse… Credo che le donne pensino che sia “uno sport da uomini”, e quindi preferiscano restare in disparte. Per fortuna la tendenza sta cambiando e sempre più ragazze giovani si stanno appassionando. A mio modesto parere servirebbe più corretta informazione in merito alla subacquea, per far capire a tutte che questo mondo non è pericoloso, è semplicemente diverso da quello a cui siamo abituate.

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea ?

Viaggiate, fate esperienza, prendete il brevetto Divemaster e lavorate in un centro PADI per almeno 1 stagione, cosi da capire come funziona e cosa vuol dire essere una guida. Poi procedete con il Corso IDC PADI e portate la vostra esperienza in giro per il mondo. Non abbiate fretta e prendetevi tutto il tempo necessario per diventare delle brave subacquee e delle brave professioniste.

Valentina Valoncini – http://www.divingcentercostaparadiso.it [email protected]

 

dida3In attesa della manifestazione Woman Dive Day del prossimo 16 Luglio 2016, stiamo intervistando diverse donne che sono fonte di ispirazione per i subacquei.

Fabio Figurella – Regional Manager PADI EMEA intervista Marida Casati capocentro del Diving Ambiente Liquido Centro Formazioni Istruttori a Gioiosa Marea (ME) – Sicilia.

 

Perché / Come hai fatto a diventare un subacqueo PADI ?

Ho preso l’Open con la CMAS, poi sono stata andata a lavorare alle Maldive (in quel periodo lavoravo come animatrice) e sull’atollo era presente un Diving Center Padi…risultato sono tornata a casa dopo 7 mesi con il Rescue…da lì ho continuato fino a diventare Istruttore nel 2007

Che cosa significa PADI per te ?

Dato che sono un’istruttrice un’opportunità di coniugare passione e lavoro

Che cosa significa per te essere un sub donna ?

Poter far parte di un gruppo di persone fortunate che possono esplorare un mondo in parte ancora sconosciuto

Qual è il tuo sogno di immersione ?

Ogni immersione per me è un sogno!!!!!

Ma se dovessi dire cosa mi piacerebbe vedere che ancora non ho visto direi squali martello, squalo balena e dugongo in primis.
Quale è il miglior momento in immersione?

Mi piace ogni momento: adoro la preparazione dell’attrezzatura perché è un momento di confronto e di divertimento con gli altri subacquei, il momento in barca con il briefing che ti proietta nell’immersione. Il mio preferito forse è quando scarichi il GAV…inizi la discesa e, da quel momento, senti solo il tuo respiro, ti guardi intorno….osservi i pesci che ti circondano….vai in cerca del più piccolo organismo vivente cercando di goderti ogni nanosecondo di quel momento fino a quando non devi tornare alla realtà…..il rientro, la sistemazione attrezzature e la bevuta al bar dove continui a parlare di quello che hai visto o che ti sei perso…..

Quali sono i tuoi piani per il WDD quest’anno? Come un istruttore PADI, hai qualche suggerimento per i sub per il PADI Woman’s Dive Day del 16 Luglio 2016?

I miei piani sono di organizzare un’immersione con le subacquee della zona.

Diciamo che ancora ci sto pensando…in linea di massima mi piacerebbe organizzare una sorta di gara fotografica per le donne e magari quel giorno attuare un prezzo agevolato per le donne

Quali sono le sfide più importanti e le opportunità che le donne hanno nel mondo delle immersioni?

Io credo che la “sfida”(se così possiamo definirla) maggiore per le donne sia tornare a fare subacquea dopo essersi costruite una famiglia, ma soprattutto diventate mamme……ho conosciuto entrambe le realtà, quelle che hanno smesso trovando come “scusa” avere dei figli e quelle invece che sono rientrate in acqua appena hanno potuto…..

Credo che al giorno d’oggi le opportunità siano le stesse per entrambi i sessi…forse ancora ci sono dei settori un po’ più considerati “maschili”, gli OTS o i sommozzatori delle varie Forze dell’ordine (Vigili del Fuoco, Carabinieri…) per esempio; si è vero che ci sono anche delle donne, ma il lavoro non è semplice ed è considerato pesante per una donna.

Anche nella subacquea tecnica la percentuale delle donne è molto inferiore e credo che la motivazione maggiore sia la “pesantezza” delle attrezzature e, non nascondiamolo, il ruolo della donna all’interno di una famiglia.

Anche intraprendere una di queste carriere è una SFIDA!

Come possiamo avere più donne in acqua e coinvolte nella comunità subacquea?

Non credo esista una formula per questo…credo che la pubblicità maggiore sia far capire a tutti che la subacquea non è così pericolosa come tutti credono; infatti parlando con le persone ho notato che una delle frasi più usate come scusa è “Ma è pericolosa!”, le donne aggiungono “Ma l’attrezzatura è pesante”

Le donne in generale sono meno spericolate degli uomini, sono meno propense ad attività più adrenaliniche

Suggerimenti per le donne a pensare a una carriera subacquea?

Non ho un suggerimento preciso, tutte le subacquee che conosco e che hanno deciso di intraprendere questa attività (compresa me) avevano una passione in comune: l’amore per il mare e sono riuscite a fare di una passione un lavoro anche se a volte stagionale quindi se questo è quello che uno desidera perché non provarci???